Il Portogallo si prepara a un secondo turno elettorale carico di tensione e incertezza. Il primo turno delle elezioni presidenziali, svoltosi ieri, ha premiato il candidato socialista António José Seguro, che si è imposto come il più votato, ma non ha raggiunto la maggioranza assoluta necessaria per una vittoria immediata. Gli exit poll, elaborati dall’autorevole Università Cattolica di Lisbona per la televisione pubblica RTP, gli attribuiscono una forchetta tra il 30% e il 35% delle preferenze. Un risultato importante per l’ex segretario del Partito Socialista, che ha condotto una campagna elettorale da indipendente, spesso smarcandosi dalle direttive del suo stesso partito e riuscendo a intercettare un consenso trasversale.

Tuttavia, la vera notizia politica che emerge dalle urne è l’identità del suo probabile sfidante al ballottaggio dell’8 febbraio. A contendersi il secondo posto sono infatti il leader del partito sovranista di estrema destra Chega, André Ventura, e il candidato liberale João Cotrim de Figueiredo. Ventura si attesta tra il 20% e il 24%, confermando la crescita impetuosa della sua formazione politica, che si consolida come una forza determinante nel panorama portoghese. Poco sotto, in un margine di errore che tiene aperti i giochi, si posiziona Cotrim de Figueiredo, con una percentuale stimata tra il 17% e il 21%. La sua performance, al di sopra delle aspettative, introduce un elemento di forte imprevedibilità in vista del secondo turno.

Il crollo del candidato governativo e la crisi dell’esecutivo

La tornata elettorale segna una sconfitta cocente per la coalizione di governo di centrodestra guidata dal primo ministro Luís Montenegro. Il candidato da loro appoggiato, Luís Marques Mendes, ha ottenuto un risultato deludente, fermandosi tra l’8% e l’11% dei voti. Un dato che non solo lo esclude da ogni possibilità di ballottaggio, ma che apre anche una profonda riflessione politica all’interno della maggioranza.

Questo risultato getta un’ombra pesante su un esecutivo già fragile, privo di una maggioranza assoluta in Parlamento. Il primo ministro Montenegro si trova ora di fronte a un dilemma strategico di non facile soluzione. Durante il suo mandato, ha mantenuto una linea politica ambigua, cercando il sostegno dei socialisti per le leggi di bilancio e, al contempo, ammiccando alla destra radicale di Ventura su temi come la sicurezza e il contenimento dell’immigrazione. Una strategia “dei due forni” che ora, con lo scontro diretto tra Seguro e uno dei due candidati di destra, non è più sostenibile.

Scenari per il ballottaggio: alleanze e incognite

Da oggi si apre ufficialmente la caccia ai voti degli esclusi. Per António José Seguro, la strada verso la presidenza è in salita. I potenziali voti alla sua sinistra, provenienti dai candidati minori come il comunista António Filipe o l’eurodeputata del Blocco di Sinistra Catarina Martins, rappresentano un bacino elettorale modesto e probabilmente insufficiente a colmare il divario con il 50%.

L’attenzione si sposta quindi sull’elettorato di centro e di destra. Ecco i principali fattori da considerare:

  • L’elettorato di Gouveia e Melo: L’ex ammiraglio Henrique Gouveia e Melo, eroe nazionale per la gestione della campagna vaccinale anti-Covid nel 2021, si è piazzato quarto con una percentuale tra l’11% e il 14%. Il suo è un elettorato trasversale e poco ideologizzato, attratto più dalla figura del candidato che da un programma definito. I suoi voti sono i più contesi e imprevedibili.
  • La posizione di Montenegro: La scelta del primo ministro sarà cruciale. Un suo endorsement, o anche il suo silenzio, potrebbe spostare l’elettorato di Marques Mendes. Se lo sfidante di Seguro sarà Ventura, Montenegro dovrà scegliere se rompere il tabù dell’alleanza con l’estrema destra o favorire, di fatto, un presidente socialista.
  • Il “caso Cotrim”: Nel caso, più complesso, di un ballottaggio tra Seguro e il liberale Cotrim de Figueiredo, entrerebbe in gioco un’altra variabile. Negli ultimi giorni di campagna elettorale, Cotrim è stato raggiunto da accuse di molestie sessuali da parte di un’ex collaboratrice. La vicenda, nata da un post privato sui social media, è rapidamente diventata di dominio pubblico, e rappresenta una spada di Damocle che potrebbe condizionare pesantemente la sua corsa.

Il Portogallo si trova dunque a un bivio. Le prossime due settimane saranno decisive non solo per eleggere il nuovo Capo dello Stato, ma anche per definire gli equilibri politici futuri di un Paese che, mai come ora, appare profondamente diviso.

Di atlante

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