Strasburgo – In una mossa che segna uno dei punti più bassi nelle relazioni tra Unione Europea e Stati Uniti, il Parlamento europeo ha ufficialmente deciso di sospendere il processo di ratifica dell’accordo commerciale siglato la scorsa estate con Washington. La decisione, annunciata dal presidente della commissione per il commercio internazionale (INTA) dell’Eurocamera, il socialista tedesco Bernd Lange, è una risposta diretta e ferma alle recenti minacce di nuovi dazi avanzate dal Presidente americano Donald Trump.

La controversia, che rischia di innescare una nuova e dannosa guerra commerciale, ruota attorno alla questione della Groenlandia. Il Presidente Trump ha infatti legato l’imposizione di nuove tariffe alla volontà di avviare negoziati per l’acquisizione dell’isola artica, un territorio autonomo sotto la giurisdizione della Danimarca. Questa pressione è stata percepita a Bruxelles non solo come una leva commerciale inaccettabile, ma come un “vero e proprio attacco alla sovranità economica e territoriale e all’integrità dell’UE”, secondo le dure parole di Lange.

La rottura del “Patto di Turnberry”

L’accordo commerciale in questione, siglato a luglio in Scozia e noto come “Patto di Turnberry”, prevedeva importanti concessioni reciproche, tra cui la sospensione dei dazi su molti prodotti industriali statunitensi. Tuttavia, secondo Lange, con le nuove minacce “Donald Trump ha rotto” il patto. La decisione di congelare la ratifica è stata ampiamente condivisa dai principali gruppi politici dell’Europarlamento, come preannunciato dal presidente del Partito Popolare Europeo (PPE), Manfred Weber, in accordo con Socialisti e Liberali. Weber ha definito l’agire di Washington “del tutto inaccettabile”, sottolineando che la sospensione dell’accordo è “lo strumento più potente che abbiamo in questo momento” per rispondere alle pressioni americane.

Il voto in commissione Commercio, inizialmente previsto per la fine di gennaio, è stato quindi rinviato a tempo indeterminato. La procedura, ha chiarito Lange, “resterà sospesa finché non ci sarà chiarezza sulla Groenlandia e su queste minacce”.

Il Contesto Geopolitico: La Strategia Artica degli USA

La mossa di Trump sulla Groenlandia non è estemporanea, ma si inserisce in una precisa strategia geopolitica. A Davos, durante il World Economic Forum, il Presidente USA ha ribadito il forte interesse per l’acquisizione dell’isola, definendola cruciale per la sicurezza strategica globale e per lo sviluppo di uno scudo spaziale denominato “Golden Dome”. L’approccio di Washington, che utilizza i dazi come strumento di coercizione geopolitica, ha però provocato una reazione compatta da parte europea.

Le minacce tariffarie, inizialmente previste contro otto paesi europei (tra cui Danimarca, Francia, Germania e Regno Unito) che hanno partecipato a un’esercitazione militare in Groenlandia, sono state successivamente sospese da Trump dopo un colloquio con il segretario generale della NATO, Mark Rutte. Nonostante questo apparente passo indietro, il gelo tra le due sponde dell’Atlantico permane e la fiducia è profondamente incrinata. Bruxelles, infatti, non ha abbassato la guardia e la sospensione dell’accordo commerciale rimane in vigore come segnale politico forte.

Le Possibili Contromisure Europee: Il “Bazooka Commerciale”

Oltre al congelamento dell’accordo, l’Unione Europea ha sul tavolo diverse altre opzioni per rispondere a future pressioni. Bernd Lange ha evocato la possibilità di attivare lo “strumento anti-coercizione”, un meccanismo soprannominato “bazooka commerciale” dell’UE, creato appositamente per rispondere a paesi terzi che utilizzano dazi o investimenti come strumenti di pressione politica. Questo strumento, mai utilizzato finora, prevede una procedura graduale che può arrivare all’adozione di un paniere di contromisure come dazi, restrizioni commerciali e l’esclusione di aziende dagli appalti pubblici europei.

Inoltre, resta sempre pronta una lista di controdazi su prodotti americani per un valore di circa 93 miliardi di euro, già preparata la scorsa estate e poi congelata in seguito all’accordo di luglio. Se la situazione dovesse precipitare, l’UE potrebbe decidere di non rinnovare la sospensione di tali misure, che entrerebbero in vigore automaticamente.

Implicazioni Economiche e Scenari Futuri

La sospensione della ratifica dell’accordo riapre lo scenario di una potenziale guerra commerciale aperta tra due dei maggiori blocchi economici mondiali. Le conseguenze sarebbero significative per entrambe le parti, con un impatto potenzialmente recessivo sull’economia europea, fortemente dipendente dalle esportazioni verso gli Stati Uniti, ma anche dannoso per le imprese e i consumatori americani.

La reazione dei mercati alle tensioni è stata immediata, con un aumento della volatilità, una corsa verso beni rifugio come l’oro e un indebolimento del dollaro. La prossima mossa spetta ora a Washington. La palla è nel campo dell’amministrazione americana, che dovrà decidere se percorrere la via della cooperazione e del dialogo o insistere su un approccio conflittuale che rischia di danneggiare profondamente un’alleanza storica. L’Europa, dal canto suo, ha mostrato un fronte compatto, inviando un messaggio chiaro: la sovranità e l’integrità dell’Unione non sono negoziabili.

Di atlante

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