La Borsa di Milano ha archiviato la giornata con un segno positivo, registrando un incremento dello 0,26% che ha portato l’indice FTSE MIB a consolidare le sue posizioni. A sostenere il listino principale di Piazza Affari ha contribuito in modo determinante la buona performance del comparto bancario, in un contesto europeo caratterizzato da andamenti contrastanti e con lo sguardo degli investitori rivolto oltreoceano, verso Wall Street.
Il settore bancario traina Piazza Affari
In una giornata di scambi vivaci, sono stati i titoli bancari a recitare la parte del leone. Banco Bpm si è distinta con un rialzo del 1,6%, seguita a breve distanza da Intesa Sanpaolo, che ha messo a segno un progresso dell’1,3%. Anche altri istituti di credito hanno chiuso in territorio positivo: Mediobanca ha guadagnato l’1,2%, Bper lo 0,9% e Unicredit lo 0,8%. Più cauta la performance di Monte dei Paschi di Siena, che ha terminato la seduta con un lieve rialzo dello 0,05%. Questo slancio del settore creditizio riflette un cauto ottimismo degli operatori, in attesa delle prossime mosse delle banche centrali e di nuovi dati macroeconomici.
Un altro elemento chiave della giornata è stato l’andamento dello spread tra BTP e Bund. Il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato decennale italiano e l’omologo tedesco ha chiuso in calo, attestandosi a 59,9 punti base. Contestualmente, il rendimento del BTP a dieci anni si è posizionato al 3,46%, segnalando una minore percezione del rischio sul debito sovrano italiano da parte degli investitori internazionali.
Lottomatica in luce, realizzi sulla difesa
Tra i singoli titoli, spicca la performance di Lottomatica, che ha chiuso la giornata con un brillante +2,5%, confermandosi uno dei migliori del listino principale. Segnali positivi anche per Moncler (+1,3%), Enel (+1,1%) e Tim (+1%), quest’ultima al centro dell’attenzione in vista dell’assemblea per la conversione delle azioni di risparmio.
Non sono mancate, tuttavia, le note dolenti. Il settore della difesa ha vissuto una giornata difficile, con Leonardo che ha ceduto il 2,6% e Fincantieri il 2,3%. Queste vendite potrebbero essere interpretate come prese di beneficio dopo i recenti rialzi o come riflesso di un’incertezza geopolitica che induce alla prudenza. In rosso anche altri titoli di peso come Stellantis (-2,1%), Stm (-2,6%), Tenaris (-1,7%) e Brunello Cucinelli (-1,6%). In fondo al listino si è posizionata Diasorin, che ha registrato una perdita del 3,2%.
Il caso Ferretti: il no di Weichai affonda il titolo
Nel segmento delle società a minor capitalizzazione, la notizia del giorno riguarda il crollo di Ferretti. Il titolo del prestigioso produttore di yacht di lusso è scivolato del 5,9%, chiudendo a 3,63 euro per azione. A scatenare le vendite è stata la decisione del socio di maggioranza cinese, Weichai, di respingere l’offerta pubblica di acquisto parziale lanciata da Kkcg Maritime, veicolo del miliardario ceco Karel Komarek. L’offerta mirava a raddoppiare la quota di Komarek, portandola al 29,9%, appena sotto la soglia che fa scattare l’obbligo di un’OPA totalitaria.
Weichai, che detiene il 38,2% del capitale, ha definito il proprio investimento “strategico e a lungo termine”, ribadendo l’intenzione di mantenere il controllo effettivo della società e di nominare la maggioranza dei membri del prossimo consiglio di amministrazione. Questa mossa ha di fatto bloccato le ambizioni del socio ceco, innescando una reazione negativa sul mercato e aprendo un nuovo capitolo nella governance del gruppo, in un contesto che vede anche l’ingresso di nuovi investitori internazionali come l’imprenditore kuwaitiano Bader Nasser Al-Kharafi.
