Un contrattempo tecnico ha segnato il viaggio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, verso il prestigioso World Economic Forum (WEF) di Davos, in Svizzera. L’iconico Air Force One, decollato dalla Joint Base Andrews in Maryland, è stato costretto a un’inaspettata inversione di rotta sull’Oceano Atlantico a causa di un “piccolo problema elettrico” rilevato a bordo. L’incidente, seppur di lieve entità, ha richiesto un atterraggio precauzionale e un cambio di aereo, generando un ritardo di circa due ore e mezza sulla tabella di marcia del presidente.
I dettagli dell’incidente a bordo
Secondo le informazioni diffuse dalla Casa Bianca e dai giornalisti presenti a bordo, il problema si è manifestato poco dopo il decollo, avvenuto alle 21:46 ora locale. Circa un’ora dopo la partenza, mentre l’aereo sorvolava l’area a est di Long Island, New York, l’equipaggio ha identificato l’anomalia. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha specificato che si è trattato di un “problema elettrico minore” e che la decisione di rientrare alla base è stata presa “per eccesso di prudenza”. I reporter al seguito hanno notato una breve interruzione delle luci nella cabina stampa poco dopo il decollo, un segnale tangibile del guasto in corso.
L’Air Force One è quindi atterrato senza ulteriori complicazioni alla Joint Base Andrews alle 23:07 locali. A terra, si è assistito a una rapida e concitata operazione di trasbordo: lo staff ha spostato bagagli, documenti e persino generi di conforto come scatole di frutta e panini dal velivolo principale a un aereo sostitutivo. Per proseguire il viaggio, è stato messo a disposizione un Boeing C-32, una versione militare modificata del Boeing 757, solitamente utilizzato dal vicepresidente o dalla First Lady per tratte nazionali verso aeroporti più piccoli.
Le ripercussioni sull’agenda di Davos
Il cambio di programma ha inevitabilmente causato un ritardo, stimato in circa tre ore all’arrivo a Zurigo. Questo ha sollevato interrogativi sulle possibili ripercussioni sull’agenda fitta di impegni di Trump a Davos. Il suo intervento al forum era atteso con grande interesse, in particolare per le sue recenti dichiarazioni e pressioni riguardo all’acquisizione della Groenlandia, un tema che ha creato notevoli tensioni con gli alleati europei, in primis la Danimarca. Nonostante l’imprevisto, la Casa Bianca ha confermato la partecipazione del presidente al WEF, dove sono in programma incontri cruciali con leader politici ed economici globali per discutere di commercio, sicurezza e nuovi equilibri geopolitici.
Prima della partenza, Trump stesso aveva alimentato le attese, dichiarando ai giornalisti che quello per Davos sarebbe stato un “viaggio interessante” e che sulla questione della Groenlandia “lo scoprirete”. L’incidente aereo, pur essendo un mero problema tecnico, si inserisce in un contesto di forte tensione internazionale, con la questione groenlandese che si preannuncia come uno dei temi più caldi del vertice.
Un precedente e le critiche alla flotta presidenziale
Questo non è il primo inconveniente tecnico che coinvolge i mezzi di trasporto presidenziali. Già lo scorso settembre, durante una visita nel Regno Unito, un guasto idraulico a un elicottero aveva costretto Trump e la First Lady a utilizzare un mezzo di supporto. Questi episodi hanno riacceso il dibattito sull’età e l’affidabilità della flotta presidenziale. Lo stesso Trump, in passato, ha più volte criticato gli attuali Air Force One (due Boeing VC-25A in servizio dal 1990), definendoli obsoleti se paragonati ai moderni velivoli di altri leader mondiali.
È in corso un programma di sostituzione degli aerei, che prevede l’introduzione di due nuovi Boeing 747-8 modificati, ma il cui completamento non è previsto prima del 2028 e con costi che hanno superato i 5 miliardi di dollari. Per ovviare ai ritardi, l’amministrazione Trump ha persino accettato in dono dal Qatar un lussuoso Boeing 747-8, che fungerà da soluzione temporanea. L’incidente in rotta verso Davos, quindi, non fa che sottolineare l’urgenza di un ammodernamento della flotta aerea più famosa e sorvegliata del mondo.
