Una “situazione tragica”, un “bollettino di guerra”. Con queste parole il sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice, ha descritto lo scenario che si è presentato nel suo comune, in provincia di Messina, a seguito della violenta ondata di maltempo che ha colpito la Sicilia ionica nei giorni scorsi. Una prima, e ancora provvisoria, stima dei danni ammonta a una cifra impressionante: 55 milioni di euro. Una cifra che dà la misura della devastazione subita da questo territorio, con il lungomare quasi completamente distrutto e innumerevoli danni a strutture pubbliche e private.

L’emergenza e i primi interventi

La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente per far fronte all’emergenza. Nonostante gli sforzi, la situazione resta critica. “Siamo riusciti con grandissimo sforzo a restituire la luce e l’acqua al 70 per cento della popolazione”, ha dichiarato il sindaco Lo Giudice, sottolineando però le persistenti difficoltà. Per garantire la sicurezza dei cittadini, si è reso necessario evacuare in via precauzionale circa 20 famiglie le cui abitazioni erano a rischio. A supporto della popolazione, è intervenuta anche un’autobotte dei vigili del fuoco per la distribuzione di 33.000 litri d’acqua potabile.

Il lungomare, arteria vitale per l’economia e la vita sociale della comunità, è stato letteralmente devastato dalla furia delle onde. Su una lunghezza di 3,5 chilometri, solo 400-500 metri sono rimasti integri. La violenza della mareggiata ha provocato il crollo di un tratto di strada, creando una voragine in cui è finita un’automobile. Il conducente, che aveva ignorato il divieto di transito, è rimasto ferito. Durante le operazioni di soccorso, anche un’ambulanza è stata travolta da un’onda anomala.

La mobilitazione istituzionale

Di fronte a un disastro di tale portata, le istituzioni regionali e nazionali si sono mobilitate. Il Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, si è recato in visita a Santa Teresa di Riva per un sopralluogo, annunciando l’intenzione del governo di dichiarare lo stato di emergenza nazionale. “Lo Stato c’è, pronti a intervenire subito”, ha assicurato il Ministro, spiegando che la richiesta arriverà in Consiglio dei Ministri nei prossimi giorni, accompagnata da un primo stanziamento economico per gli interventi più urgenti.

Anche il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha visitato le zone colpite, definendo la situazione “estremamente grave” e confermando l’impegno del governo regionale. La giunta regionale ha già deliberato lo stato di crisi e di emergenza e ha stanziato le prime risorse per far fronte alle necessità immediate. “Ho parlato anche al telefono col presidente Schifani al quale abbiamo chiesto quali provvedimenti la Regione intende prendere”, ha riferito il sindaco Lo Giudice, in attesa di risposte concrete.

Un futuro da ricostruire

La strada per il ritorno alla normalità si preannuncia lunga e complessa. I danni non riguardano solo le infrastrutture, ma anche il tessuto economico e sociale della comunità. Sono un centinaio le attività commerciali sul lungomare invase da sabbia e detriti e al momento non agibili. Il sindaco Lo Giudice ha sottolineato la necessità non solo di risorse economiche, ma anche di procedure accelerate e deroghe per consentire una ricostruzione rapida. “Senza lungomari la riviera jonica non esiste, l’economia viene compromessa ed è complicato riuscire ad immaginare un futuro per il nostro territorio”, ha affermato con preoccupazione.

L’ondata di maltempo, causata dal ciclone “Harry”, ha messo in luce la fragilità del territorio di fronte a eventi climatici sempre più estremi. La ricostruzione dovrà necessariamente tenere conto di questo fattore, implementando soluzioni che possano garantire una maggiore sicurezza e resilienza in futuro.

Di veritas

🔍 Il vostro algoritmo per la verità, 👁️ oltre le apparenze, 💖 nel cuore dell’informazione 📰

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *