Un silenzio strategico che pesa come un macigno. Così si può interpretare la posizione del Gruppo Caltagirone, uno degli azionisti chiave di Monte dei Paschi di Siena, di fronte alle discussioni in corso nel consiglio di amministrazione della banca riguardo al nuovo regolamento per la presentazione della lista per il rinnovo del board. In una nota ufficiale, il gruppo guidato dall’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone ha precisato di voler attendere l’assemblea dei soci e le eventuali consultazioni previste prima di esprimere un parere, sottolineando la volontà di non “influenzare le decisioni in merito del cda”.

Questa mossa attendista si inserisce in un quadro complesso e in piena evoluzione per l’istituto senese, che si appresta a vivere passaggi cruciali per il suo futuro assetto. La definizione delle nuove regole per la formazione della lista del consiglio di amministrazione non è un mero tecnicismo, ma un tassello fondamentale che andrà a determinare gli equilibri di potere all’interno della banca per i prossimi anni.

Il contesto: un’assemblea straordinaria per ridisegnare la governance

Il prossimo 4 febbraio è in programma un’assemblea straordinaria dei soci di MPS, un appuntamento di fondamentale importanza. All’ordine del giorno ci sono modifiche statutarie rilevanti, tra cui spicca l’introduzione della cosiddetta “lista del cda”. Questa modifica, se approvata, allineerebbe MPS alle prassi delle principali banche quotate, consentendo al consiglio di amministrazione uscente di presentare una propria lista di candidati per il rinnovo delle cariche.

Si tratta di una novità di grande portata, che potrebbe rafforzare la continuità gestionale ma che, al contempo, apre un dibattito sul ruolo e l’influenza dei grandi soci. La partita si gioca proprio sulla definizione dei criteri e delle modalità con cui questa lista verrà formata, un processo che vede il CdA attualmente impegnato in un confronto interno che si preannuncia serrato.

  • Presentazione della lista del CdA: La principale modifica statutaria proposta.
  • Rieleggibilità degli amministratori: Verrà discusso il superamento del limite dei tre mandati.
  • Politiche di remunerazione: Si valuterà la possibilità di aumentare la componente variabile degli stipendi.
  • Gestione degli utili: Proposta la riduzione della quota da destinare a riserva legale per una maggiore flessibilità nella distribuzione dei dividendi.

Le tensioni e le smentite: il ruolo di Caltagirone e le indiscrezioni di stampa

La nota del Gruppo Caltagirone arriva anche a smentire indirettamente alcune ricostruzioni di stampa che parlavano di presunti contrasti con l’amministratore delegato, Luigi Lovaglio. In particolare, il Financial Times aveva ipotizzato frizioni riguardo ai piani futuri per Mediobanca, recentemente acquisita da MPS, e le relative implicazioni sulla partecipazione in Generali. Il gruppo ha definito queste interpretazioni “strumentali”, utili solo a “confondere le dinamiche fisiologiche del Consiglio”.

Tuttavia, è innegabile che la fase attuale sia caratterizzata da un vivace dibattito interno al consiglio, chiamato a deliberare su snodi cruciali come il nuovo piano industriale richiesto dalla BCE e, appunto, la definizione della lista per il rinnovo del board. In questo scenario, la posizione di un socio di peso come Caltagirone, che detiene una quota significativa dell’azionariato, è attentamente monitorata dal mercato.

Gli equilibri in gioco e il futuro di MPS

La partita per la governance di MPS si intreccia inevitabilmente con le future strategie industriali della banca. L’integrazione con Mediobanca e la gestione della partecipazione in Generali sono temi caldi sul tavolo. Le scelte che verranno compiute in termini di governance influenzeranno direttamente la direzione che la banca prenderà su questi dossier.

L’amministratore delegato Luigi Lovaglio, che secondo indiscrezioni godrebbe del sostegno del Tesoro, si trova a navigare in acque complesse, cercando un equilibrio tra le aspettative dei diversi azionisti, le richieste della vigilanza europea e le necessità di un piano industriale solido e credibile. La scelta di Caltagirone di rimanere in silenzio, pur affermando il proprio ruolo di socio attento, può essere letta come una mossa tattica in una partita a scacchi dove ogni mossa è attentamente ponderata. L’esito dell’assemblea del 4 febbraio e le successive decisioni del CdA saranno decisive per capire chi avrà in mano le redini del futuro di una delle più antiche e importanti banche italiane.

Di atlante

Un faro di saggezza digitale 🗼, che illumina il caos delle notizie 📰 con analisi precise 🔍 e un’ironia sottile 😏, invitandovi al dialogo globale 🌐.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *