Nel cuore pulsante della Milano Fashion Week, la maison svizzera Bally ha svelato la sua collezione Autunno/Inverno 2026/27, un omaggio eloquente e profondamente radicato al proprio DNA: il mondo alpino. L’evento, più che una semplice presentazione, si è configurato come un’esperienza immersiva, un dialogo tra passato e futuro in cui l’eredità sportiva del marchio, fondato nel 1851, è stata la musa ispiratrice di una narrazione stilistica audace e contemporanea. La “Alpine Collection” non è un mero esercizio di nostalgia, ma una riaffermazione potente di un’identità costruita su vette innevate, esplorazioni audaci e un’artigianalità che sfida il tempo e le intemperie.

Un Viaggio nell’Archivio: le Radici dell’Eccellenza

Per comprendere appieno la portata di questa collezione, è necessario compiere un passo indietro nel tempo, sfogliando le pagine di una storia gloriosa. Bally non è nuova alle sfide dell’alta quota; al contrario, ne è stata protagonista. La collezione A/I 2026/27 attinge a piene mani da questo patrimonio, riportando alla luce pezzi iconici che hanno segnato tappe fondamentali nell’alpinismo e nel design.

  • La suola “Sparta”: Un’innovazione degli anni Venti, questa suola dentellata, concepita per garantire aderenza e sicurezza, ritorna come dettaglio funzionale e simbolo identitario, a testimonianza di una ricerca costante della performance.
  • La spedizione sull’Everest del 1947: Bally fornì le calzature da trekking per la spedizione svizzera, consolidando la sua reputazione di affidabilità in condizioni estreme. Questi modelli sono il prototipo di una funzionalità che oggi si traduce in un’estetica urbana e ricercata.
  • Tenzing Norgay e la conquista dell’Everest (1953): L’immagine dello sherpa Tenzing Norgay sulla vetta del mondo, con ai piedi gli stivali Bally in pelle di renna, è impressa nella memoria collettiva. Quegli scarponi, i “Reindeer Himalaya boot”, realizzati per offrire massima protezione e isolamento, rappresentano il culmine di un’alleanza tra l’uomo e la montagna, un’epopea di cui Bally fu parte integrante.
  • Le Olimpiadi Invernali del 1956: L’iconico “curling boot”, reso celebre dalla squadra svizzera a Cortina d’Ampezzo, è un altro pilastro dell’heritage Bally. La sua silhouette inconfondibile ha attraversato i decenni, diventando un simbolo di stile après-ski.

La Collezione Alpine: Tra Funzionalità e Lusso Contemporaneo

Sotto la guida del direttore del design Simone Bellotti, che ha infuso nel marchio una visione contemporanea pur rispettandone l’eredità, la collezione A/I 2026/27 si articola in un guardaroba che fonde l’eleganza urbana con la performance tecnica. I materiali sono i protagonisti indiscussi: shearling avvolgenti, lane pregiate e volumi imbottiti creano silhouette protettive e confortevoli, pensate per un uso ibrido tra la città e le avventure outdoor.

Le calzature, da sempre cuore pulsante del brand, presentano novità significative che dialogano con la storia:

  • Il City Curling: Una rivisitazione dello storico stivale da curling del 1956, questo nuovo modello è pensato per l’ambiente metropolitano, conservando il comfort e il calore dell’originale ma con un design più snello e versatile.
  • L’Alpine Boot: Proposto in vitello e lana, questo stivale incarna la quintessenza dell’escursionismo di lusso. Dettagli in shearling, lacci robusti e ganci metallici che richiamano la tradizione alpinistica ne fanno un pezzo statement, sintesi perfetta di stile e funzionalità.

La collezione si arricchisce inoltre di nuove stampe che evocano paesaggi montani. Una personale interpretazione del camouflage prende vita da fitte ripetizioni di pini svizzeri e conifere innevate, creando un effetto visivo suggestivo. L’iconica “B” del marchio si trasforma in un elegante motivo trapuntato in rilievo, impreziosendo borse, accessori e capi ready-to-wear, aggiungendo un tocco di riconoscibilità discreta e lussuosa.

Un Nuovo Capitolo: la Proprietà di Regent LP

La presentazione milanese segna anche un momento significativo per la struttura aziendale della maison. Bally è recentemente passata sotto la proprietà di Regent LP, un gruppo di investimento privato californiano orientato a strategie a lungo termine. Questa acquisizione, avvenuta in un momento delicato per il brand, sembra aver scongiurato rischi maggiori, aprendo la strada a un nuovo capitolo. L’approccio di Regent, che vanta nel suo portafoglio altri marchi di lusso, potrebbe fornire a Bally la stabilità e le risorse necessarie per valorizzare ulteriormente il suo straordinario patrimonio, consolidando il suo posizionamento nel segmento del lusso tecnico e senza tempo.

In conclusione, la collezione “Alpine” è una dichiarazione d’intenti. Bally non si limita a celebrare il suo passato, ma lo utilizza come una solida base per costruire il futuro. Un futuro in cui l’eleganza svizzera, la precisione artigianale e lo spirito pionieristico delle origini si fondono con le esigenze dell’uomo moderno, pronto a conquistare tanto le vette metropolitane quanto quelle alpine.

Di euterpe

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