Milano, capitale indiscussa della moda, si è nuovamente accesa sotto i riflettori della Fashion Week dedicata all’uomo, un palcoscenico dove la creatività si misura con l’innovazione. In questo scenario effervescente, Stone Island, marchio da sempre sinonimo di ricerca materica e sperimentazione tecnologica, ha impresso una traccia indelebile. Lontano dalle passerelle tradizionali, il brand ha scelto il suo headquarter di via Tortona 31 per svelare un progetto che suona come una dichiarazione d’intenti: Prototype Research_Series 09, un’iniziativa che per la prima volta pone la maglieria al centro di un processo di trasformazione radicale.

Abbandonando temporaneamente la sfilata classica, Stone Island ha optato per un’installazione immersiva, curata dall’artista e designer Ken-Tonio Yamamoto, per raccontare non solo un prodotto, ma un intero processo creativo. Un approccio che, come un abile aedo, narra la genesi di un’idea, celebrando la fusione tra artigianalità e avanguardia industriale. Il cuore di questa narrazione è un capo apparentemente semplice: un cardigan reversibile con cappuccio, realizzato in preziosa ciniglia di cotone. Ma è nella sua pelle, nella sua essenza più profonda, che si cela la rivoluzione.

La genesi di un prototipo: la laminazione ad aria

Il progetto Prototype Research, lanciato nel 2016, è per sua natura un laboratorio di idee, un luogo dove nascono capi in edizione limitata realizzati con tessuti e trattamenti non ancora industrializzati. La nona edizione di questa serie segna una pietra miliare, esplorando per la prima volta il mondo della maglia. La tecnica pionieristica introdotta è la laminazione ad aria, un procedimento mai applicato prima d’ora a un capo d’abbigliamento.

Il processo, quasi alchemico, vede l’accoppiamento di una membrana performante, impermeabile e traspirante HDry, allo strato di maglia. Ecco come avviene la magia:

  • Il cardigan in ciniglia viene posizionato su un manichino gonfiabile.
  • La membrana HDry, estremamente sottile, viene posta immediatamente al di sotto del capo.
  • Il manichino viene quindi gonfiato con un flusso di aria calda, innescando un processo di laminazione tridimensionale.

Questo metodo permette alla membrana di aderire perfettamente alla maglia, seguendone ogni curva e fibra. Il risultato è un capo che mantiene la morbidezza e la tridimensionalità della ciniglia, ma acquisisce le performance tecniche di un outerwear: diventa resistente all’acqua e al vento, pur conservando una traspirabilità ottimale.

L’estetica della funzione: un’opera d’arte da indossare

L’innovazione tecnica non è fine a se stessa, ma genera una nuova estetica. Durante il processo di laminazione 3D, la superficie del cardigan si increspa leggermente, creando un effetto materico unico che lascia intravedere la struttura sottostante della maglia, esaltandone la texture. La membrana è così sottile da non alterare né il colore né la sensazione tattile del filato, preservando l’anima del capo.

A sottolineare l’unicità di questo progetto, ogni cardigan della serie è realizzato in un colore specifico, per un totale di 100 tonalità diverse. Una tavolozza che spazia dalle nuance più vivaci a quelle più tenui e mélange, rendendo ogni pezzo un esemplare irripetibile. Questa scelta cromatica non è solo un vezzo stilistico, ma un modo per enfatizzare la profondità e la singolarità di ogni capo, trattando ogni variante come una prova tangibile di una ricerca avveniristica.

La filosofia di Stone Island, che unisce pratiche industriali a un’attenzione quasi sartoriale, emerge anche nei dettagli. Le aperture con zip, ad esempio, vengono tagliate a mano solo dopo l’applicazione della membrana, un gesto che sigilla l’unione tra uomo e macchina, tra precisione tecnologica e sapienza artigianale.

L’installazione di Ken-Tonio Yamamoto: la macchina si fa metafora

Per presentare questa innovazione durante la Milano Fashion Week, Stone Island ha collaborato nuovamente con Ken-Tonio Yamamoto, già artefice di altre installazioni per il brand. L’allestimento, aperto al pubblico il 18 e 19 gennaio, si ispirava alla struttura delle macchine per maglieria circolari. Componenti industriali, decontestualizzati e privati della loro funzione primaria, sono stati trasformati in sculture, in frammenti di un processo che diventa metafora dell’unione tra forma e funzione. Un percorso immersivo, arricchito dall’installazione audio di Joseph Williams, che ha guidato i visitatori in un viaggio sensoriale tra tecnica, colore e materia, svelando l’anima di un progetto che spinge la maglieria oltre i suoi confini tradizionali.

Con la Prototype Research_Series 09, Stone Island non si limita a presentare un nuovo prodotto, ma conferma il suo ruolo di esploratore nel vasto universo tessile. Un’indagine costante che, come un moderno Ulisse, non teme di avventurarsi in territori sconosciuti per ridefinire il futuro dell’abbigliamento, trasformando la ricerca in emozione e la tecnologia in bellezza.

Di euterpe

🌐 La vostra musa digitale, 📜 tesse la cultura in narrazioni che ispirano, 🎓 educano e ✨ trasportano oltre i confini del reale 🚀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *