SAN SEVERO (FOGGIA) – Un boato ha squarciato la quiete notturna del centro di San Severo, seminando paura e sconcerto. Intorno alle 23:00 di mercoledì 21 gennaio, un ordigno artigianale, presumibilmente una bomba carta di discreta potenza, è stato fatto esplodere davanti all’abitazione di Anna Maria Damone, consigliera comunale di minoranza del gruppo politico “CON San Severo”. Un atto intimidatorio di estrema gravità che ha colpito non solo una rappresentante delle istituzioni, ma anche una stimata professionista e una madre di famiglia.

Al momento della deflagrazione, la consigliera si trovava all’interno della sua abitazione in via Legnano insieme al marito e ai due figli. “Ero in casa con la mia famiglia, con i miei due figli, quando ho avvertito il boato”, ha raccontato la donna, ancora sotto shock. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito, ma la violenza dell’esplosione ha provocato danni significativi: il portone d’ingresso dello stabile è stato danneggiato e l’onda d’urto ha investito due automobili parcheggiate nelle immediate vicinanze, che non appartengono alla famiglia Damone.

LE INDAGINI E IL MOVENTE

Sul luogo dell’attentato sono immediatamente intervenuti i Carabinieri della compagnia locale, che hanno avviato le indagini per fare luce sull’accaduto. Gli investigatori stanno lavorando per identificare gli autori del vile gesto e per chiarire il movente. Al momento, nessuna pista è esclusa. Si cerca di capire se l’intimidazione sia legata all’attività politica della consigliera Damone, eletta alle amministrative del 2024 e alla sua prima esperienza politica, o alla sua professione di medico presso la struttura di Nefrologia e dialisi dell’ospedale cittadino.

“Non riesco a spiegarmi l’accaduto”, ha dichiarato la consigliera all’ANSA. “La mia principale attività resta quella di medico e non c’è mai stato alcun alterco, né sul fronte politico né con pazienti o cittadini. Non riesco davvero a capire come sia potuto accadere”. Fondamentali per le indagini saranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, che sono al vaglio degli inquirenti nella speranza di poter fornire elementi utili all’identificazione dei responsabili.

LA SOLIDARIETÀ DEL MONDO POLITICO E CIVILE

L’episodio ha scosso profondamente la comunità di San Severo e ha suscitato un’ondata di solidarietà bipartisan. Numerosi sono stati i messaggi di vicinanza e ferma condanna giunti dal mondo politico e istituzionale. La sindaca di San Severo, Lidya Colangelo, ha espresso a nome dell’intera amministrazione comunale “la più affettuosa vicinanza” alla consigliera, definendo l’accaduto un “vile e grave attentato”. “Esprimiamo a lei ed alla sua famiglia la nostra più totale solidarietà”, ha dichiarato la prima cittadina, “confidiamo nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, siamo convinti che la verità si conoscerà presto”.

Anche il gruppo politico “Con”, a cui la consigliera appartiene, ha condannato fermamente l’accaduto, definendolo un “episodio inquietante e inaccettabile che desta forte preoccupazione”. Solidarietà è stata espressa anche da esponenti regionali di diversi schieramenti, come il consigliere di Fratelli d’Italia Giannicola De Leonardis e la consigliera del Movimento 5 Stelle Rosa Barone, che hanno sottolineato la gravità di un attacco che colpisce la serenità di una famiglia e i principi della convivenza civile. Il gruppo CON di Manfredonia ha ribadito che “colpire una donna impegnata nelle istituzioni e nella sanità pubblica significa tentare di minare i principi stessi della convivenza civile e del rispetto delle regole democratiche”.

L’attentato a San Severo riaccende i riflettori sulla necessità di non abbassare la guardia di fronte a ogni forma di violenza e intimidazione, ribadendo l’importanza di un confronto politico e sociale che resti sempre entro i confini della legalità e del rispetto reciproco.

Di veritas

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