Gerusalemme – Un incendio di natura ancora sconosciuta è scoppiato nella giornata di oggi all’interno del perimetro della sede centrale dell’UNRWA (l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi) a Gerusalemme Est. L’incidente assume un significato particolare poiché l’edificio era stato recentemente demolito dalle autorità israeliane, trasformando il sito in un cumulo di rovine. La notizia, riportata inizialmente dal Times of Israel, ha trovato conferma in una nota ufficiale del Servizio antincendio e di soccorso israeliano.
L’intervento dei soccorsi e le prime indagini
Le squadre di emergenza sono state chiamate a intervenire dopo la segnalazione di fiamme che si levavano dal sito raso al suolo. I vigili del fuoco si sono prontamente attivati per contenere e spegnere il rogo, le cui cause rimangono al momento ignote. Contemporaneamente, le autorità hanno avviato una perlustrazione meticolosa tra le macerie per escludere la presenza di persone rimaste intrappolate, anche se al momento non si segnalano feriti o vittime. L’area era stata dichiarata inagibile e interdetta al pubblico a seguito della demolizione, ma le indagini sono in corso per chiarire la dinamica degli eventi. La polizia israeliana ha avviato i rilievi, mantenendo aperte tutte le ipotesi, dall’atto doloso all’incidente accidentale.
Un contesto di demolizioni e tensioni crescenti
L’incendio non può essere analizzato come un evento isolato, ma va inserito in un contesto di fortissime tensioni tra Israele e l’UNRWA. Solo pochi giorni fa, le autorità israeliane avevano proceduto alla demolizione di parte del complesso, situato nel quartiere di Sheikh Jarrah, issando una bandiera israeliana sulle rovine. Questa azione era stata definita dall’ONU un “attacco senza precedenti” e una “grave violazione del diritto internazionale”, che protegge le sedi delle Nazioni Unite con uno status di inviolabilità.
Da parte sua, Israele ha accusato a lungo l’UNRWA, sostenendo che l’agenzia perpetui il conflitto e che alcuni suoi membri abbiano legami con gruppi terroristici. Queste accuse hanno portato il parlamento israeliano (Knesset) ad approvare una legislazione per tagliare i legami con l’agenzia e proibirne le operazioni sul territorio israeliano, inclusa Gerusalemme Est, a partire dal 2025. La demolizione della sede è stata vista da molti come il culmine di questa campagna politica e legislativa.
Il ruolo e le controversie dell’UNRWA
Fondata nel 1949, l’UNRWA ha il mandato di fornire assistenza, istruzione e servizi sanitari a milioni di profughi palestinesi in Giordania, Libano, Siria, Cisgiordania e Gaza. Il suo ruolo è fondamentale per la sopravvivenza di intere comunità, ma è anche al centro di un aspro dibattito politico. Israele critica in particolare il fatto che lo status di rifugiato venga trasmesso di generazione in generazione, sostenendo che questo ostacoli una soluzione permanente del conflitto.
L’incendio di oggi si aggiunge a una serie di incidenti e atti ostili contro l’agenzia. Già in passato si erano verificate proteste violente e persino attacchi incendiari contro il perimetro del compound, portando il Commissario Generale dell’UNRWA, Philippe Lazzarini, a denunciare un clima di intimidazione e a chiudere temporaneamente la sede per motivi di sicurezza. In una recente dichiarazione, Lazzarini ha definito l’incendio “l’ultimo attacco all’ONU nel tentativo continuo di smantellare lo status dei profughi palestinesi”.
Un futuro incerto
Mentre le fiamme vengono domate, le braci della polemica e della tensione politica continuano ad ardere. L’incendio, per quanto di entità ancora da definire, è un potente simbolo della fragilità della situazione a Gerusalemme Est. Le indagini dovranno chiarire se si sia trattato di un evento fortuito o di un atto deliberato, ma qualunque sia la conclusione, l’episodio getta un’ulteriore ombra sul futuro delle operazioni umanitarie nella regione e sulle relazioni, già critiche, tra Israele e le Nazioni Unite.
