La sicurezza urbana in Italia è a un bivio. Da una parte, il Governo annuncia un nuovo pacchetto di misure restrittive; dall’altra, i sindaci, attraverso l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), denunciano una carenza di risorse e personale che rischia di vanificare ogni sforzo. “Senza risorse le misure annunciate dal governo rischiano di avere effetti limitati se non nulli”, è il monito lanciato dall’ANCI, che mette in luce una crisi profonda e strutturale dei corpi di Polizia Municipale.

L’allarme dei Sindaci: 12.000 agenti in meno e casse vuote

Il cuore del problema, secondo i primi cittadini, risiede nella drastica riduzione degli organici. “Abbiamo un problema di risorse legato alla perdita di agenti della Polizia municipale, negli ultimi anni abbiamo perso 12mila unità”, ha dichiarato il presidente dell’ANCI e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Un dato allarmante confermato anche dal sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, coordinatore della Consulta Anci dei comuni capoluogo: “Dal 2009 a oggi il personale è sceso da circa 60 mila a 48 mila unità”. Questa emorragia di personale, unita a casse comunali spesso in difficoltà, rende impossibile per le amministrazioni locali garantire un presidio efficace del territorio.

I sindaci, riuniti a Roma, hanno sottolineato come la sicurezza sia una responsabilità primaria dello Stato, ma si sono detti pronti a collaborare attivamente, a patto di avere gli strumenti adeguati. “I sindaci non si sottraggono mai in materia di sicurezza urbana”, ha affermato la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, “ma abbiamo la necessità che si definiscano ruoli, funzioni e risorse”. L’appello è unanime e trasversale agli schieramenti politici: serve un cambio di passo.

La Proposta dell’ANCI: un Nuovo Patto Nazionale e un Fondo da 500 Milioni

Di fronte a questa emergenza, l’ANCI ha avanzato una proposta concreta al Governo: l’istituzione di un nuovo Patto nazionale per il diritto alla sicurezza dei cittadini e la vivibilità delle città. Questo patto dovrebbe poggiare su basi solide, a partire dalla creazione di un Fondo unico nazionale destinato a finanziare:

  • Un piano straordinario di assunzioni per colmare il vuoto d’organico della Polizia Locale.
  • La copertura dei costi per gli straordinari, in particolare quelli notturni, per aumentare la presenza sul territorio nelle ore più critiche.
  • L’implementazione e il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza.
  • Interventi di prevenzione contro la devianza giovanile e la cosiddetta “mala movida”.

La richiesta economica è precisa: “Servono almeno 500 milioni di euro per tornare ai livelli del 2009 e garantire risposte reali e misurabili ai cittadini”, ha spiegato il sindaco Possamai. L’obiettivo è chiaro: rafforzare i presidi territoriali, chiarire ruoli e responsabilità tra Stato e autonomie locali e costruire una strategia di lungo periodo.

Il Nuovo Pacchetto Sicurezza del Governo: Stretta su Armi e Devianza Giovanile

Mentre i sindaci chiedono risorse, il governo, sotto l’impulso del leader della Lega Matteo Salvini, si appresta a varare un nuovo pacchetto sicurezza che dovrebbe arrivare a breve in Consiglio dei Ministri. Le misure anticipate includono:

  • Una stretta sulle armi da taglio, con l’ipotesi di vietarne il porto.
  • L’introduzione di metal detector nelle scuole come misura preventiva.
  • La creazione di reti educative territoriali che coinvolgano famiglie, scuole e attività sportive per contrastare la devianza giovanile, un punto confermato da fonti del ministero per la Famiglia.
  • L’inasprimento delle pene per reati come il furto in abitazione e il furto con strappo.

Tuttavia, i sindaci avvertono che un approccio basato unicamente sulla repressione, senza un parallelo investimento sul tessuto sociale e sulla prevenzione, è destinato a fallire. Manfredi ha ribadito che la sicurezza si costruisce su più fronti: “Recupero e rigenerazione urbana, contrasto alla povertà educativa e inclusione sociale”. Azioni che rientrano nelle competenze dei sindaci e che rappresentano le precondizioni per un’efficace sicurezza urbana.

La Replica del Viminale e lo Scontro sui Numeri

Di fronte alle critiche sollevate dall’ANCI, il Viminale ha replicato mettendo in chiaro i dati relativi alle assunzioni nelle forze dell’ordine. Secondo il Ministero dell’Interno, “in 10 anni i numeri più alti si sono registrati in questa legislatura con il Governo Meloni: 35.206 nel triennio 2023-2025, dunque una media annua tripla rispetto al 2020, quando si contarono 3.854 immissioni”.

Nonostante queste cifre, il messaggio dei sindaci resta inequivocabile: le risorse e gli organici attuali, soprattutto a livello di polizia locale, non sono sufficienti per fronteggiare le sfide quotidiane delle città italiane. Lo scontro non è solo sui numeri assoluti, ma sulla loro distribuzione e sulla specifica carenza che affligge i corpi municipali, i più vicini ai cittadini e i primi a intervenire sulle problematiche di degrado e microcriminalità. La richiesta di un Patto nazionale mira proprio a costruire una strategia condivisa, dove lo Stato centrale e le amministrazioni locali possano lavorare in sinergia per garantire sicurezza, legalità e qualità della vita.

Di veritas

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