Rabat – Una vittoria che sa di impresa, ma macchiata da un gesto che ha fatto il giro del mondo e ha scatenato l’ira dei vertici del calcio mondiale. Il Senegal è campione d’Africa per la seconda volta consecutiva, ma il trionfo per 1-0 contro i padroni di casa del Marocco è destinato a rimanere negli annali più per il caos scoppiato nei minuti finali dei tempi regolamentari che per il gol decisivo di Pape Gueye ai supplementari. A porre un sigillo indelebile sulla vicenda sono arrivate le parole inequivocabili del presidente della FIFA, Gianni Infantino, che ha definito “inaccettabili” le scene a cui si è assistito allo stadio di Rabat.
La cronaca di una finale surreale
La tensione era palpabile sin dal fischio d’inizio, in una finale che vedeva contrapposti i campioni in carica del Senegal e l’ambiziosa nazionale del Marocco, spinta dal pubblico di casa. La partita, bloccata e combattuta, è esplosa nel recupero dei tempi regolamentari. All’ottavo dei minuti addizionali, sul risultato di 0-0, l’arbitro Jean-Jacques Ndala, dopo una lunga revisione al VAR, ha concesso un calcio di rigore al Marocco per un contatto in area. È stato il punto di rottura. La reazione del Senegal è stata furiosa e plateale: su indicazione del commissario tecnico Pape Thiaw, i giocatori, guidati da alcuni membri dello staff, hanno abbandonato il terreno di gioco in segno di protesta, rientrando negli spogliatoi.
Per circa sedici, interminabili minuti, la finale è rimasta sospesa in un clima surreale, con i giocatori marocchini attoniti in campo e sugli spalti che si accendevano focolai di tensione tra le tifoserie e le forze dell’ordine. A sbloccare l’impasse è stato il capitano senegalese Sadio Mané, che ha mediato per convincere i compagni a tornare in campo. Una volta ripreso il gioco, si è consumato il secondo dramma sportivo della serata: Brahim Diaz, incaricato della battuta, ha tentato un audace “cucchiaio”, ma il portiere senegalese Édouard Mendy non si è fatto sorprendere, parando facilmente il tiro e mantenendo vive le speranze dei suoi.
Scampato il pericolo, il Senegal ha trovato nuove energie e, nel primo tempo supplementare, ha sferrato il colpo del KO con un potente sinistro di Pape Gueye, che ha trafitto Bounou e consegnato la coppa ai Leoni della Teranga.
La dura condanna di Infantino e della CAF
Se a Dakar la festa è esplosa, a Zurigo e al Cairo le reazioni sono state di tutt’altro tenore. Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, non ha usato mezzi termini per stigmatizzare l’accaduto. “Purtroppo, abbiamo anche assistito a scene inaccettabili sul campo e sugli spalti“, ha dichiarato in una nota ufficiale. “Condanniamo fermamente il comportamento di alcuni ‘tifosi’, nonché di alcuni giocatori senegalesi e membri dello staff tecnico. È inaccettabile abbandonare il campo di gioco in questo modo e, allo stesso modo, la violenza non può essere tollerata nel nostro sport, semplicemente non è giusto“.
Infantino ha sottolineato la necessità di rispettare sempre le decisioni arbitrali e ha invitato gli organi disciplinari competenti a prendere i dovuti provvedimenti. “Le brutte scene a cui abbiamo assistito devono essere condannate e non devono mai più ripetersi. Ribadisco che non hanno posto nel calcio“, ha concluso il numero uno della FIFA. Anche la Confederazione Africana del Calcio (CAF) ha annunciato l’apertura di un’indagine, promettendo “provvedimenti appropriati” contro i responsabili.
Le conseguenze: dal ricorso del Marocco alle scuse del CT
La vicenda è tutt’altro che conclusa. La Federcalcio del Marocco ha già annunciato di voler presentare un ricorso formale a CAF e FIFA, sostenendo che il ritiro temporaneo del Senegal abbia “avuto un impatto significativo sul regolare svolgimento della partita”. Dall’altra parte, è arrivato un parziale mea culpa dal CT senegalese, Pape Thiaw, che ha ammesso l’errore: “Non ho apprezzato affatto il fatto di aver detto ai miei giocatori di lasciare il campo. Chiedo scusa al mondo del calcio“. Ora si attendono le decisioni degli organi di giustizia sportiva, che potrebbero portare a sanzioni severe per la federazione senegalese, nonostante il titolo conquistato sul campo. Una vittoria storica, ottenuta però al termine di una notte che ha offerto un’immagine dannosa per tutto il calcio africano.
