Milano – Un polverone mediatico si è sollevato a seguito di un articolo pubblicato dal quotidiano Il Fatto Quotidiano, che ipotizzava un coinvolgimento del noto rapper e influencer Fedez come testimonial per la campagna a favore del “Sì” al referendum sulla giustizia. La risposta dell’artista non si è fatta attendere, affidata a una serie di storie su Instagram cariche di indignazione, in cui ha smentito categoricamente la notizia, bollandola come “l’ennesimo racconto di fantasia travestito da giornalismo”.
La ricostruzione dei fatti secondo Fedez: “Follia pura”
Attraverso i suoi canali social, Fedez ha ricostruito minuziosamente la vicenda. Tutto sarebbe partito da alcune “insistenti telefonate” ricevute da un numero non presente nella sua rubrica. A seguito di uno scambio di messaggi, l’interlocutore si sarebbe presentato come un giornalista de Il Fatto Quotidiano, interessato a conoscere la sua posizione in merito ai quesiti referendari. “Gli faccio notare che chiamare uno con così tanta insistenza non è cosa a me gradita e che se mai volessi esprimermi sul tema lo farei sui miei canali. Fine della conversazione”, ha spiegato il rapper.
La sorpresa è arrivata la mattina successiva, con la pubblicazione dell’articolo. Secondo Fedez, il pezzo “insinua che io sarei stato ingaggiato dal governo come testimonial per il sì. Ovviamente senza nessuna prova giornalistica ma con un mio virgolettato (‘Non dirò nulla per interposta persona’, ndr) che lascia quasi intendere che io abbia qualcosa da nascondere. Follia pura”.
La smentita supportata dai fatti: gli ospiti del podcast “Muschio Selvaggio”
A sostegno della sua netta smentita, Fedez ha portato prove concrete legate alla sua attività editoriale. Ha infatti ricordato come nel suo podcast di grande successo, Muschio Selvaggio, abbia recentemente ospitato personalità di spicco che si sono apertamente schierate per il “No” al referendum. Tra questi, l’ex magistrato Gherardo Colombo e il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri.
Questa scelta editoriale, secondo il rapper e la sua redazione, rende palesemente illogica e contraddittoria l’ipotesi di un suo ingaggio per la campagna del “Sì”. Un punto ribadito con forza anche in una nota ufficiale del suo podcast: “Insomma, chiunque avesse scelto Fedez come testimonial del Sì avrebbe buttato soldi nel cesso”.
L’accusa di “clickbait” e la richiesta di rettifica
La redazione di Pulp Podcast, condotto da Fedez insieme a Mr. Marra, ha utilizzato parole ancora più dure, definendo la notizia una “bufala senza fondamento”, costruita ad arte per “fare clickbait”. Secondo la nota, il problema risiederebbe nella formulazione stessa della domanda posta dal giornalista. Si sarebbe passati da una legittima richiesta di opinione (“se si sarebbe impegnato per il Sì al referendum”) a un’insinuazione su un presunto accordo economico (“è vero che il Comitato del Sì la vuole ingaggiare come testimonial?”).
Questo, secondo la redazione, rappresenta un “cortocircuito costruito ad arte per sollevare un polverone”, suggerendo che “probabilmente la verità non era l’obiettivo dell’articolo”. Per avvalorare la sua posizione, Fedez ha anche pubblicato gli screenshot della conversazione WhatsApp avuta con il giornalista.
La conclusione dello sfogo del rapper è una richiesta formale e perentoria al quotidiano diretto da Marco Travaglio: “Pregherei gentilmente Il Fatto Quotidiano di pubblicare la smentita di questa porcheria totalmente infondata o altrimenti pubblicare le prove di ciò che hanno scritto. Complimenti per l’ottimo lavoro svolto. Come sempre”.
Il contesto: referendum, influencer e deontologia giornalistica
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio che tocca temi di grande attualità. Da un lato, il dibattito sui referendum sulla giustizia, che ha visto una campagna elettorale polarizzata e spesso tesa. Dall’altro, il ruolo sempre più centrale degli influencer nel plasmare l’opinione pubblica, rendendoli figure ambite per la comunicazione politica.
Questo episodio solleva inevitabilmente interrogativi sulla deontologia professionale nel giornalismo, sulla verifica delle fonti e sulla necessità di distinguere tra indiscrezioni e fatti accertati, specialmente quando si tratta di figure pubbliche con un’enorme cassa di risonanza come Fedez. La vicenda, ampiamente ripresa da altre testate e dibattuta sui social network, attende ora un’eventuale replica da parte de Il Fatto Quotidiano.
