Roma – Il panorama del credito in Italia mostra segnali contrastanti ma indicativi di una nuova fase economica. Secondo l’ultimo rapporto mensile dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), il mese di dicembre 2025 ha segnato un punto di svolta: i tassi d’interesse sui nuovi mutui sono tornati a crescere, mentre continua, e anzi accelera, la dinamica dei prestiti concessi a famiglie e imprese. Un quadro complesso che suggerisce una combinazione di ritrovata cautela da parte dei risparmiatori e una crescente propensione all’investimento.
Fine della discesa: i tassi sui mutui invertono la rotta
Dopo mesi di calo, il costo del denaro per l’acquisto di un’abitazione ha registrato un lieve ma significativo aumento. A dicembre 2025, il tasso medio sulle nuove operazioni di mutuo è salito al 3,37%, rispetto al 3,30% di novembre. Sebbene questo valore rimanga notevolmente inferiore al 4,42% registrato a dicembre 2023, l’ABI sottolinea che questo movimento segnala la probabile conclusione della fase ribassista.
L’aumento è una conseguenza diretta dell’andamento dei tassi di riferimento sul mercato, in particolare l’IRS (Interest Rate Swap), che nei mesi precedenti è risalito dal 2,69% fino al 2,90% di novembre. Le famiglie italiane sembrano aver colto immediatamente questo cambiamento di scenario: a dicembre, ben l’80% dei nuovi mutui è stato stipulato a tasso fisso. Una scelta strategica, come spiegato dall’ABI, per “immunizzarsi contro i rischi di un rialzo dei tassi”, cercando stabilità e certezze per il futuro. Mentre i nuovi contratti vedono questo rialzo, il tasso medio sul totale dei prestiti in essere, includendo quindi quelli sottoscritti in passato, rimane stabile al 3,97%.
Imprese e famiglie: cresce la fiducia nel credito
Se da un lato si registra cautela sul fronte mutui, dall’altro emerge una forte vivacità nella domanda di finanziamenti. L’ammontare totale dei prestiti bancari a famiglie e imprese ha mostrato un’accelerazione, crescendo del 2,3% su base annua a dicembre, un ritmo superiore al +2,1% di novembre.
Questa dinamica positiva è trainata da entrambi i settori:
- Prestiti alle imprese: Hanno registrato una crescita dell’1,8% a novembre, segnando il sesto mese consecutivo di aumento. Anche il costo del credito per le aziende ha visto un leggero incremento, con il tasso medio per le nuove operazioni salito al 3,64% a dicembre dal 3,52% del mese precedente.
- Prestiti alle famiglie: Continuano a mostrare una solida espansione, con una crescita del 2,3% a novembre. Per le famiglie si tratta del dodicesimo mese consecutivo di incremento, a testimonianza di una fiducia persistente e di una propensione a realizzare progetti di spesa e investimento.
Raccolta e depositi: una crescita più moderata
Anche la liquidità nei conti correnti e le altre forme di raccolta bancaria continuano a crescere, sebbene con uno slancio meno vigoroso rispetto ai mesi precedenti. A dicembre 2025, la raccolta diretta complessiva (che include depositi e obbligazioni) ha raggiunto la cifra di 2.137,2 miliardi di euro, con un aumento del 2% su base annua. Si tratta di un dato positivo, ma in decelerazione rispetto al +2,6% registrato a novembre.
Analizzando le componenti:
- I depositi della clientela residente sono aumentati del 2,1% su base annua, anch’essi in rallentamento rispetto al +2,7% del mese prima.
- La raccolta a medio e lungo termine tramite obbligazioni è cresciuta dell’1,1%, in frenata rispetto al +1,9% di novembre.
Parallelamente, la raccolta indiretta, ovvero gli investimenti in titoli e altri strumenti finanziari custoditi presso le banche, ha mostrato un notevole incremento di 106,5 miliardi di euro tra novembre 2024 e novembre 2025. Questo suggerisce una tendenza dei risparmiatori a cercare rendimenti più elevati rispetto a quelli offerti dalla liquidità sui conti correnti, orientandosi verso altre forme di investimento.
