Un dramma familiare ha rischiato di consumarsi nel primo pomeriggio di ieri a Catania, nel cuore del rione marinaro della Plaia, dove una bambina di appena cinque mesi è stata salvata in extremis dai Carabinieri mentre la madre, una donna di vent’anni originaria del Bangladesh, tentava di soffocarla con un cuscino. L’intervento dei militari, allertati da una disperata chiamata al 112, ha interrotto un gesto che sarebbe potuto essere fatale, scrivendo un lieto fine a una vicenda di profondo disagio psicologico.

L’allarme della sorella e l’intervento dei Carabinieri

A innescare la catena dei soccorsi è stata la sorella minore della donna, una ragazza di soli quindici anni, che si è trasformata nell’angelo custode della sua nipotina. La giovane madre, in evidente stato di agitazione, aveva manifestato le sue terribili intenzioni inviando un messaggio delirante alla sorella: «Vivrò, morirò premendo il cuscino, morirò anch’io. State bene ragazzi». Comprendendo la gravità della situazione, l’adolescente non ha esitato un istante e ha composto il numero unico di emergenza.

La risposta dell’Arma è stata immediata. Una pattuglia del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale di Catania ha raggiunto in pochi minuti l’abitazione, una palazzina in via Plaia. I militari si sono trovati di fronte alla porta della camera da letto, chiusa a chiave dall’interno. Sentendo che ogni secondo era prezioso, non hanno esitato a sfondare la porta, facendo irruzione nella stanza.

La scena del salvataggio e le condizioni della bambina

All’interno, la scena che si è presentata ai Carabinieri era drammatica: la madre, visibilmente alterata, stava premendo un cuscino sul volto della piccola, adagiata sul letto. Con un’azione fulminea, i militari hanno bloccato la donna, l’hanno allontanata dalla figlia e hanno immediatamente messo in sicurezza la neonata. Hanno praticato un primo massaggio cardiaco alla piccola, che fortunatamente ha ripreso conoscenza in pochi istanti.

La bambina, sebbene scossa, sta bene. Soccorsa dal personale del 118, è stata trasportata per precauzione al Pronto Soccorso dell’ospedale San Marco, dove è stata ricoverata nel reparto di Pediatria per accertamenti. I medici hanno definito le sue condizioni “buone” e non è in pericolo di vita, pur avendo riscontrato un principio di strangolamento.

Il ricovero della madre e le indagini

La madre, in un palese stato confusionale, è stata affidata alle cure dei sanitari e trasportata, sotto scorta, nello stesso ospedale. I medici stanno valutando il suo stato di salute psicofisica e, data la situazione, è stata sottoposta a un Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO), venendo ricoverata nel reparto di Psichiatria per ricevere le cure specialistiche necessarie.

La vicenda ha ora importanti risvolti giudiziari. Del caso sono state informate due Procure:

  • La Procura Distrettuale di Catania, per gli aspetti penali che riguardano il tentato omicidio. L’inchiesta è coordinata dal pm Tiziana Laudani.
  • La Procura per i Minorenni, che dovrà valutare l’adozione di misure urgenti a protezione e tutela della bambina, considerando il grave pericolo corso.

Gli inquirenti stanno ora cercando di ricostruire il contesto familiare e le cause che hanno portato la giovane madre a un gesto così estremo. Secondo le prime informazioni, la donna viveva con la figlia, mentre il marito si sarebbe allontanato da casa nei giorni precedenti l’accaduto. Nello stesso stabile risiedono anche i genitori della donna. Si ipotizza che alla base della crisi possa esserci una grave forma di depressione post-partum.

Di veritas

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