ROMA – In una giornata dal forte valore simbolico e istituzionale, il Senato della Repubblica ha dato il via libera al disegno di legge costituzionale che modifica lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol. Con una larga maggioranza di 100 voti favorevoli, 50 astenuti e un solo contrario, l’aula di Palazzo Madama ha approvato in prima deliberazione un testo che rappresenta “un altro, importantissimo passo verso la riforma dell’Autonomia altoatesina”, come sottolineato dalle istituzioni locali. Si tratta di un traguardo fondamentale nel percorso di revisione statutaria, atteso da tempo per consolidare e adeguare l’architettura di un’autonomia considerata un modello in Europa.
Una riforma per ripristinare e rafforzare l’Autonomia
L’obiettivo primario della riforma, approvata dal Consiglio dei Ministri il 12 giugno 2025, è quello di ripristinare i livelli di autonomia legislativa e amministrativa che sono stati progressivamente compressi dall’interpretazione della Corte Costituzionale successiva alla riforma del Titolo V della Costituzione del 2001. Quella riforma, pur pensata in un’ottica federalista, ha introdotto competenze statali trasversali che, nel tempo, hanno ridotto gli spazi di manovra delle Province autonome. La nuova legge mira a invertire questa tendenza, assicurando nuove competenze e, soprattutto, introducendo una clausola di salvaguardia per garantire i livelli di autonomia già acquisiti e futuri.
Come spiegato dal Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, la riforma consentirà di “introdurre il procedimento dell’intesa per la modifica degli Statuti, a effettuare una revisione dei limiti per le competenze e molto altro ancora”. Un intervento non meramente tecnico, ma una “scelta politica di lungo periodo” per dare ai territori strumenti più efficaci per governare lo sviluppo e rispondere alle esigenze dei cittadini.
Tra le modifiche salienti, il disegno di legge interviene su diversi punti cruciali dello Statuto:
- Denominazione ufficiale: La Regione assume formalmente il nome bilingue “Trentino-Alto Adige/Südtirol” e le due entità territoriali diventano ufficialmente “Province autonome”.
- Competenze legislative: Vengono modificati i limiti alle potestà legislative, sia esclusive che concorrenti, della Regione e delle Province. Si specifica, ad esempio, che la competenza esclusiva sull’ordinamento degli uffici e del personale include anche la disciplina del rapporto di lavoro e della contrattazione collettiva.
- Principi guida: Si interviene sui limiti che le autonomie devono rispettare, eliminando il riferimento alle “norme fondamentali delle riforme economico-sociali della Repubblica” e precisando che i “principi dell’ordinamento giuridico” sono da intendersi come “principi generali”.
Kompatscher: “Grande soddisfazione, ora trasmissione all’Austria”
Presente alla seduta del Senato, il presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, ha espresso “grande soddisfazione per questo risultato”. Le sue parole evidenziano non solo l’importanza politica del voto, ma anche la sua dimensione internazionale. “In linea con la prassi ormai consolidata, ora gli atti verranno trasmessi all’Austria, a conferma del fatto che l’Autonomia fu il risultato di una trattativa bilaterale tra Austria e Italia”, ha dichiarato Kompatscher. Questo passaggio, che avverrà dopo la prima delle due letture previste in entrambe le Camere, ribadisce il ruolo di Vienna quale partecipe e garante dell’accordo che ha dato vita all’autonomia altoatesina.
Nel ricordo di Roland Riz, architetto dell’Autonomia
La giornata ha assunto un significato ancora più profondo per la coincidenza con la commemorazione in Senato dell’ex senatore altoatesino Roland Riz, scomparso di recente. Prima del voto, l’aula ha osservato un minuto di silenzio in sua memoria, ricordato dagli interventi di numerosi senatori. Riz è stato una figura chiave nella storia dell’autonomia, e il suo nome è indissolubilmente legato al rilascio della “quietanza liberatoria” del 1992, con cui l’Austria dichiarò formalmente chiusa la vertenza altoatesina davanti alle Nazioni Unite, riconoscendo l’adeguatezza del pacchetto di autonomia concesso dall’Italia.
“Proprio nel giorno nel quale vengono ricordati i meriti del compianto senatore Roland Riz, al Senato si vota sulla riforma dell’Autonomia, che fa chiaro riferimento al rilascio della quietanza liberatoria, uno dei maggiori successi politici dello stesso Riz”, ha aggiunto Kompatscher, creando un ponte ideale tra le conquiste del passato e le sfide del futuro.
L’iter parlamentare prosegue
Il disegno di legge di iniziativa governativa era già stato approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati il 7 ottobre 2025. Con il via libera del Senato, l’iter parlamentare è a metà strada. Essendo una legge costituzionale, il testo necessita ora di una seconda deliberazione da parte di entrambi i rami del Parlamento, che dovrà avvenire a distanza di almeno tre mesi dalla prima. L’ottimismo delle istituzioni locali e del governo lascia presagire che, nell’orizzonte della legislatura, i tempi per l’approvazione definitiva ci siano tutti, per consegnare al Trentino-Alto Adige/Südtirol uno Statuto rinnovato e più forte.
