“Sono qui oggi perché mi sembra giusto un tributo di rispetto e gratitudine per una persona che ha portato, ha regalato al mondo sogni e tanta bellezza. E quella rimane. In fondo la morte è un momento, un passaggio ma la bellezza e i sogni rimangono con noi quindi penso che sia un momento anche di serenità questo”.

Queste parole, cariche di una profonda sensibilità, sono state pronunciate da Pierpaolo Piccioli, una delle menti creative più influenti della moda contemporanea, in occasione dell’ultimo saluto a Valentino Garavani. La frase, più che un semplice elogio funebre, risuona come il manifesto di una filosofia che ha guidato la sua intera carriera, prima come storico direttore creativo di Valentino e ora al timone di Balenciaga. Un’ode alla bellezza intesa non come effimero ornamento, ma come valore eterno, un sogno tangibile capace di sopravvivere al tempo e alle persone.

Contrariamente a quanto riportato da alcune fonti iniziali, è fondamentale chiarire il percorso professionale dello stilista: dopo un sodalizio di 25 anni con la Maison Valentino, di cui è stato unico direttore creativo dal 2016 fino a marzo 2024, Piccioli ha recentemente intrapreso una nuova, attesissima avventura, accettando la direzione creativa di Balenciaga nel maggio 2025. Questo passaggio segna un nuovo capitolo per la sua visione, ma le parole dedicate al suo mentore, Valentino, rimangono una chiave di lettura essenziale per comprendere il suo approccio umanistico e poetico alla moda.

La Bellezza come Valore Universale

Quando Piccioli parla di “sogni e tanta bellezza”, non si riferisce semplicemente all’estetica di un abito. Per lui, la moda è un linguaggio, un veicolo di emozioni e valori. “Non hai bisogno di una nuova borsa o di un nuovo capo; hai bisogno di nuove emozioni e nuovi sogni, e questo è lo scopo della moda”, ha affermato in passato. Questa concezione eleva il lavoro dello stilista da mero creatore di prodotti a narratore di storie, a costruttore di immaginari collettivi.

Durante il suo lungo e celebrato mandato da Valentino, Piccioli ha tradotto questa filosofia in collezioni memorabili. Ha dimostrato di essere un colorista magistrale, capace di infondere energia e significato in ogni sfumatura, come nel caso dell’iconico “Pink PP”, una tonalità di rosa creata in collaborazione con Pantone che è diventata un fenomeno virale e un simbolo della sua estetica audace e romantica. Le sue sfilate di Haute Couture, spesso ambientate in contesti storici di una bellezza struggente come Venezia, non erano semplici presentazioni di abiti, ma vere e proprie performance artistiche che fondevano moda, cultura e umanità.

La Moda in “Conversazione con Altri Corpi”

Il secondo concetto chiave espresso da Piccioli nel suo tributo è l’idea che questo lavoro sia “in conversazione con altri corpi”, con il mantra quotidiano di “rendere le donne più belle”. Questa non è una dichiarazione di intenti superficiale, ma il nucleo di un approccio inclusivo e profondamente rispettoso dell’individualità. Lontano da un ideale di bellezza unico e irraggiungibile, la visione di Piccioli ha sempre celebrato la diversità.

Le sue passerelle sono state tra le prime a presentare un cast eterogeneo per etnia, età e fisicità, trasformando ogni sfilata in un “manifesto inclusivo di assoluta bellezza”. Ha sfidato i canoni tradizionali, sostenendo che la vera eleganza risiede nell’autenticità e nella libertà di espressione. Per Piccioli, un abito non deve mascherare o trasformare chi lo indossa, ma piuttosto rivelarne la personalità, dargli forza e consapevolezza. È un dialogo tra la stoffa e la pelle, tra la visione del designer e la storia unica di chi la interpreterà.

L’Eredità di Valentino e il Futuro di Balenciaga

L’addio di Pierpaolo Piccioli a Valentino nel 2024 ha segnato la fine di un’era. Un’epoca in cui ha saputo onorare l’eredità immensa del fondatore, Valentino Garavani, reinterpretandone i codici – dal rosso iconico ai fiocchi – con una sensibilità moderna e romantica. Ha traghettato la Maison nel futuro, aumentandone esponenzialmente la rilevanza culturale e commerciale, grazie anche ad accessori iconici come le scarpe “Rockstud”. Il suo contributo, come sottolineato dal chairman Rachid Mohamed Rachid, “lascerà un segno indelebile”.

Ora, il mondo della moda guarda con trepidazione al suo nuovo ruolo in Balenciaga. Una sfida affascinante che lo vedrà confrontarsi con un’eredità stilistica radicalmente diversa, quella del maestro dell’architettura sartoriale Cristóbal Balenciaga. Eppure, la sua filosofia basata sulla bellezza, sui sogni e sul dialogo con l’individuo rimane la sua bussola. La sua missione, come emerge dalle sue stesse parole, non sarà quella di stravolgere, ma di continuare a regalare al mondo la sua visione: una moda che non è solo da guardare, ma da sentire, che non si limita a vestire il corpo, ma che aspira a toccare l’anima.

La bellezza e i sogni, come ha ricordato Piccioli, rimangono. E con essi, la promessa di una moda che sa ancora essere una “gioia profondamente seria”.

Di davinci

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