Davos, Svizzera – In un intervento carico di significato e dai toni netti, il presidente francese Emmanuel Macron ha scosso la platea del World Economic Forum di Davos, mettendo in guardia la comunità internazionale contro una deriva pericolosa: il ritorno a un ordine mondiale dominato dalla “legge del più forte”. Le sue parole, pronunciate in un contesto di forti tensioni transatlantiche, hanno delineato una visione critica dell’attuale scenario geopolitico, segnato da “instabilità e squilibrio” sia sul piano della sicurezza che su quello economico.
“Bisogna escludere di accettare passivamente la legge del più forte che porta alla vassallizzazione e alla politica del sangue”, ha dichiarato Macron, sottolineando come l’accettazione di “una nuova legge coloniale non ha senso”. Un messaggio forte e chiaro, che suona come un riferimento diretto alle recenti pressioni esercitate dall’amministrazione statunitense di Donald Trump, in particolare riguardo alla questione della Groenlandia e alla minaccia di nuovi dazi commerciali.
Un mondo senza regole e il ritorno delle ambizioni imperiali
Secondo il capo dell’Eliseo, il mondo sta attraversando “un passaggio verso un mondo senza regole dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie”. Con oltre 50 guerre in corso, nonostante le ironiche affermazioni di alcuni leader sulla loro presunta risoluzione, Macron ha dipinto un quadro preoccupante di un sistema multilaterale indebolito. In questo scenario, ha affermato, “i nuovi dazi sono inaccettabili, soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale”. Una critica esplicita alle politiche protezionistiche che minacciano di innescare una vera e propria guerra commerciale, con conseguenze potenzialmente devastanti per l’economia globale.
Il presidente francese ha anche denunciato quella che ha definito la “concorrenza” degli Stati Uniti, che a suo dire “chiede massime concessioni e apertamente mira ad indebolire e subordinare l’Europa”. Un’accusa pesante che evidenzia la crescente frattura tra alleati storici e la necessità per l’Europa di trovare una nuova collocazione strategica.
La risposta europea: sovranità, protezione e investimenti
Di fronte a queste sfide, la ricetta di Macron per l’Europa si basa su tre pilastri fondamentali: protezione, semplificazione e investimenti. Deplorando il ritardo competitivo del Vecchio Continente rispetto agli Stati Uniti, il presidente francese ha ammesso che gli europei sono stati “troppo ingenui” di fronte a mercati chiusi o protetti. Per questo, ha annunciato l’intenzione di lavorare con la Commissione Europea per gettare le basi di una “preferenza europea”, un meccanismo volto a proteggere l’industria continentale.
Un punto chiave del suo discorso è stato il richiamo all’utilizzo di strumenti di difesa commerciale già esistenti, come lo strumento anti-coercizione dell’UE, introdotto proprio in risposta alle minacce commerciali. “L’Europa ha strumenti molto potenti e dobbiamo usarli quando non veniamo rispettati”, ha affermato Macron, sottolineando che questo strumento è essenziale anche per “riequilibrare i rapporti con la Cina”.
La difesa del multilateralismo e il ruolo del G7
Nonostante la durezza delle critiche, l’appello di Macron non è stato per un isolazionismo europeo, ma per un rinnovato impegno a favore di un “efficace multilateralismo”. “Non dobbiamo dimenticare quello che abbiamo imparato dalla Seconda guerra mondiale”, ha ammonito, ricordando l’importanza di fori di dialogo e cooperazione. In qualità di presidente di turno del G7, ha espresso l’ambizione di ripristinare il gruppo come un “forum di dialogo” in grado di affrontare le radici degli squilibri globali attraverso una “collaborazione multilaterale”.
La visione di Macron è quella di un’Europa che, pur essendo “a volte troppo lenta” e bisognosa di riforme, resta un luogo “prevedibile, leale e dove si sa che le regole del gioco sono solo lo Stato di diritto”. Un’alternativa chiara alla “brutalità” e al “bullismo”, dove “preferiamo il rispetto ai prepotenti”.
L’intervento di Macron a Davos, arricchito da un’inaspettata nota di stile data dagli occhiali da sole a specchio indossati per un piccolo problema agli occhi, si inserisce in un dibattito globale cruciale sul futuro dell’ordine mondiale. Le sue parole rappresentano non solo una ferma presa di posizione della Francia, ma anche un invito a tutti i partner europei a riflettere sulla propria autonomia strategica e a lavorare insieme per un mondo più giusto e basato sulla cooperazione e non sulla forza.
