SEUL – Una telefonata per disinnescare una crisi sul nascere e riaffermare la necessità del dialogo. Da Seul, dove si trova per impegni istituzionali, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene con decisione sulla questione dei dazi minacciati dagli Stati Uniti nei confronti delle nazioni europee che hanno scelto di contribuire attivamente alla sicurezza della Groenlandia. “La previsione di un aumento di dazi è un errore e non la condivido”, ha dichiarato con fermezza la premier ai giornalisti, svelando di aver avuto un colloquio diretto con l’ex presidente e attuale figura di spicco della politica americana, Donald Trump.
Un “Problema di Comprensione” al Centro del Colloquio con Trump
Il cuore dell’intervento di Meloni è stato il resoconto del suo contatto con Washington. La premier ha spiegato di aver parlato con Donald Trump “qualche ora fa”, con l’obiettivo di chiarire quella che ha definito una percezione errata dell’iniziativa europea. Secondo la Presidente del Consiglio, alla base della minaccia di ritorsioni commerciali ci sarebbe stato “un problema di comprensione e comunicazione”. L’impegno di alcuni Paesi dell’Unione Europea per la stabilità dell’area groenlandese, ha sottolineato, “non va letta in chiave anti-americana”.
Durante la conversazione, ha aggiunto, Trump “mi pare fosse interessato ad ascoltare”. Pur mantenendo la necessaria riservatezza sui dettagli del dialogo – “non si può farvi lo stenografico di quello che dico a un mio collega” – Meloni ha insistito su un punto cruciale: la necessità di “riprendere il dialogo ed evitare una escalation”. Un messaggio chiaro che posiziona l’Italia come ponte diplomatico in una fase delicata delle relazioni transatlantiche. “Io credo che in questa fase sia molto importante parlarsi”, ha concluso, evidenziando il suo ruolo di mediatrice.
L’Azione Diplomatica si Allarga: Coinvolti NATO e Unione Europea
L’iniziativa della premier non si è limitata al solo canale bilaterale con gli Stati Uniti. Meloni ha infatti attivato un’azione diplomatica a tutto campo, coinvolgendo i principali attori della sicurezza euro-atlantica. “Ho sentito anche il segretario generale della Nato”, ha affermato, ricevendo conferma che l’Alleanza Atlantica “sta iniziando a fare un lavoro” sulla questione. Questo passaggio sottolinea la dimensione strategica e di sicurezza collettiva che l’argomento riveste.
Parallelamente, l’azione si è spostata sul fronte interno all’Unione Europea. “Nel corso della giornata sentirò anche i leader europei”, ha annunciato la Presidente del Consiglio, anticipando la probabile convocazione di una riunione a Bruxelles. “Credo sia convocata una riunione a livello per ora di Coreper dell’Unione Europea”, ha specificato, riferendosi al Comitato dei rappresentanti permanenti, l’organo che prepara i lavori del Consiglio dell’UE e che rappresenta il primo livello di discussione per gestire crisi e definire una linea comune tra gli Stati membri.
Il Contesto: La Rilevanza Strategica della Groenlandia
La disputa, sebbene presentata come un malinteso, tocca nervi scoperti della geopolitica contemporanea. La Groenlandia, territorio autonomo danese, riveste un’importanza strategica crescente per diverse ragioni:
- Posizione Geografica: Si trova in una posizione cruciale nell’Artico, una regione sempre più navigabile a causa del cambiamento climatico e al centro di nuovi interessi commerciali e militari.
- Risorse Naturali: Il suo sottosuolo è ricco di terre rare e altre materie prime essenziali per le tecnologie moderne, su cui si gioca una competizione globale.
- Sicurezza: Ospita la base aerea di Thule, fondamentale per i sistemi di preallarme radar degli Stati Uniti e della NATO.
L’iniziativa di alcuni Paesi UE di rafforzare la propria presenza e il proprio contributo alla sicurezza dell’isola si inserisce quindi in un quadro di maggiore assertività europea nella difesa dei propri interessi strategici, un’azione che, senza un’adeguata comunicazione, rischia di essere interpretata da Washington come una sovrapposizione o, peggio, una sfida.
L’intervento di Giorgia Meloni mira a ricondurre la questione nell’alveo della cooperazione e della partnership, ribadendo che la sicurezza dell’Artico è un interesse condiviso e che le iniziative europee sono complementari e non alternative al ruolo storico degli Stati Uniti e della NATO nella regione.
