La Calabria si trova a fronteggiare una situazione di grave emergenza a seguito del violento ciclone, denominato “Harry”, che si è abbattuto sulla regione nei giorni scorsi, lasciando una scia di distruzione. In risposta a questa crisi, la Giunta regionale, presieduta da Roberto Occhiuto, ha deliberato la richiesta formale al governo nazionale per il riconoscimento dello stato di emergenza. La stima preliminare dei danni, come annunciato dal presidente a margine di un sopralluogo nel quartiere Lido di Catanzaro, una delle aree più colpite, ammonta a 300 milioni di euro.

Una duplice richiesta per fronteggiare i danni

La richiesta avanzata dalla Regione Calabria non si limita ai soli danni infrastrutturali e a quelli subiti dai privati cittadini. Con una seconda delibera, è stato richiesto anche il riconoscimento dello stato di calamità naturale per il settore agricolo. Le forti mareggiate e le intense precipitazioni hanno infatti causato danni ingenti alle coltivazioni e alle strutture rurali, mettendo in ginocchio un comparto fondamentale per l’economia locale. “Abbiamo fatto una ulteriore delibera per riconoscere lo stato di calamità relativo ad alcune produzioni agricole”, ha specificato il presidente Occhiuto, sottolineando la necessità di interventi mirati per sostenere gli agricoltori in questo difficile momento.

Il sopralluogo a Catanzaro Lido e l’impegno delle istituzioni

Il presidente Occhiuto, accompagnato dal capo della Protezione Civile regionale e da altre autorità, ha voluto verificare di persona la vastità dei danni nel quartiere Lido di Catanzaro, un’area simbolo della devastazione causata dal ciclone. Strade allagate, lungomari distrutti e attività commerciali in ginocchio sono solo alcune delle criticità emerse. Durante il sopralluogo, Occhiuto ha espresso apprezzamento per la reazione della popolazione e per l’efficienza della macchina dei soccorsi: “Sono rimasto piacevolmente sorpreso dal coraggio e dalla dignità della popolazione. La gente non è scesa in strada solo con disperazione, ma con grande senso di responsabilità”. Ha inoltre ringraziato tutte le istituzioni, dalla Protezione Civile ai Vigili del Fuoco e ai volontari, per il lavoro svolto fin dalle prime ore dell’emergenza.

La visita ha visto anche la presenza del Sottosegretario all’Interno, Wanda Ferro, a testimonianza della sinergia tra governo e istituzioni territoriali. Il presidente ha inoltre riferito di aver avuto interlocuzioni dirette con il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, e con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, che hanno mostrato immediata disponibilità ad accogliere le richieste della Regione. Lo stesso ministro Musumeci si è recato in Calabria per un sopralluogo nelle aree del Reggino, confermando l’impegno del governo.

L’attesa per la delibera del Consiglio dei Ministri

L’attenzione è ora tutta rivolta a Roma, dove si attende la delibera del Consiglio dei Ministri per il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale. “L’importante è che il governo riconosca nella prossima settimana lo stato di calamità nazionale”, ha dichiarato Occhiuto. Questo passaggio è fondamentale per poter sbloccare le risorse necessarie non solo per i primi interventi di somma urgenza, ma anche per avviare un piano strutturato di ricostruzione e di ristoro per cittadini e imprese. Il Sottosegretario Ferro ha anticipato che lo stato di emergenza potrebbe essere dichiarato già nella giornata di domani dal Consiglio dei Ministri.

Il presidente della Regione ha sottolineato come, oltre ai fondi nazionali, si stiano esplorando anche altre vie, come l’utilizzo di fondi europei destinati alla ricostruzione in caso di eventi climatici avversi. Un’altra questione cruciale sollevata da Occhiuto è la necessità di un intervento governativo sulla difesa delle coste, un tema che richiede opere imponenti e risorse che solo il livello nazionale può garantire per prevenire disastri futuri.

Di veritas

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