Una ventata di ottimismo soffia sulle Borse europee, che archiviano la giornata in deciso rialzo, allineandosi alla performance positiva dei futures di Wall Street. A innescare il rally è stato il cambio di rotta del presidente americano Donald Trump, che da Davos ha usato toni più concilianti sulla questione della Groenlandia, allontanando lo spettro di nuovi dazi contro alcuni paesi europei. Questa distensione geopolitica ha immediatamente contagiato i listini, con Francoforte e Londra che hanno messo a segno un guadagno dell’1,1%, seguite da Parigi con un +1%.

Anche Piazza Affari ha partecipato al clima di fiducia generale, con l’indice Ftse Mib che ha chiuso in progresso dello 0,74%, riconquistando la soglia dei 45.000 punti. A trainare il listino milanese sono stati in particolare tre titoli: Banca Mediolanum, che ha registrato un balzo del 2,2%, Tim, in crescita dell’1,98%, e Stm, che ha guadagnato l’1,9%.

L’Effetto Nvidia e il Boom dell’Intelligenza Artificiale

Il settore tecnologico, e in particolare quello dei semiconduttori, ha vissuto una giornata di grande effervescenza. A catalizzare l’attenzione degli investitori sono state le parole pronunciate da Jensen Huang, fondatore e CEO di Nvidia, durante il World Economic Forum di Davos. Huang ha descritto l’intelligenza artificiale come la base per “il più grande sviluppo infrastrutturale nella storia dell’umanità”, sottolineando la necessità di ingenti investimenti in energia, chip e data center. Queste dichiarazioni hanno alimentato un forte entusiasmo per le prospettive dell’AI, considerata non una bolla speculativa ma una vera e propria rivoluzione tecnologica ed economica.

L’eco delle parole di Huang si è propagato rapidamente sui mercati globali, spingendo al rialzo i titoli del comparto. Stm a Milano ne ha beneficiato direttamente, così come Asml ad Amsterdam, che ha chiuso con un guadagno del 2,2%. L’ottimismo sull’AI si configura sempre più come un driver fondamentale per i mercati, con analisti che prevedono una crescita robusta per il settore nel corso del 2026, nonostante le preoccupazioni per le valutazioni elevate e le tensioni geopolitiche.

Difesa in Ritirata, Fari su Leonardo

Se da un lato la distensione sulla Groenlandia ha favorito l’azionario, dall’altro ha pesato sul settore della difesa, che aveva beneficiato delle recenti tensioni. Con l’allontanarsi dei venti di guerra, i titoli del comparto hanno registrato una brusca frenata. A Piazza Affari, Fincantieri ha ceduto il 2,9% e Leonardo il 2,1%. Quest’ultima, in particolare, è sotto osservazione anche per vicende societarie specifiche.

Pesa sul titolo Leonardo la crescente preoccupazione per il futuro del suo stabilimento di elicotteri a Yeovil, nel Regno Unito. I sindacati britannici hanno lanciato l’allarme in una lettera al premier Keir Starmer, avvertendo che il sito potrebbe chiudere se i ritardi nei finanziamenti da parte del governo impediranno la firma di un importante contratto per la fornitura di elicotteri AW149 prima di marzo. Il programma, del valore di circa 1 miliardo di sterline, è considerato cruciale per il futuro industriale di Leonardo nel Regno Unito e la sua cancellazione o un ulteriore rinvio potrebbe portare a una revisione complessiva degli investimenti nel paese, con un impatto su migliaia di posti di lavoro.

Le Altre Storie di Piazza Affari: il Caso Ferretti

Al di fuori del paniere principale, si è distinta la performance di Ferretti, in crescita del 2,46%. Il titolo del gruppo nautico ha reagito positivamente alla notizia che l’azionista di controllo cinese, Ferretti International Holding, ha deciso di non aderire all’offerta pubblica di acquisto volontaria e parziale lanciata dalla società ceca Kkcg Maritime. Quest’ultima puntava a incrementare la propria partecipazione, ma la holding ha riaffermato la propria fiducia nella strategia a lungo termine dell’azienda.

Macroeconomia e Valute: Attesa per il PCE Americano

Sul fronte macroeconomico, l’attenzione degli investitori è ora rivolta agli Stati Uniti, dove è attesa la pubblicazione dell’indice dei prezzi per la spesa per consumi personali (PCE). Questo dato è considerato dalla Federal Reserve come la variabile di riferimento per misurare l’inflazione e le sue indicazioni saranno cruciali per le future decisioni di politica monetaria. In questo contesto di attesa, il dollaro ha leggermente rallentato la sua corsa, con il cambio euro/dollaro che si è attestato in area 1,169.

Di atlante

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