TEGUCIGALPA – In una mossa che ridefinisce l’asse politico e diplomatico dell’Honduras, il presidente del Congresso, Tomás Zambrano, ha confermato con forza la volontà del nuovo governo di mantenere e rafforzare il trattato di estradizione con gli Stati Uniti. La dichiarazione, rilasciata durante l’inaugurazione della nuova sessione legislativa, pone fine a un periodo di incertezza e tensioni diplomatiche, inaugurando un’era di rinnovata cooperazione con Washington.
“Il governo entrante continuerà con l’estradizione nel Paese, e lo dichiariamo qui, da questo Congresso, in merito a questo accordo di estradizione con il nostro principale alleato e fratello, gli Stati Uniti,” ha affermato Zambrano, sottolineando la natura strategica e duratura che si intende dare a questa collaborazione. Le sue parole riecheggiano un chiaro allineamento con la politica del presidente della Repubblica eletto, il conservatore Nasry ‘Tito’ Asfura, il cui insediamento è previsto per il 27 gennaio.
Un cambio di rotta dopo le tensioni con l’amministrazione Castro
La decisione del nuovo esecutivo segna una netta inversione di tendenza rispetto alla politica estera del governo uscente di Xiomara Castro. La presidente di sinistra, il cui mandato si è concluso il 28 agosto 2024, aveva ordinato la sospensione dello storico accordo, siglato originariamente nel 1912. Alla base di tale scelta vi erano state forti tensioni diplomatiche con Washington, con accuse di “interferenza” statunitense negli affari interni dell’Honduras. Questo periodo di freddezza aveva generato preoccupazioni riguardo la cooperazione in ambiti cruciali come la lotta al narcotraffico e alla criminalità organizzata, temi di fondamentale importanza per la stabilità dell’intera regione centroamericana.
Il trattato di estradizione è stato uno strumento chiave per gli Stati Uniti nel perseguire individui accusati di gravi crimini, in particolare legati al traffico di droga. Un esempio emblematico è quello dell’ex presidente Juan Orlando Hernández (in carica dal 2014 al 2022), estradato e successivamente condannato a 45 anni di prigione da un tribunale di New York per il suo coinvolgimento in una vasta rete di narcotraffico. La sospensione del trattato da parte di Castro era stata vista da molti analisti come una mossa per affermare la sovranità nazionale, ma anche come un potenziale ostacolo alla giustizia internazionale.
Il contesto politico e le nuove alleanze
L’elezione di Nasry ‘Tito’ Asfura, del conservatore Partito Nazionale, ha ridisegnato la mappa politica del paese. La sua vittoria, seppur di misura, e il sostegno ricevuto da figure politiche statunitensi, come l’ex presidente Donald Trump, hanno contribuito a spianare la strada per un riavvicinamento con gli Stati Uniti. Zambrano ha esplicitamente dichiarato di voler lavorare affinché il trattato sia “duraturo e non limitato a un singolo mandato”, segnalando un impegno a lungo termine.
Questa rinnovata alleanza non è priva di complessità. L’Honduras, come altre nazioni della regione, ha storicamente vissuto un rapporto di forte dipendenza economica e militare dagli Stati Uniti. La decisione di rafforzare il trattato di estradizione può essere letta come un gesto pragmatico per assicurarsi il sostegno di un partner fondamentale, ma solleva anche interrogativi sulla piena autonomia delle scelte politiche nazionali. La cooperazione in materia di sicurezza, la gestione dei flussi migratori e le strategie di sviluppo economico saranno inevitabilmente influenzate da questa più stretta intesa con Washington.
Implicazioni economiche e geopolitiche
Dal punto di vista economico, un rapporto stabile e collaborativo con gli Stati Uniti è vitale per l’Honduras. Gli USA sono il principale partner commerciale del paese e una fonte cruciale di aiuti allo sviluppo e investimenti. La conferma del trattato di estradizione invia un segnale di affidabilità alla comunità internazionale e agli investitori, potenzialmente favorendo un clima più propizio per la crescita economica.
A livello geopolitico, la scelta del governo Asfura consolida l’influenza statunitense in una regione dove altre potenze, come la Cina, stanno cercando di espandere la propria presenza. La decisione di Tegucigalpa di riallinearsi con Washington avrà ripercussioni anche sulle dinamiche regionali, influenzando le politiche di altri paesi centroamericani. La lotta al narcotraffico, in particolare, richiede un approccio coordinato e transnazionale, e la piena partecipazione dell’Honduras è considerata essenziale per ottenere risultati concreti.
In conclusione, la conferma del trattato di estradizione da parte del nuovo governo honduregno non è solo un atto formale, ma una dichiarazione di intenti strategica. Segna la fine di un periodo di attrito e l’inizio di una nuova fase di cooperazione con gli Stati Uniti, con l’obiettivo di affrontare sfide comuni e garantire stabilità e sicurezza. Il successo di questa rinnovata partnership dipenderà dalla capacità di entrambi i paesi di costruire un rapporto basato sul rispetto reciproco e su obiettivi condivisi, al di là delle contingenze politiche del momento.
