Milano – Una nuova tragedia scuote il capoluogo lombardo, segnando un’altra croce sul registro delle morti invisibili. Un uomo di circa 40 anni, senza fissa dimora, è stato trovato morto nella mattinata di oggi, venerdì 16 gennaio, sotto un cavalcavia in via Padova. A stroncarlo, con ogni probabilità, è stato il gelo pungente di questi giorni, che ha trasformato le strade della metropoli in una trappola mortale per i più vulnerabili.

Il corpo è stato rinvenuto intorno alle 10:30, all’altezza del ponte ferroviario poco prima dell’incrocio con via Esterle. Sul posto sono immediatamente intervenuti gli operatori sanitari del 118, con un’ambulanza e un’automedica, e gli agenti della Polizia di Stato. Purtroppo, per l’uomo non c’era già più nulla da fare: i soccorritori non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Le prime indagini escluderebbero segni di violenza, orientando l’ipotesi della morte per ipotermia come la più probabile.

Una scia di decessi che allarma la città

Questa è la terza vittima tra i senzatetto a Milano dall’inizio del 2026, una drammatica sequenza che solleva interrogativi e preoccupazioni. Il primo decesso risale al 5 gennaio, quando Andrea Colombo, un uomo di 34 anni, è stato trovato senza vita al capolinea della metropolitana M3, al confine con San Donato Milanese, anch’egli stroncato dal freddo. Pochi giorni dopo, il 9 gennaio, un altro senzatetto è stato trovato morto nei pressi della stazione Cadorna, in pieno centro. Un’escalation che evidenzia la drammaticità di un’emergenza sociale che il freddo rende ancora più acuta.

Questi eventi si inseriscono in un quadro più ampio e allarmante. Secondo i dati disponibili, lo scorso anno sono state 27 le persone senzatetto decedute a Milano, uno dei dati più alti a livello nazionale. La Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora (Fio.PSD) parla di una “strage invisibile”, sottolineando come la maggior parte dei decessi avvenga proprio nei mesi invernali.

Il Piano Freddo e i limiti dell’accoglienza

Di fronte a questa emergenza, il Comune di Milano ha attivato, come ogni anno, il “Piano Freddo”. L’iniziativa, partita il 17 novembre, mira a potenziare la rete di accoglienza per le persone senza dimora, offrendo posti letto aggiuntivi, pasti caldi e supporto attraverso unità mobili. Attualmente, sono circa 450 le persone accolte nelle strutture di emergenza, che si sommano ai posti letto disponibili tutto l’anno. La maggior parte degli accolti sono uomini e, in molti casi, persone non ancora conosciute dai servizi sociali.

Nonostante gli sforzi, le strutture e le iniziative messe in campo sembrano non essere sufficienti a intercettare tutti i bisogni. Come sottolineato da diverse associazioni, tra cui Caritas Ambrosiana, esistono persone con fragilità particolari, come dipendenze o problemi psichici, che faticano a integrarsi nei dormitori collettivi e preferiscono rimanere in strada, esponendosi a rischi enormi. A questo si aggiunge il fatto che molti senzatetto, per timore o per disagio, rifiutano l’accoglienza offerta. La tragedia di via Padova riapre così il dibattito politico sull’adeguatezza dei servizi e sulla necessità di un approccio più strutturato e capillare per non lasciare indietro nessuno.

La solidarietà e il prossimo censimento

Mentre la politica si interroga, la società civile si mobilita. Numerose sono le associazioni di volontariato che ogni giorno percorrono le strade per distribuire coperte, bevande calde e un po’ di conforto. Un aiuto prezioso che, tuttavia, non può sostituire un intervento istituzionale organico.

Per avere un quadro più preciso del fenomeno, l’Istat, in collaborazione con la Fio.PSD, ha in programma un nuovo censimento delle persone senza dimora a Milano per i giorni 26, 28 e 29 gennaio. Un’iniziativa importante per aggiornare i dati, che risalgono a febbraio 2024 quando si contarono 2.343 clochard, e per calibrare meglio le future politiche di intervento. Nel frattempo, la città piange un’altra vita spezzata dal freddo e dalla solitudine, una morte che pesa sulla coscienza di tutti.

Di veritas

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