LECCE – La lotta dello Stato contro la criminalità organizzata in Salento vive ore di alta tensione. Una lettera contenente un esplicito “augurio di morte” è stata recapitata all’ufficio della Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) del Tribunale di Lecce, Maria Francesca Mariano. Questo ennesimo atto intimidatorio si inserisce in una scia di minacce che da oltre due anni bersagliano la magistrata, costringendola a vivere sotto scorta dal settembre del 2023. La Squadra Mobile di Lecce ha immediatamente sequestrato la missiva e avviato le indagini per risalire ai responsabili.

L’Origine delle Minacce: l’Operazione “The Wolf”

Le intimidazioni nei confronti della gip Mariano e della pubblico ministero della DDA, Carmen Ruggiero, anch’ella sotto scorta, sono iniziate in seguito alla vasta operazione antimafia denominata “The Wolf”. Nel luglio 2023, un’inchiesta coordinata dalla pm Ruggiero portò all’emissione da parte della gip Mariano di 22 ordinanze di custodia cautelare che smantellarono il potente clan Lamendola-Cantanna, ritenuto una frangia della Sacra Corona Unita (SCU) attiva nel brindisino, in particolare tra Mesagne, San Vito dei Normanni e Carovigno. L’operazione “The Wolf” ha portato a galla un sistema criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, tentato omicidio e detenzione illegale di armi, reati aggravati dal metodo mafioso. Le indagini hanno svelato la “forza di intimidazione che aveva piegato il territorio”, come scritto dalla stessa giudice Mariano nella sua ordinanza. Le successive condanne, per un totale di quasi tre secoli di reclusione, hanno confermato la solidità dell’impianto accusatorio, infliggendo un colpo durissimo al clan.

Una Terrificante Escalation di Intimidazioni

Quella della lettera con l’augurio di morte è solo l’ultima di una serie di azioni volte a terrorizzare la giudice Mariano. La sequenza degli atti intimidatori è agghiacciante e testimonia la ferocia e la determinazione del clan nel voler fermare l’azione della magistratura.

  • Settembre 2023: A seguito dell’operazione “The Wolf”, viene intercettata una lettera uscita dal carcere di Lecce contenente minacce di morte esplicite sia per la gip Mariano che per la pm Ruggiero, portando all’immediata assegnazione della scorta.
  • Novembre 2023: Viene intercettata una seconda lettera, questa volta scritta con il sangue, che porta a un rafforzamento delle misure di protezione per entrambe le magistrate.
  • Febbraio 2024: Un atto di una violenza simbolica inaudita. Davanti all’abitazione della giudice viene recapitata una testa di capretto insanguinata, infilzata da un coltello da macellaio e accompagnata da un biglietto con la scritta “Così”.
  • Ottobre 2024: All’interno dell’aula di udienza del tribunale di Lecce, viene ritrovata una fotografia della giudice, ritagliata da un quotidiano, circondata dal disegno di una bara con delle croci, tracciato con un pennarello nero.
  • Novembre 2024: La stessa magistrata scopre nel cimitero di Galatina, a pochi metri dalla tomba del padre, una testa mozzata di capretto con un coltello e un biglietto con la scritta “Prima o poi…”. Un gesto che dimostra come gli aguzzini conoscano le sue abitudini e la sua vita privata.
  • Gennaio 2026: Una lettera contenente solo una croce disegnata su un foglio viene intercettata prima che possa raggiungere l’ufficio della gip. Pochi giorni dopo, arriva la missiva con l'”augurio di morte”.

Per alcuni di questi atti è stato individuato come mandante Pancrazio Carrino, 42enne affiliato al clan, già detenuto, che avrebbe agito per intimidire e condizionare l’operato dei magistrati.

La Risposta dello Stato e della Società Civile

Di fronte a questa inaccettabile aggressione, la risposta dello Stato non si è fatta attendere. Le indagini della Squadra Mobile di Lecce proseguono senza sosta per identificare tutti i responsabili. La scorta assegnata alla gip Mariano è di secondo livello, con auto blindata e militari specializzati, a testimonianza della gravità della situazione. Numerose sono state le manifestazioni di solidarietà dal mondo politico e istituzionale, che hanno condannato con fermezza i gesti vili e hanno espresso massima vicinanza alle magistrate. Nonostante il clima di terrore, la giudice Mariano non ha mai fatto un passo indietro, continuando a svolgere il suo lavoro e partecipando a incontri con i giovani per diffondere la cultura della legalità. “Pensano che la donna sia più emotiva e più fragile, ma dal punto di vista della resistenza e della forza interiore non ha eguali”, ha dichiarato in una precedente intervista, dimostrando una forza d’animo incrollabile.

Un Attacco al Cuore della Democrazia

Le minacce alla gip Maria Francesca Mariano e alla pm Carmen Ruggiero non sono un attacco a due singole persone, ma un assalto diretto al cuore dello Stato e ai principi di legalità e giustizia. La Sacra Corona Unita, con la sua violenza arcaica e brutale, tenta di riaffermare il proprio controllo sul territorio, cercando di piegare le istituzioni con il terrore. La resilienza e il coraggio di queste due magistrate rappresentano un baluardo invalicabile e un esempio per tutta la società civile, chiamata a stringersi attorno ai suoi servitori più esposti per non lasciarli soli in questa battaglia fondamentale per la democrazia.

Di veritas

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