MILANO – Il settore turistico italiano vive una stagione di notevole slancio, consolidando il suo ruolo di pilastro strategico per l’economia nazionale. I dati più recenti, presentati e discussi durante la terza edizione del Forum Internazionale del Turismo a Milano, delineano un quadro estremamente positivo, celebrato con soddisfazione dal Governo. In un videomessaggio inviato all’evento, la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sottolineato come i numeri confermino la “direzione giusta” intrapresa dall’esecutivo.

Un 2025 da record: i numeri della crescita

I dati diffusi dal Ministero dell’Interno, basati sulla piattaforma “Alloggiati web”, indicano un aumento rilevante del turismo in Italia nel 2025. Gli arrivi nel Paese sono cresciuti complessivamente del 7,1%, passando dai 173 milioni del 2024 a oltre 185 milioni nel 2025. Questo incremento ha coinvolto sia le strutture alberghiere (+3% di arrivi) sia, in modo ancora più marcato, quelle extra-alberghiere (+13%). A trainare questa crescita sono stati sia i turisti italiani, aumentati del 5,1%, sia soprattutto i visitatori stranieri, che hanno registrato un incremento dell’8,7%.

Anche i dati Istat relativi al terzo trimestre del 2025, il periodo estivo cruciale per il settore, confermano il trend positivo con un incremento delle presenze del 2,5% rispetto allo stesso periodo del 2024. In particolare, le presenze dei turisti stranieri sono aumentate del 5,0% tra luglio e settembre 2025.

Il sorpasso sulla Francia e la sfida alla Spagna

Uno dei dati più significativi, evidenziato dalla premier Meloni, è il posizionamento dell’Italia nel panorama europeo. “L’Italia continua a scalare la classifica dei paesi più visitati al mondo, è diventata la seconda nazione europea per presenze turistiche, abbiamo superato per la prima volta nella storia la Francia, ci avviciniamo ai livelli della Spagna,” ha dichiarato. Dati Istat elaborati per il 2024 mostrano infatti che l’Italia, con 458,4 milioni di presenze, ha superato la Francia (450,1 milioni) piazzandosi al secondo posto in Europa dietro la Spagna (500,1 milioni). Questo risultato è stato trainato in modo decisivo dalla componente estera, le cui presenze sono cresciute del 6,8% nel 2024.

È importante sottolineare, come fanno alcuni analisti, che il sorpasso sulla Francia in termini di presenze (pernottamenti) è un dato consolidato da tempo, mentre la Francia mantiene storicamente un primato nel numero di arrivi alle frontiere, un dato considerato meno indicativo dell’impatto economico reale del turismo. Tuttavia, il consolidamento della seconda posizione europea per presenze rappresenta un traguardo di grande prestigio.

L’impatto economico: spesa e bilancia dei pagamenti

La crescita dei flussi turistici si traduce in benefici concreti per l’intero sistema economico. La premier ha parlato di “un attivo record nella bilancia dei pagamenti turistica e un aumento nel 2024 di quasi il 5% della spesa internazionale rispetto all’anno precedente”. I dati della Banca d’Italia confermano questa tendenza: nel 2024, il surplus della bilancia turistica ha raggiunto i 21,2 miliardi di euro, pari all’1% del PIL. La spesa dei viaggiatori stranieri in Italia ha toccato i 54,2 miliardi di euro, con un aumento del 4,9% sul 2023.

Questo trend positivo è proseguito nel 2025. Nel solo mese di giugno, la bilancia dei pagamenti turistica ha registrato un surplus di 3,6 miliardi di euro, mentre il dato complessivo per il primo semestre dell’anno mostra un attivo di 9,15 miliardi. Questi numeri sono il risultato non solo di un maggior numero di turisti, ma anche di una loro maggiore capacità di spesa.

Permanenza media e nuove strategie

Un altro elemento chiave del successo, menzionato da Meloni, riguarda la capacità del sistema turistico di “trattenere la domanda estera per più giorni”. Dati del Ministero del Turismo relativi al primo trimestre 2025 indicano una permanenza media in crescita, attestata a 3,30 notti per gli stranieri. Questo fattore è cruciale perché una permanenza più lunga si traduce in una maggiore spesa pro-capite e in una più profonda interazione con il territorio.

Il Forum di Milano, intitolato “Undertourism, la sfida dell’Italia da scoprire”, ha posto l’accento proprio sulla necessità di valorizzare territori meno conosciuti come borghi, aree interne e montagne per uno sviluppo più sostenibile ed equilibrato dei flussi. La strategia del Governo, come ribadito dalla premier, punta su due direttrici: la destagionalizzazione e la delocalizzazione dei flussi, per rendere il turismo un motore dinamico per 365 giorni l’anno e su tutto il territorio nazionale.

Di veritas

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