COMO – Un pomeriggio da sogno per il Como, un incubo senza fine per il Torino. Lo stadio Sinigaglia è teatro di una delle partite più a senso unico della 22ª giornata di Serie A, con i padroni di casa che travolgono con un perentorio 6-0 un Torino inerme e decimato dalle assenze. Una vittoria che lancia la squadra di Cesc Fàbregas al quinto posto momentaneo in classifica, scavalcando la Juventus e alimentando ambizioni europee sempre più concrete. Per i granata, invece, è notte fonda: quarta sconfitta consecutiva e una crisi che assume contorni sempre più preoccupanti.
La Cronaca di una Goleada Annunciata
La partita si mette subito in discesa per i lariani, che sbloccano il risultato dopo appena 8 minuti. È Tasos Douvikas a inaugurare il festival del gol: lanciato in profondità da un’ispirata verticalizzazione di Da Cunha, il centravanti greco si presenta a tu per tu con Paleari e non sbaglia. Il raddoppio arriva al 16′, con una splendida azione corale finalizzata da Martin Baturina, il cui destro dal limite dell’area si insacca all’angolino, non lasciando scampo al portiere granata. Il Como gestisce il doppio vantaggio con maturità e palleggio di qualità, andando al riposo sul 2-0 tra gli applausi del proprio pubblico.
Nella ripresa, il monologo comasco prosegue senza sosta. Al 59′ arriva il tris: un tocco di mano in area di Maripan su un tiro di Douvikas viene sanzionato con il calcio di rigore dopo un consulto al VAR. Dal dischetto si presenta Lucas Da Cunha che trasforma con freddezza. La reazione del Torino non arriva, anzi, la squadra di Baroni crolla psicologicamente. Al 66′ è ancora Douvikas a siglare la doppietta personale, dribblando anche Paleari prima di depositare in rete a porta sguarnita. La festa del gol non è finita: al 70′ il neo-entrato Nicolas Kuhn partecipa al banchetto con un sinistro a giro dal limite dell’area. A chiudere definitivamente i conti, al 76′, è Maxime Caqueret con un destro di controbalzo che fissa il punteggio sul definitivo 6-0.
Analisi Tattica: Il Calcio di Fàbregas contro il Vuoto Granata
La partita ha messo in mostra due filosofie e due stati di forma diametralmente opposti. Il Como di Fàbregas ha impressionato per la fluidità della manovra, la qualità nel palleggio e la capacità di attaccare la profondità con i tempi giusti. Giocatori come Da Cunha, Baturina e Perrone hanno dominato il centrocampo, dimostrando una superiorità tecnica e tattica schiacciante. La difesa, guidata da un solido Kempf, non ha praticamente mai sofferto le iniziative sterili di un Torino privo di idee.
Dall’altra parte, la squadra di Marco Baroni è apparsa in totale balia dell’avversario. Le numerose assenze per infortunio non possono essere l’unica giustificazione per una prestazione così incolore e remissiva. La difesa, con Coco e Maripan in particolare difficoltà, è stata costantemente messa sotto pressione dagli attacchi lariani. Il centrocampo non ha fatto filtro e l’attacco, con Ngonge e Adams, non è mai riuscito a rendersi veramente pericoloso. Una sconfitta che mette a nudo tutti i limiti attuali della formazione granata e che inevitabilmente mette in discussione la posizione del tecnico.
Le Conseguenze: Como in Orbita, Torino in Ritiro
Con questo successo, il Como sale a 40 punti in classifica, proiettandosi in una dimensione europea che a inizio stagione sembrava un miraggio. La squadra gioca un calcio propositivo e divertente, valorizzando i propri talenti e dimostrando di poter competere con chiunque. Ora l’asticella delle ambizioni si alza, e sognare è più che lecito per i tifosi lariani.
Per il Torino, invece, la situazione è drammatica. La quarta sconfitta di fila fa scattare l’allarme rosso. La società ha deciso per il ritiro immediato della squadra in vista del prossimo, delicatissimo, scontro salvezza contro il Lecce. Al rientro dalla trasferta, la squadra ha avuto un confronto con un gruppo di tifosi che hanno chiesto maggiore impegno e rispetto per la maglia. L’allenatore Baroni, pur assumendosi le responsabilità, ha dichiarato di sentire la fiducia del club e di non pensare alle dimissioni. La settimana che attende i granata sarà cruciale per capire se ci sono le basi per una reazione o se la crisi è destinata ad aggravarsi ulteriormente.
