I mercati azionari europei hanno vissuto una seduta a due velocità, navigando a vista in un mare di incertezze globali. A metà giornata, il quadro si presentava eterogeneo: Parigi si è mossa sulla linea della parità, mentre Londra e Francoforte hanno registrato timidi rialzi, rispettivamente dello 0,2% e dello 0,1%. A pesare sul sentiment generale è stata soprattutto la performance di Piazza Affari, che ha chiuso in calo dello 0,5%, distinguendosi come la peggiore tra le principali piazze del Vecchio Continente.
Dati PMI e Tensioni Geopolitiche: Un Mix Esplosivo per i Mercati
A smuovere le acque, ma non in modo decisivo, sono stati i dati preliminari di gennaio sugli indici PMI (Purchasing Managers’ Index). Le indicazioni sono state contrastanti: la Germania ha mostrato una crescita superiore alle attese, infondendo un cauto ottimismo, mentre la Francia ha deluso le aspettative. Complessivamente, l’indice PMI dell’Eurozona è risultato sottotono, segnalando una ripresa economica ancora fragile.
Sullo sfondo, rimangono le tensioni geopolitiche. Sebbene sia rientrato l’allarme per le minacce di nuovi dazi all’Europa da parte dell’ex presidente americano Trump, l’incertezza legata alle future politiche commerciali statunitensi continua a rappresentare un fattore di rischio. Questo clima ha contribuito a frenare l’entusiasmo degli investitori, già provati da una settimana ad alta volatilità.
Wall Street e il Dollaro Debole: Aumenta l’Avversione al Rischio
A non sostenere l’umore dei listini europei ha contribuito anche l’andamento negativo dei future su Wall Street. In particolare, il Nasdaq ha ceduto lo 0,44% e l’S&P 500 lo 0,28%, segnali di una crescente disaffezione degli investitori verso gli asset statunitensi, percepiti come più esposti all’imprevedibilità politica. Questa tendenza si riflette anche sul mercato valutario: il dollaro, oggi poco mosso, si avvia a concludere la peggior settimana degli ultimi sette mesi, indebolito dalle tensioni internazionali e dalle politiche della Federal Reserve.
L’avversione al rischio e la debolezza del biglietto verde hanno invece favorito i beni rifugio per eccellenza: i metalli preziosi. L’oro ha registrato un balzo dell’1,9%, raggiungendo i 4.920 dollari l’oncia, dopo aver sfiorato la soglia psicologica dei 5.000 dollari. Ancora più impressionante la performance dell’argento, che ha messo a segno un rialzo del 4,8%, volando a 98,25 dollari.
Piazza Affari: Tra Vendite e Titoli in Controtendenza
A Milano, la seduta è stata particolarmente difficile per diversi titoli a grande capitalizzazione. Tra i peggiori, si segnalano:
- Nexi (-1,9%): Il titolo ha risentito delle indiscrezioni, poi smentite, riguardanti una possibile uscita del CFO Mingrone verso Tinexta.
- Tim (-1,6%): Prosegue il momento di debolezza per il titolo del colosso delle telecomunicazioni.
- Campari (-1,5%): Anche il settore del beverage ha mostrato segni di sofferenza.
- Mps (-1,4%): L’istituto senese ha perso terreno, mentre il consiglio di amministrazione ha preso tempo per definire il regolamento per la presentazione della lista del cda.
Hanno registrato perdite significative anche Hera (-1,4%), Stellantis (-1,4%) e Cucinelli (-1,4%). In netta controtendenza, invece, il comparto energetico, con Saipem che ha brillato con un rialzo del 3,7%, seguita da Fincantieri (+2,3%) ed Eni (+1,1%).
Debutto Brillante per CSG e Sofferenza dei Semiconduttori
A livello europeo, da segnalare il debutto con il botto per il gruppo della difesa ceco Czechoslovak Group (CSG), che ha registrato un’impennata del 26% nella sua prima giornata di contrattazioni, in quella che è stata la prima grande IPO dell’anno. Questo risultato testimonia il forte interesse degli investitori per il settore della difesa, in un contesto geopolitico sempre più complesso.
Sul fronte settoriale, oltre all’energia (+1%) e alla salute (+0,2%), che hanno mostrato una certa tenuta, il grande protagonista in negativo è stato il comparto dei semiconduttori (-1,6%). A scatenare le vendite è stato il tonfo di Intel nel pre-market di Wall Street (-13%), dovuto alle difficoltà annunciate nella produzione di chip di nuova generazione. Questo evento ha avuto ripercussioni su tutto il settore a livello globale, evidenziando le sfide e le complessità di un’industria cruciale per l’economia digitale.
