L’economia cinese continua a navigare in acque complesse, presentando un quadro a due velocità che suscita interrogativi sulla sostenibilità della sua crescita. Gli ultimi dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica di Pechino rivelano una divergenza significativa tra la robustezza del settore industriale, trainato da un export fiorente, e la debolezza persistente dei consumi interni. Un dualismo che riflette le sfide strutturali che il Dragone si trova ad affrontare, prima fra tutte la crisi del mercato immobiliare e le sue ripercussioni sulla fiducia di famiglie e imprese.

Produzione Industriale e Export: i Motori della Crescita

Il dato più incoraggiante arriva dal fronte della produzione industriale, che a dicembre ha segnato un incremento del 5,2% su base annua. Questa performance, superiore sia al 4,8% di novembre sia alle stime degli analisti che si attestavano intorno al 5%, rappresenta l’accelerazione più marcata da settembre 2025. A trainare questa crescita è stata soprattutto l’attività manifatturiera, che ha registrato un balzo del 5,7%, in netto aumento rispetto al 4,6% del mese precedente.

Questi numeri confermano come l’export si sia consolidato quale pilastro fondamentale della crescita economica cinese. In un contesto di domanda interna stagnante, le imprese cinesi hanno intensificato gli sforzi per conquistare nuovi mercati internazionali, diversificando le loro destinazioni e compensando così le tensioni commerciali, in particolare con gli Stati Uniti. Nel corso del 2025, il commercio estero della Cina è cresciuto complessivamente del 3,8% su base annua. Le esportazioni, in particolare, sono aumentate del 6,1%, consolidando la posizione del paese come prima potenza esportatrice mondiale. Questo ha portato a un surplus commerciale record, che nel 2025 ha sfiorato i 1.200 miliardi di dollari.

Vendite al Dettaglio: il Tallone d’Achille dell’Economia

Se da un lato l’industria corre, dall’altro i consumi interni mostrano segni di affaticamento. Le vendite al dettaglio a dicembre sono aumentate di appena lo 0,9% su base annua, un dato nettamente inferiore all’1,3% di novembre e alle previsioni degli analisti che si aspettavano un +1,2%. Si tratta della crescita più debole registrata da dicembre 2022, un periodo segnato ancora dalle restrizioni legate all’ultima ondata della pandemia di Covid-19.

Questa frenata dei consumi è il riflesso di diverse problematiche che affliggono l’economia interna. La persistente crisi del settore immobiliare è senza dubbio il fattore più critico. Il crollo degli investimenti nel mattone, scesi del 17,2% nel 2025, ha eroso la ricchezza delle famiglie e minato la loro fiducia, con un effetto a catena sui consumi. A questo si aggiunge un mercato del lavoro che, sebbene mostri un tasso di disoccupazione urbana stabile al 5,1%, non riesce a infondere quella sicurezza necessaria per stimolare la spesa.

Un PIL che Raggiunge l’Obiettivo, ma con Prospettive Incete

Nonostante la debolezza della domanda interna, l’economia cinese è riuscita a chiudere il 2025 con una crescita del Prodotto Interno Lordo del 5%, centrando l’obiettivo fissato dal governo. Tuttavia, il rallentamento registrato nel quarto trimestre, con un PIL in crescita del 4,5% rispetto al 4,8% del trimestre precedente, solleva interrogativi sulle prospettive future. Gli analisti sono concordi nel ritenere che, senza un deciso intervento a sostegno dei consumi e una risoluzione della crisi immobiliare, la crescita potrebbe rallentare ulteriormente nel corso del 2026.

Il governo di Pechino è consapevole di queste sfide e ha già annunciato l’intenzione di adottare “politiche macroeconomiche più proattive ed efficaci” per espandere la domanda interna. Tra le misure allo studio vi sono ulteriori stimoli fiscali e monetari, nonché interventi mirati a stabilizzare il settore immobiliare e a sostenere l’occupazione. La transizione da un modello di crescita trainato dagli investimenti e dall’export a uno più bilanciato e fondato sui consumi interni rappresenta la sfida cruciale per il futuro economico della Cina.

Di atlante

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