Un nuovo capitolo si apre per la governance della spesa pubblica in Italia. A seguito della recente riforma che ha modificato alcuni poteri della Corte dei Conti, è stato istituito un “gruppo di lavoro paritetico informale” che vedrà sedere allo stesso tavolo i rappresentanti della Presidenza del Consiglio e della magistratura contabile. L’obiettivo è tanto chiaro quanto delicato: scrivere a quattro mani le bozze dei decreti legislativi che dovranno tradurre in norme operative i principi della nuova legge. La notizia è emersa al termine di un importante incontro tenutosi a Palazzo Chigi, che ha visto la partecipazione del presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino, e del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, affiancato dai vertici amministrativi.
L’incontro, descritto da una nota ufficiale di Palazzo Chigi come svolto “in un clima di piena collaborazione”, segna un punto di svolta dopo settimane caratterizzate da un dibattito a tratti acceso. La scelta di un tavolo tecnico informale, secondo fonti governative, risponde alla precisa volontà di accelerare i tempi e di evitare ulteriori frizioni, puntando a una stesura condivisa delle regole che andranno a incidere profondamente sui meccanismi di controllo delle risorse pubbliche.
Il Contesto della Riforma
La legge 7 gennaio 2026, n. 1, ha introdotto significative modifiche in materia di funzioni della Corte dei Conti, con un focus particolare sulla responsabilità amministrativa e il danno erariale. Approvata dal Parlamento lo scorso dicembre, la riforma ha l’ambizione dichiarata di rendere più rapide ed efficienti le decisioni amministrative e gli investimenti pubblici, un tema cruciale anche in relazione alla gestione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
I sostenitori della riforma, in primis esponenti della maggioranza di governo, l’hanno presentata come uno strumento necessario per superare la cosiddetta “paura della firma”, quel fenomeno che porterebbe funzionari e amministratori a bloccare i procedimenti per timore di incorrere in giudizi di responsabilità da parte della magistratura contabile. D’altro canto, non sono mancate le voci critiche. Parte delle opposizioni, la stessa magistratura contabile e diverse associazioni hanno espresso preoccupazione per un possibile indebolimento della funzione di controllo e garanzia sull’uso del denaro pubblico, temendo un aumento degli sprechi e dei rischi di corruzione.
La riforma interviene principalmente su due aspetti chiave:
- La definizione di “colpa grave”: vengono specificati con maggior dettaglio i criteri per determinare quando un comportamento di un funzionario pubblico possa essere considerato gravemente colposo e, quindi, fonte di responsabilità per danno erariale.
- Il perimetro del controllo: sono state ritoccate le modalità e i tempi del controllo della Corte, specialmente quello concomitante, ovvero in tempo reale, sugli atti di spesa.
Il Ruolo del Gruppo di Lavoro
Il gruppo di lavoro appena costituito avrà il compito fondamentale di predisporre le bozze dei decreti legislativi di attuazione della delega prevista dall’articolo 3 della nuova legge. Questo passaggio è cruciale perché trasformerà i principi generali della legge in disposizioni concrete e applicabili. Sarà in questa sede che verranno definiti nel dettaglio i nuovi confini della responsabilità amministrativa e le procedure di controllo.
Una volta elaborate, le bozze seguiranno un iter istituzionale ben preciso: saranno prima sottoposte all’approvazione del Consiglio dei Ministri e, successivamente, al vaglio delle competenti Commissioni parlamentari e delle Regioni. Questo percorso garantirà un ulteriore livello di confronto e di affinamento dei testi, nel rispetto delle prerogative di tutti gli attori istituzionali coinvolti.
Cosa Cambierà in Pratica?
L’impatto della riforma e dei futuri decreti attuativi si sentirà a tutti i livelli della Pubblica Amministrazione. L’obiettivo del legislatore è quello di creare un ambiente in cui gli amministratori pubblici possano prendere decisioni in tempi rapidi, soprattutto per accelerare la realizzazione di opere pubbliche e l’attuazione di progetti strategici, senza essere paralizzati dal timore di un controllo eccessivamente pervasivo.
Tuttavia, la sfida sarà quella di trovare il giusto equilibrio. Da un lato, la necessità di efficienza e celerità; dall’altro, l’imprescindibile esigenza di trasparenza e di tutela dell’erario. La Corte dei Conti, organo di rilevanza costituzionale, ha il compito fondamentale di vigilare sulla corretta gestione delle risorse di tutti i cittadini, un ruolo di garanzia che deve essere preservato. La collaborazione avviata con il governo sarà determinante per assicurare che le nuove norme non solo favoriscano l’efficienza amministrativa, ma mantengano anche saldi e robusti presidi di legalità e controllo.
