La scena musicale italiana si arricchisce di una nuova, profonda pennellata emotiva con l’uscita, il 23 gennaio, di “Anche a vent’anni si muore”, l’ultimo singolo di Blanco. Disponibile su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica per EMI Records Italy (Universal Music Italy), il brano si presenta come un’analisi cruda e sincera delle inquietudini che accompagnano il passaggio all’età adulta.

Riccardo Fabbriconi, in arte Blanco, affida a questo pezzo il racconto di un’età, i vent’anni, spesso idealizzata come un periodo di leggerezza e spensieratezza, ma che nasconde in sé un universo di scelte complesse, sogni ambiziosi e paure paralizzanti. È in questo equilibrio instabile, su quel “confine sottile tra slancio e smarrimento”, che la canzone prende forma, trasformandosi in un vero e proprio manifesto generazionale. La scrittura, diretta e priva di scorciatoie emotive, sceglie di aderire a una realtà talvolta scomoda, narrando la crisi non come un incidente di percorso, ma come una tappa inevitabile e formativa del viaggio della vita.

La poetica della fragilità e la maturità artistica

Con “Anche a vent’anni si muore”, Blanco prosegue il percorso di maturazione artistica già intrapreso con i precedenti singoli di successo “Piangere a 90” e “Maledetta rabbia”. Il brano, prodotto dal suo fedele collaboratore Michelangelo e da Simonetta, con la direzione artistica di Stefano Clessi (Eclectic Music Group), conferma la straordinaria capacità del giovane cantautore di trasformare il dolore e il disincanto in un racconto universale e condiviso. L’accettazione delle proprie fragilità diventa il fulcro di una narrazione potente: cadere, rialzarsi e continuare a vivere con intensità, anche quando “crescere fa male”. Smettere di provarci, suggerisce il testo, equivale a perdersi.

Il sodalizio artistico con Michelangelo, al secolo Michele Zocca, si rivela ancora una volta un elemento chiave del successo di Blanco. Produttore e polistrumentista classe 1994, Michelangelo ha saputo interpretare e valorizzare la vena creativa di Riccardo fin dagli esordi, contribuendo a definire un sound riconoscibile che fonde pop, rap e punk in una miscela unica e dirompente. La loro collaborazione, iniziata nel 2019, ha dato vita a hit come “Notti in bianco”, “Mi fai impazzire” e il trionfale brano sanremese “Brividi” con Mahmood.

“Il primo tour nei palazzetti”: il grande ritorno dal vivo

L’uscita del nuovo singolo è anche il preludio a un altro attesissimo evento: “Il primo tour nei palazzetti”. Blanco si prepara a tornare sul palco con una serie di concerti che lo vedranno protagonista nei principali palasport italiani tra aprile e maggio 2026. Un’occasione per i fan di immergersi dal vivo nell’energia e nella fragilità che caratterizzano la sua musica.

Il tour, dopo la data zero di Jesolo, toccherà le principali città italiane, promettendo show intensi e carichi di emozione. Di seguito il calendario completo delle date annunciate:

  • 17 aprile 2026: Jesolo (VE), Palazzo del Turismo
  • 20 aprile 2026: Firenze, Nelson Mandela Forum
  • 23 aprile 2026: Padova, Kioene Arena
  • 25 aprile 2026: Torino, Inalpi Arena
  • 29 e 30 aprile 2026: Roma, Palazzo dello Sport
  • 2 e 3 maggio 2026: Bari, Palaflorio
  • 5 maggio 2026: Eboli (SA), Palasele
  • 6 maggio 2026: Napoli, Palapartenope
  • 8 maggio 2026: Bologna, Unipol Arena
  • 11 e 13 maggio 2026: Milano, Unipol Forum
  • 16 maggio 2026: Pesaro, Vitrifrigo Arena

Questo tour rappresenta una tappa fondamentale nella carriera di Blanco, consacrandolo come uno degli artisti più giovani ad aver raggiunto un traguardo così prestigioso, dopo aver già calcato i palchi degli stadi Olimpico e San Siro. Un successo travolgente che, tuttavia, non sembra aver scalfito la sua necessità di raccontarsi con autenticità, mettendo a nudo le proprie insicurezze e trasformandole in un punto di forza e di connessione con il suo pubblico.

Di euterpe

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