La piazza finanziaria milanese ha aperto le contrattazioni odierne mostrando un segno meno, in sintonia con un più ampio sentiment di debolezza che sta caratterizzando i mercati del Vecchio Continente. L’indice principale, il Ftse Mib, ha segnato nelle prime ore di scambio una perdita dello 0,64%, attestandosi a quota 44.906 punti. A pesare sul sentiment degli operatori sono principalmente le preoccupazioni derivanti dal fronte geopolitico, con un’escalation delle tensioni tra Washington e Bruxelles che minaccia di innescare una nuova guerra commerciale.
Il contesto europeo e le tensioni transatlantiche
Non è solo Milano a soffrire. Anche le altre principali borse europee hanno avviato la seduta in calo, con il DAX di Francoforte, il CAC 40 di Parigi e l’IBEX 35 di Madrid che registrano flessioni simili. Gli investitori appaiono cauti di fronte alle recenti dichiarazioni provenienti dagli Stati Uniti. L’amministrazione Trump ha infatti annunciato l’intenzione di imporre dazi punitivi, inizialmente del 10%, su beni provenienti da otto paesi europei, tra cui Germania, Francia e Danimarca, a partire dal 1° febbraio. Tali dazi potrebbero aumentare fino al 25% a giugno se non si raggiungerà un accordo sulla questione della Groenlandia.
La risposta dell’Unione Europea non si è fatta attendere. Figure di spicco come la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e il Presidente francese, Emmanuel Macron, hanno condannato le mosse statunitensi, parlando della necessità di un’Europa più autonoma e minacciando di utilizzare lo Strumento Anti-Coercizione (ACI), un meccanismo che permetterebbe all’UE di imporre contromisure a livello di accesso ai capitali, proprietà intellettuale e investimenti. Questo scontro, definito da Macron come un tentativo USA di “indebolire e subordinare l’Europa”, sta creando un clima di forte incertezza che si ripercuote inevitabilmente sui mercati finanziari.
Andamento dei singoli titoli a Piazza Affari
Analizzando le performance dei singoli titoli quotati sul Ftse Mib, la seduta odierna mostra un andamento contrastato, con alcuni titoli che soffrono più di altri la congiuntura negativa.
- Prysmian: Il gruppo specializzato nella produzione di cavi ha registrato uno dei cali più significativi in avvio di seduta, con una perdita dell’1,9%. Nonostante recenti performance positive che avevano portato il titolo a toccare nuovi massimi, oggi prevalgono le vendite.
- Moncler: Anche il settore del lusso risente del clima di incertezza, con Moncler che cede l’1,6%. Le tensioni commerciali internazionali rappresentano infatti un fattore di rischio per un settore fortemente orientato all’export.
- Mps (Banca Monte dei Paschi di Siena): L’istituto senese si mostra debole, con un calo dello 0,1%. Il settore bancario, in generale, rimane sotto osservazione in un contesto di tassi di interesse in evoluzione e di prospettive macroeconomiche incerte.
- Inwit: In controtendenza si posiziona Inwit, la società delle torri di trasmissione, che segna un rialzo dello 0,47%. Il titolo dimostra una maggiore resilienza, probabilmente grazie a dinamiche di settore specifiche e meno legate al ciclo economico globale.
Prospettive e analisi di mercato
Gli analisti guardano con cautela alle prossime settimane. Le previsioni per il 2026 indicano un anno potenzialmente volatile, definito da Morgan Stanley come “l’Anno del Ritorno del Rischio”. Se da un lato si prevede una crescita moderata e un’inflazione sotto controllo, dall’altro i rischi geopolitici e le dispute commerciali rimangono i principali fattori in grado di influenzare negativamente i mercati. L’attenzione degli investitori si sposterà sempre più dai dati macroeconomici ai fondamentali delle singole aziende, in un contesto che potrebbe favorire gli asset più rischiosi ma anche richiedere un’attenta selezione dei titoli in portafoglio. La questione dei dazi, come sottolineato da diverse analisi, è destinata a rimanere un tema centrale per tutto l’anno.

