Roma – L’intelligenza artificiale è un “enorme alleato” nella battaglia quotidiana contro i contenuti inappropriati, arrivando a rimuovere in autonomia l’85% dei video che violano le policy della piattaforma. Tuttavia, quando si tratta di notizie false e disinformazione, specialmente in periodi delicati come elezioni o referendum, il ruolo della moderazione umana e dei fact-checker rimane “fondamentale“. È questo il quadro delineato da Luana Lavecchia, Senior Public Policy and Government Relations Manager di TikTok, durante una recente audizione presso le Commissioni riunite Trasporti e Cultura della Camera dei Deputati.
L’intervento si è svolto nell’ambito dell’esame di proposte di legge cruciali per il futuro del panorama digitale: quelle che mirano a garantire maggiore trasparenza, parità di trattamento e libertà di espressione nella gestione delle informazioni sulle piattaforme online. Un tema che, nell’era della comunicazione istantanea e virale, assume un’importanza strategica per la salute del dibattito democratico.
La Doppia Faccia dell’IA: Efficienza e Limiti
Il dato fornito da Lavecchia sull’efficacia dell’IA è impressionante e testimonia i passi da gigante compiuti dalla tecnologia nel campo della moderazione dei contenuti. Un esercito di algoritmi scandaglia incessantemente milioni di video caricati ogni giorno, identificando e rimuovendo violazioni che spaziano dall’incitamento all’odio al bullismo, fino ai contenuti espliciti. Questa automazione permette di agire con una rapidità e su una scala altrimenti impensabili per un team umano.
Tuttavia, la stessa Lavecchia ha messo in guardia contro un’eccessiva fiducia nella sola tecnologia. La disinformazione è un avversario più subdolo, capace di mascherarsi da notizia legittima, sfruttando sfumature linguistiche, contesti culturali e la rapida evoluzione degli eventi. Qui entrano in gioco la sensibilità e la capacità di analisi critica dell’essere umano. “La moderazione umana è importante sulle notizie false in momenti come le elezioni o i referendum“, ha precisato, sottolineando come in queste circostanze la posta in gioco sia altissima.
La Sfida dei Contenuti Sintetici e l’Etichettatura Obbligatoria
Un capitolo particolarmente complesso è quello dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale, i cosiddetti deepfake o media sintetici. TikTok, ha ricordato la manager, ha introdotto già da settembre 2023 un’etichetta obbligatoria per questi contenuti, nel tentativo di arginare il potenziale ingannevole di video e audio manipolati. “È importante etichettare i contenuti generati con l’IA e contrassegnare quelli che arrivano da altre piattaforme“, ha affermato Lavecchia.
La sfida, però, non è solo tecnologica ma anche culturale. “C’è un grande lavoro da fare sui creatori di contenuti e anche sui politici“, ha aggiunto, citando esempi di contenuti creati con l’IA emersi durante recenti elezioni regionali. Per rispondere a queste nuove minacce, TikTok sta inasprendo le proprie regole e testando uno strumento che permetterà agli utenti di scegliere di visualizzare meno contenuti artificiali, offrendo un maggiore controllo sul proprio feed.
La Rete Globale di Fact-Checker
Per rafforzare le sue difese contro le fake news, TikTok si affida a una rete globale di partner specializzati. A livello mondiale, la piattaforma collabora con 20 organizzazioni di fact-checking che coprono 50 lingue diverse. In Italia, il partner scelto per questa delicata attività è Facta News. Questo approccio ibrido, che combina la potenza dell’IA con la verifica puntuale di esperti indipendenti, è considerato essenziale per mantenere l’integrità dell’ecosistema informativo. “Resta fondamentale il ruolo delle segnalazioni attendibili e dei fact-checker“, ha ribadito Lavecchia, spiegando che i video che diventano virali vengono sottoposti a molteplici controlli da parte dei sistemi di moderazione.
Un Gigante Digitale: I Numeri di TikTok in Italia e in Europa
L’audizione è stata anche l’occasione per ricordare le dimensioni del fenomeno TikTok. La piattaforma conta oggi oltre 200 milioni di utenti in Europa e ben 24 milioni solo in Italia, un dato che evidenzia l’enorme responsabilità sociale del network. Questi numeri, in costante crescita, trasformano TikTok non solo in un hub di intrattenimento, ma in una vera e propria agorà digitale dove si formano opinioni e nascono tendenze.
Questa vasta utenza rende ancora più urgenti le normative in discussione in Parlamento, che si inseriscono nel solco tracciato a livello europeo dal Digital Services Act (DSA). Questa legge impone alle grandi piattaforme online obblighi più stringenti in materia di trasparenza, moderazione dei contenuti e tutela degli utenti, con l’obiettivo di creare un ambiente online più sicuro e responsabile.
Verso un Futuro di Responsabilità Condivisa
Le dichiarazioni di Luana Lavecchia alla Camera dei Deputati dipingono un quadro complesso, in cui l’innovazione tecnologica offre strumenti potentissimi ma non risolutivi. La lotta alla disinformazione e la tutela di un dibattito pubblico sano richiedono un impegno costante e su più fronti: dalle piattaforme che devono investire in tecnologie e risorse umane, ai creator che devono agire con responsabilità, fino agli utenti stessi, chiamati a sviluppare un approccio più critico e consapevole verso i contenuti che consumano ogni giorno.
