L’Aquila – Con una cerimonia solenne e carica di significato, L’Aquila ha ufficialmente inaugurato il suo anno come Capitale Italiana della Cultura 2026. Alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la città, ferita dal sisma del 2009 ma oggi simbolo di resilienza e rinascita, ha dato il via a un ricco programma di eventi che si protrarrà per tutto l’anno. L’evento, tenutosi presso l’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, un luogo emblematico della gestione dell’emergenza post-terremoto, ha visto la partecipazione delle più alte cariche istituzionali e di numerosi artisti legati al territorio.

Il discorso del Presidente Mattarella: “Cultura come motore di civiltà e pace”

Il momento culminante della cerimonia è stato l’intervento del Presidente Sergio Mattarella, che ha offerto una profonda riflessione sul ruolo della cultura nella società contemporanea. “La cultura è motore, e anche collante, di civiltà“, ha affermato il Capo dello Stato, sottolineando come essa sia “strumento principe di convivenza, di dialogo, e dunque di pace“. In un’epoca segnata da conflitti e “strategie predatorie che pensavamo archiviate dal Novecento”, Mattarella ha evidenziato come l’immenso valore della cultura risalti con ancora più forza.

Il Presidente ha posto un accento particolare sul ruolo de L’Aquila come espressione e riferimento delle aree interne, che “a pieno titolo, rivendicano il proprio ruolo essenziale nello sviluppo del Paese”. Secondo Mattarella, in un’epoca di grandi cambiamenti, la distinzione tra centro e periferia si dissolve rapidamente. “I luoghi di centralità si moltiplicano: ciò che resta di periferico sono invece le esclusioni, le marginalità, gli squilibri territoriali. Contrastarli e rimuoverli è compito essenziale per rafforzare la coesione e dunque l’unità dell’Italia”.

Nel suo discorso, il Presidente ha anche richiamato le voci illustri del territorio abruzzese, da Ovidio a Ignazio Silone, fino a Celestino V, il cui messaggio di perdono risuona come un monito attuale. Ha inoltre sottolineato il legame indissolubile tra economia e cultura, evidenziato dalla presenza del Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, rimarcando come “investire in cultura vuol dire investire nello sviluppo della coscienza civile, investire in democrazia”.

“L’Aquila Città Multiverso”: un programma per il territorio

Il dossier che ha portato alla vittoria de L’Aquila, intitolato “L’Aquila Città Multiverso”, propone un modello innovativo e policentrico. Il claim dell’anno, “Un territorio, mille capitali“, riflette l’ambizione di non limitare gli eventi alla sola città capoluogo, ma di coinvolgere attivamente i comuni della provincia, le aree interne e i territori montani circostanti, in una logica di sviluppo condiviso. Questa visione è stata ribadita dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che hanno sottolineato come questo riconoscimento sia un “atto di fiducia verso una comunità” e il frutto di un “lungimirante investimento sulla cultura”.

Il programma per il 2026 prevede oltre 300 eventi in 300 giorni, spaziando tra arte, musica, teatro, cinema, danza e ricerca. L’obiettivo è quello di fare della cultura una leva per invertire le dinamiche di spopolamento, migliorare la qualità della vita e rafforzare il ruolo delle città medie come centri di innovazione, proponendo un modello di rigenerazione esportabile in altri contesti fragili del Paese.

Tra i progetti approvati figurano iniziative che intrecciano sperimentazione artistica e rigenerazione urbana, con un’attenzione particolare a temi come la coesione sociale, il benessere, la creatività e la sostenibilità socio-ambientale. La collaborazione con la città di Rieti e con i comuni del cratere sismico del 2009 e del 2016 è un elemento centrale di questa strategia.

Una cerimonia tra istituzioni e spettacolo

La giornata inaugurale si è articolata in due momenti principali. La mattina è stata dedicata alla cerimonia istituzionale, condotta dalla giornalista Francesca Fagnani e dall’imprenditore Paride Vitale, e arricchita da interventi artistici curati dal Maestro Leonardo De Amicis. Sul palco si sono alternati artisti come Giorgio Pasotti, Simone Cristicchi, Amara e Simona Molinari. Durante l’evento, il sindaco Biondi ha donato al Presidente Mattarella una riproduzione della Bolla del Perdono di Papa Celestino V.

Nel pomeriggio e in serata, il centro storico si è trasformato in un grande palcoscenico a cielo aperto con l’evento “Viaggio nella Luce”. Uno spettacolare show di droni intitolato “Sotto un unico cielo” ha dato il via ai festeggiamenti pubblici, seguito da una parata luminosa guidata dal gigante di luce Dundu. La giornata si è conclusa in Piazza Duomo con lo spettacolo “La Città Celestiale” e l’accensione dell’installazione luminosa “Il Faro 99”, un’opera visibile a chilometri di distanza.

L’Aquila Capitale della Cultura 2026 non è solo una celebrazione, ma un impegno condiviso, un laboratorio di futuro che, partendo dalle sue radici profonde e dalla sua storia di resilienza, si propone di tracciare nuove strade per lo sviluppo culturale e sociale dell’intero Appennino e delle aree interne d’Italia.

Di veritas

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