Milano – Un ritorno alle origini per progettare il futuro. Dal palco di Palazzo Castiglioni a Milano, sede della 14esima assemblea nazionale di Italia Viva, Matteo Renzi ha lanciato ufficialmente il suo nuovo progetto politico: la “Casa Riformista”. Un’iniziativa che, nelle intenzioni del suo promotore, vuole essere un contenitore aperto, una “Margherita 4.0”, capace di aggregare le anime riformiste, liberali e cattolico-democratiche del Paese con un obiettivo ambizioso: costruire una coalizione di centrosinistra coesa e competitiva, in grado di sconfiggere la destra di governo alle elezioni politiche del 2027.
Un Progetto Aggregante: Porte Aperte ai Delusi del PD e ai Sindaci
Il messaggio di Renzi è stato chiaro e diretto: la “Casa Riformista” è destinata a chi “non crede più nello stare in questo Pd” e a quella vasta area di amministratori locali, a partire dai sindaci, considerati il vero motore del cambiamento e il punto di contatto più autentico con le esigenze dei cittadini. “Se ci perderemo in mille sigle, rivoli, veti, tatticismi, non riusciremo a spuntarla e non sapremo dare all’Italia il futuro che merita”, ha affermato il leader di Italia Viva, sottolineando la necessità di superare le divisioni per costruire un’alternativa credibile al governo attuale, accusato di “impoverire l’Italia”. L’invito è a un impegno attivo: “Chi entra non sta alla finestra, viene a dare una mano, ha voglia di fare”, ha concluso Renzi, delineando i contorni di un soggetto politico che vuole essere pragmatico e propositivo.
L’Adesione di Pietro Bartolo: un Segnale Forte
A dare immediata concretezza al progetto è arrivata un’adesione di peso: quella di Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa ed ex europarlamentare, che pochi giorni fa aveva annunciato il suo addio al Partito Democratico. “Per vincere questa sfida ho deciso di aderire al progetto di Casa Riformista”, ha spiegato Bartolo, la cui storia personale e politica rappresenta un simbolo di umanità e impegno civile. La sua scelta è stata accolta come un segnale di grande valore politico, capace di attrarre personalità che si riconoscono nei valori di solidarietà e competenza. “Il suo percorso rappresenta per la comunità di Casa Riformista un contributo di competenza e visione”, si legge in una nota di Italia Viva che ha ufficializzato l’ingresso.
Il Plauso di Sala e il “Modello Milano”
In prima fila ad ascoltare l’intervento di Renzi sedeva il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. La sua presenza, insieme a quella di figure come il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova e la deputata DEM Marianna Madia (presente “per ascoltare”), ha conferito all’evento un significato che travalica i confini di Italia Viva. Renzi ha difeso a spada tratta il “modello Milano” e l’operato del sindaco, criticando aspramente le recenti richieste di “discontinuità” avanzate da una parte del PD milanese in vista delle prossime elezioni comunali.
“Chi chiede discontinuità a Milano la chiede rispetto a un centrosinistra che vince da quindici anni”, ha evidenziato Renzi. “La discontinuità a Milano di cognome fa Salvini e quindi chi ne parla gli fa un regalo”. Parole che hanno ricevuto il ringraziamento pubblico di Sala, che dal palco ha sottolineato lo “sforzo fatto in questi anni per tenere insieme il centrosinistra”, auspicando da tempo la nascita di un soggetto moderato e riformista all’interno della coalizione.
La Strategia per il 2027: Superare i Veti e Sfruttare le Debolezze della Destra
Lo sguardo di Renzi è proiettato al 2027, anno delle elezioni politiche. La convinzione è che “la partita sia aperta” e che i sondaggi mostrino la possibilità concreta di una vittoria del centrosinistra. Per questo, l’appello è a superare ogni tipo di veto, sia interno alla coalizione progressista sia nei confronti di altre forze politiche. “Nel 2027 o vince la Meloni o vince il centrosinistra. Io credo che non ci sia nessuno nel centrosinistra, né tra i centristi né tra la sinistra radicale, che si possa permettere il lusso di mettersi a litigare per perdere”.
L’analisi di Renzi si spinge anche a scrutare le possibili crepe nel centrodestra, individuando nel generale Roberto Vannacci un potenziale elemento di destabilizzazione. “Lo state sottovalutando”, ha avvertito l’ex premier, “perché nel momento in cui il generale rompe con la Lega, allora la Lega e la destra i voti rischiano di perderli”. Una scissione a destra che, secondo le sue previsioni, potrebbe costare alla coalizione di governo “almeno tre punti percentuali”.
Con il lancio della “Casa Riformista”, Matteo Renzi rimescola le carte al centro dello scacchiere politico italiano, lanciando una sfida tanto al governo di centrodestra quanto agli alleati del centrosinistra. La scommessa è quella di dimostrare che esiste uno spazio politico per una forza riformista, pragmatica e di governo, capace di essere il perno di una futura alternativa per il Paese.
