Un filo diretto tra Brasilia e Ankara per affrontare le sfide più urgenti del nostro tempo. Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, in una conversazione che ha spaziato dalla drammatica situazione nella Striscia di Gaza alla cooperazione sull’agenda climatica, fino al rafforzamento dei legami economici bilaterali. Un dialogo fitto, come confermato da una nota ufficiale del Palazzo Planalto, che testimonia la crescente sintonia tra due attori chiave dello scacchiere internazionale.
Gaza: Un Appello Congiunto per la Pace
Il primo e più pressante argomento di discussione è stato il conflitto in Medio Oriente. Entrambi i leader hanno espresso profonda preoccupazione per la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza e hanno scambiato valutazioni sugli sforzi diplomatici in corso per raggiungere una soluzione pacifica. Secondo quanto riportato dalla Direzione delle Comunicazioni turca, Erdogan ha espresso al suo omologo brasiliano l’apprezzamento per la posizione del Brasile, che si è rifiutato di rimanere in silenzio di fronte alla tragedia in corso. Il presidente turco ha ribadito l’impegno di Ankara a lavorare incessantemente per porre fine alla catastrofe umanitaria, stabilire una pace duratura e avviare la ricostruzione dell’enclave palestinese. Entrambi i capi di Stato hanno sottolineato l’importanza di tutte le iniziative volte a stabilire la pace nella regione.
Sia Lula che Erdogan figurano tra i leader internazionali invitati a far parte del cosiddetto “Consiglio della Pace”, un’iniziativa che mira a supervisionare la ricostruzione di Gaza. Questa convergenza di vedute rafforza il loro ruolo come potenziali mediatori e promotori di un dialogo costruttivo in una delle aree più instabili del pianeta.
Agenda Climatica: Un Passaggio di Testimone da COP30 a COP31
La conversazione ha toccato anche i temi cruciali dell’agenda climatica globale, un ambito in cui il Brasile ha recentemente giocato un ruolo di primo piano. Erdogan si è congratulato con Lula per la leadership dimostrata dal Brasile alla guida del G20 e per l’organizzazione della COP30, la Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici tenutasi a Belém nel novembre 2025.
In vista della COP31, che si terrà in Turchia nel novembre prossimo, Erdogan ha manifestato un forte interesse a capitalizzare l’esperienza brasiliana. La Turchia, che co-organizzerà l’evento con l’Australia, vede nel successo della COP30 un modello da cui attingere per garantire un negoziato efficace e inclusivo. I due presidenti hanno concordato sulla possibilità di uno scambio di “squadre tecniche e buone pratiche logistiche” per assicurare una transizione fluida e proficua tra le due presidenze. Questo passaggio di consegne simbolico sottolinea la continuità dell’impegno delle nazioni emergenti nella lotta al cambiamento climatico.
Cooperazione Economica: Oltre i 4,7 Miliardi di Scambi
Sul fronte bilaterale, il dialogo si è concentrato sulla necessità di espandere e diversificare ulteriormente gli scambi commerciali. Nel 2025, il volume degli scambi tra Brasile e Turchia ha superato la soglia dei 4,7 miliardi di euro (circa 5,5 miliardi di dollari), ma entrambi i leader sono convinti che esista un potenziale ancora inesplorato. Hanno quindi concordato sull’importanza di incoraggiare un rafforzamento dei contatti tra i rispettivi settori privati, organizzando incontri mirati per esplorare nuove opportunità di business.
Un punto di particolare interesse emerso dalla conversazione è l’intenzione delle imprese turche di aumentare i propri investimenti in Brasile. Erdogan ha segnalato un focus specifico sul comparto infrastrutturale, un settore strategico per la crescita economica brasiliana. Il Brasile, dal canto suo, sta attivamente cercando di attrarre capitali stranieri per colmare il proprio deficit infrastrutturale e modernizzare il paese, rendendo questa una potenziale area di fruttuosa collaborazione. Gli investimenti potrebbero concentrarsi in aree come i trasporti, l’energia e le tecnologie verdi, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile di entrambi i paesi.
Un Asse Strategico in Costruzione
La telefonata tra Lula ed Erdogan non è un evento isolato, ma si inserisce in una fitta rete di contatti diplomatici che il presidente brasiliano ha intrattenuto nelle ultime settimane con altri leader mondiali. Questo attivismo diplomatico evidenzia la volontà del Brasile di porsi come un attore globale, capace di dialogare con diverse potenze e di contribuire alla risoluzione delle crisi internazionali.
La sintonia con la Turchia su dossier così complessi come Gaza e il clima, unita alla volontà di approfondire la cooperazione economica, delinea i contorni di un’alleanza strategica tra due economie emergenti che condividono una visione multipolare del mondo. Un asse che, partendo da posizioni spesso critiche rispetto all’ordine consolidato, cerca di costruire nuovi equilibri e di promuovere soluzioni basate sul dialogo e la cooperazione multilaterale.
