Il mondo della moda piange la scomparsa di uno dei suoi ultimi Imperatori, Valentino Clemente Ludovico Garavani, spentosi all’età di 93 anni nella sua casa di Roma. A dare voce al cordoglio collettivo, con parole che risuonano di affetto sincero e profonda gratitudine, è l’attrice premio Oscar Anne Hathaway, legata allo stilista da un’amicizia ventennale che ha travalicato i confini delle passerelle e dei red carpet per trasformarsi in un legame quasi filiale.
“Negli ultimi vent’anni è stato per me uno straordinario onore aver conosciuto, amato ed essere accudita dal grande Valentino Garavani”: così esordisce il toccante tributo dell’attrice su Instagram, a corredo di una galleria di immagini che li ritraggono insieme in momenti pubblici e privati, testimonianza visiva di una complicità rara e preziosa. Il post ripercorre le tappe di un rapporto nato quasi per caso sul set del film cult “Il Diavolo veste Prada”, dove lo stesso Valentino fece un cameo, e sbocciato in un affetto profondo e duraturo.
Un legame oltre la moda: “Un titano, ma anche un mio caro amico”
Le parole di Anne Hathaway dipingono un ritratto inedito e personale del grande couturier, descrivendolo non solo come un “titano di fama mondiale” ma come un “caro amico che mi ha educato, cresciuto”. L’attrice ricorda gesti di affetto quotidiano, come i fiori ricevuti ogni anno per il suo compleanno, e momenti di spensierata allegria: “mi ha fatto ridere, è stato il mio compagno di ballo e di karaoke in così tante notti gioiose”. Un’immagine che svela l’uomo dietro l’icona, capace di rendere il mondo dell’attrice “molto più luminoso, più grandioso e più piacevole” di quanto avesse mai potuto immaginare.
Questo legame speciale si è consolidato nel tempo, vedendo Valentino assumere un ruolo quasi paterno. “È come una figlia per me”, aveva dichiarato lo stesso stilista in un’intervista, parole che oggi assumono un significato ancora più profondo. Un affetto che ha trovato la sua massima espressione in uno dei momenti più importanti della vita dell’attrice.
Il dono più prezioso: l’abito da sposa
Il ricordo più commovente condiviso da Hathaway riguarda il suo matrimonio con Adam Shulman nel 2012. “Quando mi sono sposata nel 2012, si è offerto di confezionarmi un abito da sposa couture personalizzato, un gesto così generoso che ancora mi fa venire le lacrime agli occhi”. Quell’abito, una creazione magnifica in tulle di seta avorio con una delicata sfumatura rosa dipinta a mano e una coda ricamata con fiori di raso, è diventato il simbolo tangibile della loro amicizia. Un capolavoro di artigianalità e sentimento, che racchiudeva in sé tutta la cura e l’affetto di Valentino per la sua “figlia” d’elezione.
L’eredità di un Imperatore
Nato a Voghera nel 1932, Valentino Garavani ha fondato la sua maison a Roma nel 1960, diventando in breve tempo un punto di riferimento per l’eleganza e lo stile a livello mondiale. Ha vestito le donne più famose e potenti del pianeta, da Jacqueline Kennedy a Elizabeth Taylor, da Audrey Hepburn alla Principessa Diana, lasciando un’impronta indelebile nella storia del costume. Il suo iconico “Rosso Valentino” è diventato più di un colore: un simbolo di passione, glamour e femminilità.
Il suo addio, avvenuto lunedì nella sua casa romana circondato dai suoi cari, lascia un vuoto incolmabile. I funerali si sono tenuti a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, dove una folla commossa, composta da familiari, amici e grandi nomi della moda come Donatella Versace, Tom Ford e Anna Wintour, si è riunita per l’ultimo saluto. Anne Hathaway, visibilmente commossa, era tra i primi ad arrivare per rendere omaggio al suo mentore.
“Ora riposa per sempre circondato dalla bellezza eterna, un capitolo successivo appropriato per l’unico vero Imperatore che ha donato a tutti noi un’eredità di magnificenza senza pari”, conclude l’attrice nel suo post. Un’eredità che non si misura solo in abiti meravigliosi, ma anche nel calore umano e nell’amicizia sincera che ha saputo donare a chi, come Anne Hathaway, ha avuto il privilegio di camminare al suo fianco.
