CAGLIARI – La furia del ciclone Harry, che si è abbattuto sulla Sardegna nei giorni scorsi con piogge torrenziali e violente mareggiate, non ha risparmiato il patrimonio culturale dell’isola. Uno dei siti più gravemente colpiti è l’area archeologica di Nora, nel comune di Pula, un gioiello di inestimabile valore storico affacciato direttamente sul mare. Le onde, di eccezionale potenza, hanno eroso la costa, provocando cedimenti, smottamenti e crolli in diverse aree del parco, mettendo a nudo la fragilità di un sito millenario di fronte alla crescente aggressività dei fenomeni meteorologici estremi.

L’allarme della Prefetta e i primi sopralluoghi

A lanciare l’allarme è stata la prefetta del capoluogo sardo, Paola Dessì, che, in costante contatto con i sindaci del territorio, ha appreso quasi in diretta la notizia dei danni dal primo cittadino di Pula, Walter Cabasino. “Il costante contatto con i sindaci del territorio ci ha consentito anche di apprendere quasi in diretta gli eventi dannosi che si sono verificati e uno di questi, come il sindaco di Pula ci ha comunicato, è proprio un danno nel sito archeologico di Nora che è praticamente sul mare e in mare”, ha dichiarato la prefetta a margine del sopralluogo a Cagliari del capo del dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Sebbene la portata esatta dei danni sia ancora in fase di accertamento, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna si è immediatamente attivata per le verifiche.

La conta dei danni: un patrimonio ferito

I primi sopralluoghi effettuati dal personale tecnico della Soprintendenza hanno confermato la gravità della situazione. Le aree più colpite sono quelle esposte a est e a sud, che hanno subito l’impatto diretto della mareggiata. Si registrano danni importanti e ingenti in diverse zone del sito:

  • Terme di Levante: Si segnalano significativi cedimenti e smottamenti in quest’area.
  • Foro romano e quartiere punico: Accumuli di elementi lapidei e crolli di porzioni di strutture hanno interessato il cuore della città antica.
  • Tempio di Esculapio: Il sistema di protezione della scogliera sottostante il tempio ha subito danni.
  • Vegetazione: La caduta di alcuni pini ha provocato l’eradicazione di strati archeologici sottostanti.

Anche il vicino sito di Bithia, nel comune di Domus de Maria, ha riportato danni considerevoli, con l’erosione costiera che ha messo in luce alcune sepolture della necropoli fenicia, punica e romana di Sa Colonia, richiedendo interventi d’urgenza per il recupero e la messa in sicurezza.

La risposta delle istituzioni e la mobilitazione per la tutela

La notizia ha mobilitato immediatamente le istituzioni a tutti i livelli. Il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, giunto in Sardegna per constatare di persona gli effetti del ciclone, ha parlato di “danni ingenti” per l’intera regione, nell’ordine di milioni di euro, e ha proposto al Governo il riconoscimento dello stato di calamità naturale. La Presidente della Regione, Alessandra Todde, ha assicurato che verrà approvata una delibera per lo stato di emergenza regionale in attesa del provvedimento nazionale, garantendo il massimo impegno per reperire le risorse necessarie ai ripristini.

La Soprintendenza, in collaborazione con il Provveditorato alle opere pubbliche di Cagliari, il Comune di Pula e la Regione Sardegna, ha già attivi dei progetti di salvaguardia per le aree più fragili di Nora. Inoltre, è stata rafforzata la sorveglianza dei siti, grazie alla collaborazione con le forze dell’ordine, tra cui i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio, i Carabinieri Subacquei di Cagliari (impegnati a verificare la presenza di reperti in mare), il Corpo Forestale, la Polizia Locale e la Guardia di Finanza.

Nora: un crocevia di civiltà nel cuore del Mediterraneo

Il sito di Nora non è solo un’attrazione turistica da oltre 112 mila visitatori annui, ma un luogo di fondamentale importanza storica. Fondata dai Fenici nell’VIII secolo a.C., come testimonia la celebre Stele di Nora, primo documento in cui compare il nome della Sardegna, la città si sviluppò poi con i Cartaginesi e divenne un fiorente municipium in epoca romana. Il suo foro, il teatro, i templi, le terme e i meravigliosi mosaici raccontano secoli di storia e di scambi culturali nel Mediterraneo. I primi scavi risalgono alla fine dell’Ottocento, proprio a seguito di una mareggiata che riportò alla luce il tophet, un’area sacra fenicio-punica. Una storia che si ripete, ma che oggi, a causa dei cambiamenti climatici, assume i contorni di una minaccia costante per la sopravvivenza stessa di questo patrimonio.

Mentre la conta dei danni prosegue, l’impegno è ora rivolto a pianificare gli interventi di restauro e, soprattutto, a rafforzare le difese di un sito che, per sua stessa natura, vive in un delicato e sempre più precario equilibrio con il mare.

Di veritas

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