ROMA – Un nuovo capitolo, denso di polemiche e controversie, si aggiunge all’infinita saga del Ponte sullo Stretto di Messina. Il governo, con il quinto intervento normativo in meno di tre anni, tenta ancora una volta di accelerare la realizzazione della grande opera, ma il nuovo decreto-legge, predisposto dal Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, finisce immediatamente nel mirino delle critiche. Al centro della bufera, la nomina di Pietro Ciucci, attuale amministratore delegato della società concessionaria Stretto di Messina S.p.A., a commissario straordinario del progetto. Una decisione che il comitato cittadino “Invece del ponte” definisce “un concentrato di contraddizioni, forzature e conflitti di interessi”.

Una “promozione” inaspettata: Pietro Ciucci al doppio comando

La nomina di Pietro Ciucci a commissario straordinario rappresenta il punto più controverso del nuovo provvedimento. Secondo il comitato “Invece del ponte”, “dopo tre anni di fallimenti e scadenze mancate, invece di una rimozione arriva una promozione: una scelta difficilmente giustificabile e che fa a pugni con il buonsenso”. Il doppio ruolo di Ciucci, controllore e controllato, solleva infatti evidenti perplessità in termini di trasparenza e imparzialità. Sarà lui, infatti, a dover predisporre una nuova delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess), rifare il Piano Economico e Finanziario (PEF) e acquisire i pareri, precedentemente aggirati, dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti e del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Un compito arduo, che secondo i critici, lo pone in una posizione di palese conflitto di interessi.

Anche la CGIL, per voce del segretario confederale Gino Giove, ha espresso forti critiche, definendo la nomina “un modello di governance tanto innovativo quanto difficilmente spiegabile” in cui “il controllato controlla se stesso”. Le opposizioni politiche, come il Movimento 5 Stelle, rincarano la dose, parlando di “un’operazione all’italiana” e di una gestione confusa dell’opera.

Contraddizioni giuridiche e il “timore” dei controlli

Oltre alla questione della nomina, il comitato “Invece del ponte” evidenzia una serie di criticità giuridiche all’interno del decreto. Il testo, a loro dire, “si basa su una norma che poi smentisce, senza riformarla”, creando un quadro normativo contraddittorio. Inoltre, desta preoccupazione quello che viene definito un “evidente timore verso i controlli”. Il decreto, infatti, ribadisce in modo ritenuto “del tutto superfluo” i limiti già previsti dalla legge ai poteri di controllo della Corte dei Conti e del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Un passaggio interpretato come “quasi un monito ai giudici e ai tecnici”, che non aggiunge nulla alla normativa vigente ma solleva interrogativi sulle reali intenzioni del governo.

Questa mossa arriva dopo che, in passato, la Corte dei Conti aveva negato il visto di legittimità a una delibera Cipess relativa al progetto, sollevando rilievi a cui il governo sta cercando di rispondere anche attraverso la figura del commissario. La nomina di Ciucci, in questo contesto, viene vista come una mossa strategica per avere un referente unico e coordinare le risposte ai magistrati contabili.

Un progetto che riparte da zero?

Il decreto sembra anche ammettere, seppur implicitamente, le lacune delle decisioni precedenti. Il commissario straordinario, infatti, dovrà ripartire da capo su aspetti fondamentali, come la valutazione delle alternative di progetto, un passaggio che era stato omesso in precedenza. Questo, secondo il comitato, è la “conferma che la precedente delibera Iropi era carente, se non infondata”.

Restano inoltre sul tavolo numerose incertezze:

  • Tempistiche: Il decreto non fornisce alcuna indicazione certa sui tempi di realizzazione.
  • Costi e compensi: Si sollevano dubbi sulla sostenibilità economica dell’opera e polemiche riguardo ai compensi del commissario. A differenza di altri casi, per Ciucci non sarebbe escluso un emolumento aggiuntivo, alimentando accuse di sprechi.
  • Impatto ambientale e alternative: Diverse organizzazioni, tra cui Greenpeace e WWF, continuano a sottolineare i rischi per la biodiversità e l’inadeguatezza del progetto rispetto a soluzioni alternative.
  • Strategicità militare: La tesi del Ponte come infrastruttura strategica in chiave militare, sostenuta dal Ministro Salvini, è stata smentita dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che lo ha definito un potenziale obiettivo primario in caso di conflitto.

In questo scenario complesso, il nuovo decreto sul Ponte sullo Stretto, anziché chiarire e accelerare, sembra aggiungere ulteriori livelli di complessità e scontro, lasciando irrisolti i nodi fondamentali di un’opera che da decenni divide l’opinione pubblica e la politica italiana.

Di atlante

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