L’Italia compie un passo decisivo nel suo percorso verso la sostenibilità energetica e la decarbonizzazione. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legislativo 9 gennaio 2026, n. 5, il nostro Paese ha ufficialmente recepito la Direttiva europea (UE) 2023/2413, meglio nota come RED III. Questo atto normativo, che entrerà in vigore il 4 febbraio, non è una semplice formalità, ma ridisegna profondamente la strategia energetica nazionale, ponendo l’idrogeno rinnovabile al centro di una nuova e ambiziosa politica industriale.
La notizia è stata accolta con grande favore da H2IT, l’Associazione Italiana Idrogeno, che per voce del suo presidente, Alberto Dossi, ha definito il recepimento “un risultato di grande valore” per l’intero comparto. “Il nostro Paese ridisegna la propria strategia di decarbonizzazione imprimendo un indirizzo strategico all’implementazione di vettori energetici puliti”, ha dichiarato Dossi, sottolineando come questa mossa fornisca finalmente al settore industriale gli obiettivi chiari su cui basare i futuri investimenti.
Gli Obiettivi della RED III e il Ruolo Chiave dell’Idrogeno
La direttiva RED III innalza notevolmente gli obiettivi europei in materia di energie rinnovabili. Per l’Italia, questo si traduce in un nuovo traguardo: entro il 2030, il 39,4% dei consumi finali lordi di energia dovrà provenire da fonti rinnovabili. Ma la vera novità risiede nella specificità dei target settoriali, in particolare per l’industria e i trasporti, dove l’idrogeno è chiamato a giocare un ruolo da protagonista.
Il decreto attuativo reinserisce, infatti, degli obiettivi specifici per l’idrogeno rinnovabile (definito RFNBO – Renewable Fuels of Non-Biological Origin) che erano stati inizialmente stralciati. Questo reintegro, fortemente voluto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, stabilisce traguardi precisi:
- Nel settore industriale: il contributo dell’idrogeno rinnovabile dovrà raggiungere almeno il 42% del totale dell’idrogeno utilizzato entro il 2030, per poi salire al 60% entro il 2035.
- Nel settore dei trasporti: è prevista una quota dell’1% di combustibili rinnovabili di origine non biologica, come l’idrogeno, sul totale dei carburanti utilizzati entro il 2030.
Questi target non sono solo numeri, ma rappresentano un segnale forte al mercato: l’Italia crede nell’idrogeno come vettore fondamentale per la transizione ecologica e intende creare le condizioni per lo sviluppo di una filiera nazionale solida e competitiva.
Certezza Regolatoria e Tutela degli Investimenti
Uno degli aspetti più apprezzati dagli operatori del settore, come evidenziato da Dossi, è la certezza regolatoria che il nuovo decreto garantisce. Per anni, le aziende hanno atteso un quadro normativo chiaro per poter pianificare investimenti a lungo termine. Ora, con obiettivi definiti e un percorso tracciato, le imprese possono muoversi con maggiore sicurezza.
Inoltre, il provvedimento tutela esplicitamente gli investimenti già avviati, compresi quelli finanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Il PNRR, infatti, destina risorse significative allo sviluppo della filiera dell’idrogeno, dalla produzione di elettrolizzatori alla creazione di “hydrogen valleys” per la produzione e l’utilizzo di idrogeno in aree industriali. La coerenza tra la nuova normativa e gli impegni del PNRR rafforza la fiducia degli investitori e accelera la messa a terra dei progetti.
Un Dialogo Proficuo tra Industria e Governo
Il raggiungimento di questo importante risultato è stato possibile, come sottolineato dal presidente di H2IT, grazie a un “attento dialogo fra le industrie e il Governo”. L’esecutivo, e in particolare i ministri Raffaele Foti (per i Rapporti con il Parlamento) e Gilberto Pichetto Fratin (dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), hanno dimostrato ascolto verso le istanze provenienti dalla filiera, comprendendo l’importanza strategica dell’idrogeno per il futuro del Paese.
Questo approccio collaborativo ha permesso di superare ostacoli, come le iniziali perplessità della Corte dei Conti sulle coperture finanziarie per il sostegno ai carburanti RFNBO, individuando soluzioni efficaci come l’utilizzo di una quota dei proventi derivanti dal sistema di scambio di quote di emissione (ETS).
Le Prospettive Future: Competitività e Indipendenza Energetica
Con il recepimento della RED III, l’idrogeno rinnovabile cessa di essere una promessa per il futuro e diventa uno strumento concreto per il presente, capace di rafforzare la competitività delle imprese italiane. L’utilizzo di idrogeno verde nei processi produttivi, specialmente nei settori hard-to-abate (come l’acciaio e la chimica), non solo ridurrà l’impatto ambientale, ma potrà anche generare un vantaggio competitivo in un mercato globale sempre più attento alla sostenibilità.
Inoltre, lo sviluppo di una filiera nazionale dell’idrogeno contribuirà a un obiettivo strategico di primaria importanza: il rafforzamento dell’indipendenza energetica dell’Italia. Ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati, sfruttando le risorse rinnovabili presenti sul territorio per produrre energia pulita, è una priorità non più rinviabile, come le recenti crisi internazionali hanno ampiamente dimostrato.
Il cammino è tracciato. La sfida ora sarà quella di implementare concretamente le disposizioni del decreto, accelerando le procedure autorizzative e sostenendo la ricerca e l’innovazione per rendere la tecnologia dell’idrogeno sempre più efficiente e accessibile. L’Italia ha gettato le basi per costruire una nuova politica industriale basata su vettori energetici puliti, un passo fondamentale per un futuro prospero e sostenibile.
