L’attesa è finita. Per dieci facoltosi collezionisti in tutto il mondo, il sogno di possedere una delle hypercar più estreme e pure del pianeta sta per diventare realtà. Apollo Automobil, il costruttore tedesco erede della leggendaria Gumpert, ha ufficialmente avviato la produzione della sua ultima creatura: la Apollo Evo V12. Presentata come concept all’International Import Expo (CIIE) di Shanghai quasi cinque anni fa, questa evoluzione della già impressionante Intensa Emozione (IE) è ora una realtà tangibile, con il telaio numero 001 già in fase di assemblaggio. Un progetto destinato a un’élite di appassionati, non solo per il prezzo che sfiora i 3 milioni di euro (tasse escluse), ma soprattutto per la sua natura intransigente: la Evo è una vettura “track only”, non omologata per l’uso stradale e concepita per scatenare il suo potenziale esclusivamente tra i cordoli dei circuiti.

Il Cuore Pulsante: Un V12 Atmosferico di Nobile Lignaggio

In un’era dominata da elettrificazione e sovralimentazione, la scelta di Apollo per la Evo V12 è una coraggiosa dichiarazione d’amore per la meccanica più pura e coinvolgente. Il cuore di questa bestia da pista è un monumentale motore V12 aspirato da 6.3 litri, capace di erogare la bellezza di 800 CV (789 hp) e 765 Nm di coppia, con un regime di rotazione che può raggiungere gli 8.500 giri/min. Questo propulsore, privo di qualsiasi ausilio ibrido o elettronico, è un’evoluzione del celebre motore Ferrari F140E, l’unità che ha equipaggiato modelli come la F12 Berlinetta, qui ulteriormente affinato e potenziato dalla maestria dell’azienda italiana Autotecnica Motori. La potenza viene scaricata a terra esclusivamente sulle ruote posteriori attraverso un cambio sequenziale a sei rapporti, per un’esperienza di guida viscerale e senza filtri.

Le prestazioni, come prevedibile, sono sbalorditive. Grazie a un peso a secco contenuto in soli 1.300 kg, ottenuto grazie a una monoscocca in fibra di carbonio che pesa appena 165 kg (il 10% in meno e il 15% più rigida rispetto a quella della IE), la Evo V12 scatta da 0 a 100 km/h in soli 2,7 secondi e raggiunge una velocità massima di 335 km/h. A tenere a bada tale esuberanza provvedono un impianto frenante carboceramico e pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2 R montati su cerchi in alluminio forgiato da 20 pollici all’anteriore e 21 al posteriore.

Un Design Plasmato dal Vento e dall’Emozione

Se la meccanica è un inno alla tradizione, l’estetica della Apollo Evo V12 è un audace sguardo al futuro. Il design, opera di Jowyn Wong, è un’evoluzione ancora più radicale di quello della Intensa Emozione, ispirato a un mix tra un prototipo da Le Mans e un’astronave da fantascienza. Ogni linea, ogni appendice aerodinamica è stata concepita con un unico scopo: la massima efficienza in pista. Spiccano i nuovi gruppi ottici a LED con un motivo a X, sia all’anteriore che al posteriore, e un’aerodinamica attiva estremamente sofisticata. Un’ala posteriore idraulica, in grado di attivarsi in meno di un secondo, lavora in sinergia con le altre appendici per generare un carico aerodinamico impressionante: oltre 1.300 kg a 320 km/h, garantendo una stabilità e un’aderenza in curva fenomenali.

L’abitacolo, definito “scheletrizzato”, è un’estensione di questa filosofia funzionale. Le strutture portanti in fibra di carbonio e alluminio stampato in 3D sono lasciate a vista, creando un ambiente in cui il pilota è al centro di un sistema meccanico visibile e tangibile. Sedili da corsa ultraleggeri, pedaliera scorrevole e un volante progettato per la guida estrema completano un cockpit dove ogni elemento è votato alla performance, senza concessioni al lusso superfluo.

Un Puzzle Tecnologico Globale

La realizzazione di un’opera d’arte ingegneristica come la Apollo Evo V12 è il risultato di una complessa sinergia tra alcune delle migliori eccellenze del settore automobilistico. La produzione e lo sviluppo sono stati curati dalla piemontese Manifattura Automobili Torino (M.A.T.), l’atelier fondato da Paolo Garella, già noto per progetti come la New Stratos e la stessa Apollo Intensa Emozione. A questa si affianca la tedesca HWA AG, l’azienda fondata da Hans Werner Aufrecht (la ‘A’ di AMG), che ha messo a disposizione il suo immenso know-how derivato da decenni di successi nel motorsport, in particolare nel DTM con Mercedes-Benz. Questa partnership strategica ha permesso di affinare aspetti cruciali come l’affidabilità, la calibrazione del powertrain e la dinamica del veicolo, portando la Evo a un livello di perfezione tecnica assoluta.

L’Eredità di Gumpert e il Futuro di Apollo

La storia di Apollo Automobil affonda le sue radici nella Gumpert Sportwagenmanufaktur, fondata nel 2004 da Roland Gumpert, ex direttore di Audi Sport e uno dei padri della trazione integrale Quattro. Dopo il fallimento nel 2013, l’azienda è stata acquisita dalla holding di Hong Kong Ideal Team Venture (proprietaria anche del marchio De Tomaso), che l’ha rilanciata con il nome di Apollo Automobil. La Evo V12 rappresenta il culmine di questo percorso di rinascita, unendo l’ingegneria tedesca all’inconfondibile cuore italiano e a un design che sfida ogni convenzione. Con le prime consegne previste per la prima metà del 2026, la Apollo Evo V12 è pronta a scrivere un nuovo, emozionante capitolo nella saga delle hypercar da sogno.

Di davinci

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