Un addio commosso, ponderato, quasi sussurrato, nello stile che lo ha sempre contraddistinto. Franco Vazquez, “El Mudo”, lascia la Cremonese e il calcio italiano per tornare lì dove tutto è iniziato, in Argentina, al Belgrano. Una decisione che sa di cerchio che si chiude, un ritorno a casa dettato da ragioni familiari e dal desiderio di riabbracciare le proprie radici dopo un lungo e glorioso viaggio nel calcio europeo. L’annuncio, arrivato tramite una toccante lettera pubblicata sul sito ufficiale del club grigiorosso, ha lasciato un velo di malinconia ma anche un profondo senso di gratitudine in tutta la tifoseria.
Due anni e mezzo di magie grigiorosse
L’avventura di Vazquez a Cremona è durata due stagioni e mezza, un periodo intenso in cui il trequartista ha saputo incantare lo stadio Zini con la sua classe cristallina. Arrivato dal Parma nell’estate del 2023, ha collezionato complessivamente 90 presenze ufficiali, mettendo a segno 15 gol e fornendo 14 assist. Numeri importanti che, tuttavia, raccontano solo in parte l’impatto del “Mudo” sulla squadra. È stato uno dei protagonisti assoluti della cavalcata che ha riportato la Cremonese in Serie A nella stagione 2024-2025, con 9 reti e 5 assist in 31 partite. Anche nell’attuale campionato di Serie A, pur con un minutaggio inferiore, ha lasciato il segno con 1 gol e 2 assist in 15 apparizioni, dimostrando di essere sempre un punto di riferimento tecnico e carismatico per i compagni.
Il suo addio è stato segnato da un momento di grande emozione: al termine dell’ultima conferenza stampa, prima della partita contro il Sassuolo, Vazquez ha salutato il tecnico Davide Nicola con un lungo e commosso abbraccio, un gesto che ha sancito la fine di un’avventura indimenticabile per il giocatore e per il club.
La lettera d’addio: “Grazie, Cremona”
Le parole scelte da Vazquez per congedarsi sono il riflesso della sua personalità: pacate, sentite, profonde. “Cari Cremonesi”, esordisce la lettera, “in questi ultimi tre anni del mio lungo viaggio ho avuto la fortuna di scoprire una realtà che ha saputo accogliermi e rispettarmi, una società a dimensione umana che mi ha permesso di contribuire a realizzare un altro sogno, tornare in Serie A, e una città che ho il privilegio di chiamare casa”.
Il fantasista ha spiegato le ragioni della sua scelta, una decisione difficile ma consapevole, maturata insieme alla famiglia. “Penso che sia arrivato il momento di chiudere quel cerchio che ho iniziato a disegnare quindici anni fa, quando da ragazzo lasciavo l’Argentina con una valigia piena di sogni. La traiettoria oggi mi riporta là, dove tutto è nato, perché a prevalere è il desiderio di riavvicinarmi all’affetto dei miei cari”. Un ringraziamento speciale è stato rivolto al cavalier Giovanni Arvedi e a tutta la dirigenza per la sensibilità dimostrata, così come ai compagni, allo staff e, soprattutto, ai tifosi: “Voglio abbracciare tutti i tifosi grigiorossi che mi hanno applaudito dagli spalti entrandomi nel cuore con il loro amore”. La chiusura è da brividi: “Non sono di tante parole, lo sapete bene, ma queste sono dovute: grazie, Cremona, sarai per sempre casa mia. Per sempre, il Mudo”.
Un ritorno alle origini: il Belgrano
Per Vazquez si tratta di un ritorno a casa in tutti i sensi. Il Belgrano, club della sua città natale, Córdoba, è la squadra che lo ha visto crescere e debuttare nel calcio professionistico, prima del suo sbarco in Europa, al Palermo, che lo portò alla ribalta internazionale. Dopo 14 anni, “El Mudo” torna a vestire la maglia dei Piratas, pronto a mettere la sua esperienza e il suo immenso talento al servizio del club che lo ha lanciato. Un finale di carriera romantico, una scelta di vita che va oltre il semplice rettangolo di gioco e che i tifosi della Cremonese, pur dispiaciuti, hanno compreso e rispettato, salutando con affetto uno dei giocatori di maggior classe ad aver mai indossato la maglia grigiorossa.
