Aquisgrana, Germania – In un momento cruciale per il futuro del continente, il Comitato direttivo del Premio Internazionale Carlo Magno ha annunciato il conferimento del prestigioso riconoscimento per l’anno 2026 a Mario Draghi. L’ex Presidente della Banca Centrale Europea (BCE) ed ex Presidente del Consiglio italiano è stato scelto per la sua “grande opera” svolta a favore dell’unità e della stabilità europea. La cerimonia di consegna si terrà, come da tradizione, nella storica Sala delle Incoronazioni del Municipio di Aquisgrana il prossimo 14 maggio.

Il premio, uno dei più autorevoli a livello europeo, viene assegnato annualmente dal 1950 a personalità e istituzioni che si sono distinte per meriti eccezionali nel processo di integrazione del continente. Draghi si unisce a un albo d’oro di figure illustri che include leader politici come Konrad Adenauer, Winston Churchill, Alcide De Gasperi, Angela Merkel, e figure istituzionali come Papa Francesco e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’anno precedente, il premio era stato conferito alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Le motivazioni: dal “Whatever it takes” al Rapporto sulla Competitività

La decisione del Comitato di Aquisgrana affonda le sue radici in due momenti chiave della carriera di Mario Draghi, considerati pietre miliari per il destino dell’Unione Europea. Il primo, e forse il più celebre, è il suo coraggioso intervento durante la crisi del debito sovrano. La giuria ha richiamato esplicitamente la formula del “whatever it takes”, pronunciata a Londra nel luglio 2012, un impegno risoluto che, secondo la motivazione, “salvò l’euro in piena crisi”. Quella frase è diventata il simbolo della sua determinazione e della sua capacità di agire con fermezza nei momenti di massima turbolenza per i mercati finanziari e per la tenuta stessa della moneta unica.

Il secondo pilastro della motivazione è il suo più recente contributo intellettuale e strategico: il cosiddetto “Rapporto Draghi” del 2024 sul futuro della competitività europea. Questo documento, commissionato dalla Presidente von der Leyen, è stato definito dal comitato del premio “la strategia necessaria per garantire competitività, crescita e stabilità nell’Unione Europea”. Il rapporto analizza con lucidità le debolezze strutturali dell’economia europea di fronte a colossi come Stati Uniti e Cina e propone una serie di riforme radicali per colmare il divario. L’assegnazione del premio è, quindi, non solo un tributo al passato, ma anche un forte endorsement alla sua visione per il futuro e un invito pressante alle istituzioni europee ad attuare le sue raccomandazioni.

L’appello di Draghi: “L’Europa ha più nemici che mai”

In un videomessaggio trasmesso in occasione dell’annuncio, Mario Draghi ha accolto con gratitudine il riconoscimento, cogliendo l’occasione per lanciare un monito severo sullo stato attuale dell’Unione. “Questa decisione arriva in un momento in cui l’Europa ha molti nemici, forse più nemici che mai, sia all’interno che all’esterno”, ha dichiarato. Con queste parole, l’ex premier ha sottolineato l’urgenza per i Paesi membri di superare le “debolezze autoimposte” e di rafforzarsi su tre fronti cruciali: militare, economico e politico.

Le sue parole riecheggiano le conclusioni del suo rapporto, in cui evidenzia come la frammentazione dei mercati, l’eccesso di burocrazia e la mancanza di investimenti coordinati in settori strategici come la difesa e l’energia rendano l’Europa vulnerabile. “La situazione è drammatica: l’Europa rischia di diventare un giocattolo nelle mani di altre potenze”, si legge nella motivazione del premio, che fa eco alle preoccupazioni espresse da Draghi. Il suo appello è un richiamo all’unità e alla necessità di agire con una visione comune per non scivolare nell’irrilevanza sullo scacchiere globale.

Un premio per una visione strategica

Il Premio Carlo Magno a Mario Draghi non è semplicemente un omaggio a un banchiere centrale o a un capo di governo. È il riconoscimento a un “mediatore, visionario e pensatore strategico”, come lo ha definito la giuria, capace di combinare un’eccezionale competenza tecnica con una profonda visione politica. Il suo operato è visto come un esempio di leadership in grado di navigare le complessità delle crisi e, al contempo, di tracciare una rotta per il futuro.

La scelta di premiarlo in questo preciso contesto storico assume un significato ancora più forte. In un’epoca segnata da tensioni geopolitiche, sfide economiche epocali e una crescente sfiducia nelle istituzioni, la figura di Draghi incarna la speranza di un’Europa capace di rinnovarsi e di affermare la propria sovranità. L’assegnazione del “Karlspreis” è un segnale chiaro: la strada per un’Europa più forte e competitiva passa attraverso l’attuazione coraggiosa delle riforme delineate in quel rapporto che, da oggi, porta ancora più autorevolmente il suo nome.

Di atlante

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