Firenze – Una battuta d’arresto pesante, inattesa e che fa male. La Fiorentina di Paolo Vanoli cade in casa contro un Cagliari cinico e perfettamente organizzato, che si impone per 1-2 all’Artemio Franchi in un delicatissimo scontro diretto per la salvezza. I sardi, guidati da un Fabio Pisacane capace di orchestrare una partita tatticamente perfetta, colpiscono in contropiede con il giovane Semih Kilicsoy e con una perla di Marco Palestra, rendendo vana la rete della speranza siglata nel finale da Marco Brescianini. Per i viola è la prima sconfitta del 2026, uno stop che interrompe una striscia di quattro risultati utili consecutivi e che li lascia impantanati nelle zone basse della classifica.
La Cronaca della Partita: Contropiedi Letali e Sterilità Viola
La partita segue un copione chiaro fin dai primi minuti. La Fiorentina, orfana dell’infortunato Fabiano Parisi (per lui lesione di primo grado al bicipite femorale sinistro), prova a fare la partita, mantenendo un lungo ma sterile possesso palla. Vanoli, alla sua 50ª panchina in Serie A, si affida a Solomon per sostituire l’esterno e conferma Piccoli in attacco data l’indisponibilità di Kean. Dall’altra parte, il Cagliari si chiude con ordine, pronto a sfruttare ogni errore dei padroni di casa per ripartire in velocità. La prima occasione è per i viola con Gudmundsson, il più attivo dei suoi, ma il suo tiro da fuori area si spegne di poco a lato. La risposta del Cagliari è un preludio a ciò che accadrà: al 6′, un errore in appoggio di Comuzzo innesca il contropiede sardo, con Palestra che impegna la difesa viola.
Il gol che sblocca il match arriva al 31′ e nasce, non a caso, da una ripartenza fulminea. Marco Palestra, autentico mattatore della serata, scappa sulla destra a Gosens, il suo cross teso trova la deviazione di testa di Semih Kilicsoy che, complice un tocco sfortunato di Comuzzo, batte De Gea per il vantaggio ospite. La Fiorentina accusa il colpo e rischia di subire il raddoppio, ma è anche sfortunata quando Caprile, portiere del Cagliari in stato di grazia, nega il pareggio a Gudmundsson con un intervento prodigioso da distanza ravvicinata.
Nella ripresa, Vanoli tenta di dare una scossa ai suoi inserendo il neo-acquisto Giovanni Fabbian, all’esordio in maglia viola dopo il suo arrivo dal Bologna. L’impatto del giovane centrocampista è però da incubo: al 47′, un suo errore banale a centrocampo spalanca le porte al raddoppio del Cagliari. L’azione si sviluppa rapidamente, con Obert che serve Esposito, il quale a sua volta innesca Marco Palestra. Il giovane difensore, classe 2005, si invola sulla destra e con un diagonale preciso firma il suo primo gol in Serie A, gelando il Franchi. I sardi sfiorano anche il tris, ancora con Kilicsoy, ma la Fiorentina, spinta dalla disperazione, si getta in avanti. Vanoli inserisce anche Brescianini e l’altro esordiente, l’inglese Jack Harrison.
La pressione viola porta i suoi frutti al 75′, quando Marco Brescianini, servito da un cross rasoterra di Dodo, accorcia le distanze da due passi, segnando anche lui la sua prima rete con la nuova maglia. Il finale è un assedio all’area del Cagliari. Tra il 79′ e l’80’, la Fiorentina costruisce tre nitide palle gol, due con Gudmundsson e una ancora con Brescianini, ma uno straordinario Caprile si supera, blindando la porta e regalando una vittoria pesantissima ai suoi.
Analisi Tattica e Protagonisti
La vittoria del Cagliari è il trionfo del pragmatismo di Fabio Pisacane. La sua squadra ha saputo soffrire, ha lasciato sfogare una Fiorentina prevedibile e con poche idee e l’ha punita con ripartenze letali. Il protagonista assoluto è stato Marco Palestra: un gol, un assist e una prestazione dominante sulla fascia destra. Il giovane difensore si è dimostrato un talento purissimo, capace di abbinare qualità e quantità, diventando il terzo difensore Under 21 a segnare e fornire un assist in un match di Serie A da quando il campionato è tornato a 20 squadre. Ottima anche la prova del portiere Caprile, decisivo con le sue parate nel finale, e di tutta la retroguardia sarda, con Luperto e Mina che hanno annullato l’attaccante viola Piccoli.
Per la Fiorentina, invece, una serata da dimenticare. La squadra di Vanoli ha mostrato evidenti limiti in fase di costruzione e una preoccupante fragilità difensiva. Molti giocatori sono apparsi sottotono, come Gosens e Mandragora. Il giovane Comuzzo ha vissuto un pomeriggio da incubo, con responsabilità su entrambi i gol subiti. Non sono bastate la verve del solito Gudmundsson e la grinta del subentrato Brescianini a evitare una sconfitta che pesa come un macigno sul morale e sulla classifica. I nuovi acquisti Fabbian e Harrison non hanno inciso come sperato, ma avranno tempo per integrarsi.
Le parole del post-partita riflettono gli umori opposti. Un durissimo Paolo Vanoli ha parlato di “partita buttata via” e della necessità di “essere incazzati” per reagire. Dall’altra parte, Fabio Pisacane ha elogiato i suoi per essere stati “squadra”, sottolineando come la vittoria sia arrivata grazie a un “piano gara impeccabile”.
Prospettive Future
Questa vittoria consente al Cagliari di fare un balzo importante in classifica, portandosi a 25 punti e mettendo fieno prezioso in cascina nella lotta per non retrocedere. Per la Fiorentina, ferma a 17 punti e al terzultimo posto, si tratta di un brusco ritorno alla realtà. La strada per la salvezza è ancora lunga e irta di ostacoli, e la squadra dovrà ritrovare al più presto la solidità e la cattiveria agonistica smarrite in una serata da incubo.
