Roma – Un mercato da oltre mille miliardi di euro, in piena trasformazione e con prospettive di crescita significative trainate dall’innovazione tecnologica. È questa la fotografia dell’ecosistema europeo delle telecomunicazioni presentata a Roma durante l’evento “Shaping Horizons In Future Telecommunications”. I dati, inediti e di grande rilevanza strategica, sono emersi dal white paper “A Techno-Economic View of the Future Telecommunications”, frutto del lavoro di RESTART, il partenariato esteso per le telecomunicazioni del futuro. Finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) con 116 milioni di euro, il programma RESTART vede la collaborazione di 135 partner tra università, centri di ricerca e aziende.
Secondo lo studio, realizzato in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, il valore complessivo del settore si attesta a 1.142 miliardi di euro, con una stima di crescita dell’8% da qui al 2030. Un dato apparentemente molto positivo, che nasconde però dinamiche interne profondamente diverse e indica un cambiamento strutturale in atto nel cuore dell’economia digitale europea.
Una Crescita a Due Velocità: Tradizione contro Innovazione
L’analisi dettagliata dei dati rivela una netta biforcazione nel settore. Da un lato, i segmenti storicamente presidiati dagli operatori di telecomunicazioni tradizionali (le cosiddette “telco”) mostrano una crescita debole o, in alcuni casi, una contrazione. I servizi e le applicazioni digitali legate alla connettività, pur valendo 103 miliardi di euro, cresceranno solamente dell’1,4%, evidenziando come la spinta maggiore del digitale si stia concentrando in aree oggi dominate dalle Big Tech.
Dall’altro lato, i settori più innovativi registrano tassi di crescita esponenziali. Le tecnologie abilitanti, un segmento che include intelligenza artificiale (AI), cloud e gestione dei dati, rappresentano il vero motore di questa espansione. Con un valore attuale di 329 miliardi di euro, si prevede che questo comparto crescerà del 14,2%, trainando l’intero ecosistema. Anche i servizi di connettività, nel loro complesso, mostrano una buona dinamica con un valore di 306 miliardi di euro e una crescita attesa del 6,8%.
Ecco una scomposizione più dettagliata dei vari livelli dell’ecosistema:
- Infrastrutture: Il livello infrastrutturale è in crescita di quasi il 7%. Le infrastrutture fisse (84 mld, +6,7%), mobili (56 mld, +6,9%) e IT (105 mld, +6,8%) mostrano una solida progressione.
- Management e Provisioning: Questo livello, al contrario, evidenzia una leggera decrescita complessiva (-0,6% per le attività di integrazione).
- Tecnologie Abilitanti (AI, Cloud, Dati): Con 329 miliardi di euro di valore e una crescita del 14,2%, è il segmento più dinamico e strategico.
- Servizi di Connettività: Valgono 306 miliardi e crescono del 6,8%, con una performance particolarmente positiva per i servizi specializzati e l’IoT.
Il Ruolo Strategico delle TLC per la Competitività Europea
L’evento romano, che ha visto la partecipazione di figure di spicco come l’ex premier Enrico Letta e i CEO dei principali operatori del settore, ha sottolineato come le telecomunicazioni non siano più solo un’infrastruttura, ma un fattore centrale per la competitività industriale e l’autonomia tecnologica dell’Europa. Letta, nel suo intervento, ha ribadito che le telecomunicazioni, insieme a finanza ed energia, sono uno dei tre pilastri su cui costruire il rilancio del continente, evidenziando la debolezza strutturale causata dalla frammentazione del Mercato Unico.
Il professor Antonio Capone, Vice Presidente e Responsabile Scientifico di RESTART, ha spiegato la necessità di un’analisi che andasse oltre la ricerca scientifica pura per abbracciare il contesto tecno-economico. L’obiettivo del programma RESTART è proprio quello di fornire strumenti per comprendere e governare le trasformazioni del settore, sostenendo lo sviluppo di reti programmabili, automazione basata su AI, sicurezza e efficienza energetica.
Le Sfide Future: Regolamentazione, Investimenti e Competenze
Il futuro del settore dipenderà dalla capacità dell’Europa di affrontare sfide cruciali. La discussione si è concentrata sulla necessità di nuove regole europee, come il futuro Digital Networks Act, sul consolidamento del mercato e su nuovi modelli di gestione delle infrastrutture. La combinazione di investimenti mirati, una regolamentazione adeguata e strategie industriali lungimiranti è considerata indispensabile per trasformare il potenziale tecnologico in crescita economica reale e sicurezza strategica.
L’adozione massiccia dell’intelligenza artificiale, se da un lato accelera lo sviluppo, dall’altro solleva preoccupazioni in termini di cybersecurity, governance e necessità di nuove competenze. La transizione verso architetture basate sul cloud, definite “cloud-native”, è fondamentale per ridurre i costi e aumentare l’agilità, ma richiede un superamento delle sfide legate all’interoperabilità e agli standard aperti. Il messaggio emerso da Roma è inequivocabile: la trasformazione delle telecomunicazioni non è solo un’opportunità di mercato, ma una priorità strategica per il futuro dell’Europa nel prossimo decennio.
