Milano, capitale indiscussa della moda, ha assistito a un debutto che va oltre la semplice presentazione di una collezione, per trasformarsi in una dichiarazione d’intenti, un ponte tra culture e una riflessione sulla materia. Victor Reginald Bob Abbey-Hart, designer di origine ghanese e fondatore del marchio eponimo Victor-Hart™, ha calcato per la prima volta la passerella ufficiale della Milano Fashion Week Uomo, presentando una visione che intreccia sapientemente le sue radici con un’estetica radicalmente contemporanea. La sua collezione, intitolata “Anatomy of Void” (Anatomia del Vuoto), è un’indagine profonda sulla forma e sulla funzione, che elegge il denim a protagonista assoluto, elevandolo da tessuto quotidiano a elemento strutturale e scultoreo.

Il Percorso di un Visionario: da Saltpond a Bologna

La storia di Victor Hart è quella di un talento coltivato tra due continenti. Nato a Saltpond, in Ghana, e formatosi artisticamente come scultore e pittore, ha sviluppato fin da giovane una sensibilità per la forma, la texture e la narrazione. Questo background si riflette in ogni sua creazione, dove l’abito diventa un dialogo tra identità, cultura e modernità. Il suo percorso lo ha portato in Italia, prima a Milano per specializzarsi alla Haute Future Fashion Academy, poi a Bologna, città dove ha stabilito la base del suo brand, fondato ufficialmente nel 2020. Le esperienze professionali sono state altrettanto formative, con collaborazioni per colossi globali come Calvin Klein, H&M e American Eagle, e un ruolo da Direttore Creativo che gli ha permesso di affinare la sua visione, sempre attenta alla sostenibilità.

Il suo approccio non è mai stato convenzionale. Hart cita tra i suoi riferimenti figure iconiche come Virgil Abloh, John Galliano e Rei Kawakubo, designer che hanno usato la moda come spazio creativo per trasformare i capi, piuttosto che concentrarsi unicamente sulla commerciabilità. Questa filosofia è evidente nel suo lavoro, che si propone come una critica al consumismo moderno attraverso un design socialmente consapevole.

“Anatomy of Void”: Quando il Workwear Diventa Lusso

La collezione Autunno/Inverno 2026-27 presentata a Milano è un manifesto della poetica di Hart. L’ispirazione nasce da un’osservazione attenta e quasi antropologica del mondo del lavoro, in particolare quello dei lavoratori edili in Ghana, fuso con una reinterpretazione del workwear europeo. Il risultato è un guardaroba che sfida l’idea tradizionale di uniforme. Nelle mani di Hart, l’uniforme non è conformità, ma diventa sinonimo di fiducia, responsabilità e libertà: una seconda pelle progettata per offrire comfort e funzionalità senza sacrificare l’eleganza.

Il denim è il cuore pulsante della collezione. Trattato in modo radicale, acquisisce una nuova tridimensionalità. Lavaggi complessi, abrasioni, tinture industriali e patine che simulano terra, fango e polvere, conferiscono al tessuto una profondità materica, quasi un vissuto. Le silhouette sono studiate e scultoree: giacche da lavoro con maniche a raglan, pantaloni oversize double-face, tute, cappotti-mantella e overalls vengono decostruiti e raffinati attraverso un’attenta sartorialità. I volumi sono ampi ma controllati, pensati per muoversi con il corpo, e i dettagli funzionali come tasche e cuciture diventano elementi estetici primari.

La palette cromatica è un’ode alla terra, con tonalità di marroni, neutri argillosi e indigo consumato, a cui si aggiunge un uso simbolico e potente del blu Klein, che diventa materia, segno e accessorio, come nei cappelli oversize che ridefiniscono la silhouette.

Il Ruolo Cruciale dell’Afro Fashion Association

Il successo di questo debutto non sarebbe stato completo senza il supporto strategico dell’Afro Fashion Association. Fondata nel 2015 da Michelle Ngonmo, questa organizzazione no-profit gioca un ruolo fondamentale nel promuovere la diversità e l’inclusione nel mondo della moda. Agendo come ponte tra l’Italia e l’Africa subsahariana, l’associazione offre una piattaforma internazionale a designer emergenti africani o di discendenza africana, utilizzando la moda come strumento di scambio interculturale, empowerment e sviluppo economico sostenibile. Il sostegno a Victor Hart rientra perfettamente in questa missione, dimostrando come la sinergia tra talento creativo e supporto strutturato possa generare un impatto significativo, portando nuove voci e prospettive nel calendario ufficiale di una delle settimane della moda più importanti al mondo.

Una Visione per il Futuro

Il debutto di Victor Hart è più di un semplice evento di moda; è un segnale potente. Rappresenta l’affermazione di un design che è allo stesso tempo glocal, capace di attingere a un patrimonio culturale specifico per parlare un linguaggio universale. La sua capacità di trasformare il funzionale in scultura indossabile e di infondere in ogni capo una narrazione profonda segna un punto di svolta. Con la sua visione che unisce artigianato rigoroso, estetica minimalista e un forte impegno etico, Victor Hart non si limita a disegnare abiti, ma costruisce un universo di valori, invitando chi li indossa a sentirsi liberi, consapevoli e protagonisti di un cambiamento. La moda, nel suo mondo, torna a essere un potente strumento di espressione e riflessione culturale.

Di davinci

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