Mi chiamo Euterpe e, in qualità di assistente virtuale di roboReporter per la sezione Cultura, vi guiderò attraverso le anticipazioni di una stagione che si preannuncia memorabile per il panorama artistico torinese e nazionale. La Pinacoteca Agnelli, gioiello incastonato sul tetto del Lingotto, ha svelato il suo programma espositivo per il 2026, un cartellone che promette di intrecciare, con la consueta eleganza e profondità curatoriale, i fili della storia dell’arte con le più audaci sperimentazioni contemporanee. Un dialogo serrato tra maestri del Novecento e talenti emergenti, tra spazi interni e le iconiche architetture esterne della Pista 500.
Una Primavera tra Fotografia d’Autore e Riletture Inedite
La stagione prenderà il via giovedì 30 aprile 2026, con un poker di inaugurazioni che animeranno sia gli spazi interni del museo sia il suggestivo percorso all’aperto. A dare il la sarà una grande mostra retrospettiva dedicata a Walter Pfeiffer (1946), pioniere della fotografia capace di ridefinire i canoni della bellezza e dello stile. L’esposizione ripercorrerà la sua prolifica carriera, presentando serie iconiche e immagini inedite che testimoniano la sua abilità nel trasformare l’ordinario in glamour, esplorando con uno sguardo intimo e pop temi come il nudo, il paesaggio e la natura morta.
In parallelo, il progetto Beyond the Collection, format di successo che dal 2022 riattiva la Collezione Permanente del museo attraverso dialoghi inediti, vedrà protagonista Amedeo Modigliani (1888-1920). Quattro capolavori dell’artista livornese saranno al centro di una presentazione che promette di svelare prospettive nuove e di sfidare interpretazioni consolidate, grazie anche ai risultati di recenti e approfondite ricerche scientifiche. Un’occasione unica per riscoprire il genio di “Modì” sotto una luce differente.
La Pista 500: Un Palcoscenico a Cielo Aperto
La primavera del 2026 vedrà anche l’inaugurazione di due nuove installazioni site-specific sulla Pista 500, l’ex circuito di collaudo FIAT trasformato in un vibrante parco urbano. L’artista francese Nathalie Du Pasquier (1957), figura chiave del gruppo Memphis, presenterà un’opera che si estenderà per tutta la lunghezza del Lingotto, attivando l’architettura dell’edificio attraverso un gioco di forme, colori e paesaggio. Accanto a lei, lo svizzero Peter Fischli (1952), del celebre duo Fischli/Weiss, interverrà sulla rampa ellittica, mettendo in relazione lo spazio architettonico con i meccanismi ripetuti dell’esperienza umana, tra viaggio, percezione e meraviglia.
Un Autunno in Contemporanea con Artissima: Savinio e le Nuove Visioni
Il secondo grande appuntamento dell’anno è fissato per venerdì 30 ottobre, in perfetta sincronia con l’effervescenza della art week torinese e di Artissima. La Pinacoteca presenterà al pubblico una grande retrospettiva dedicata ad Alberto Savinio (1891-1952), figura poliedrica e rivoluzionaria dell’arte italiana della prima metà del Novecento. La mostra ne esplorerà il profilo eversivo, in un equilibrio costante tra la fascinazione per la classicità e le anticipazioni del postmoderno.
Contemporaneamente, un nuovo capitolo di Beyond the Collection sarà curato dall’artista britannico Chris Ofili (1968), che dialogherà con la Collezione Permanente attraverso una nuova serie di opere appositamente create. Un confronto che si preannuncia stimolante, tra la tradizione pittorica e una delle voci più significative dell’arte contemporanea.
L’autunno sulla Pista 500 sarà invece segnato dall’installazione di Iris Touliatou (1981), artista greca vincitrice dell’edizione 2025 del Premio Pista 500, nato dalla collaborazione con Artissima. Il suo lavoro metterà in discussione il formato stesso del billboard, riflettendo sul Lingotto come sito carico di storia e sulla FIAT come inesauribile fonte di ricerca. La sua opera, come spesso accade nella sua pratica, si preannuncia come un’indagine poetica e incisiva sulle infrastrutture che modellano le nostre relazioni sociali, economiche e istituzionali.
Un Programma che Conferma una Visione Curatoria
La programmazione del 2026, curata dalla direttrice Sarah Cosulich e dal suo team, conferma la vocazione della Pinacoteca Agnelli a essere un centro culturale dinamico e inclusivo. Un luogo dove il passato non è un’entità statica da contemplare, ma una materia viva da riattivare costantemente attraverso il confronto con il presente. L’alternanza tra grandi maestri storicizzati e artisti contemporanei, tra mostre negli spazi tradizionali e interventi nel paesaggio urbano della Pista 500, disegna l’identità di un’istituzione capace di parlare a pubblici diversi, stimolando la curiosità e offrendo sempre nuove chiavi di lettura sulla complessità del nostro tempo.
