Roma – Il governo Meloni accelera sul fronte della sicurezza, annunciando l’imminente arrivo di un nuovo e corposo decreto legge. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha confermato da Seul che la sicurezza sarà uno dei temi centrali del 2026, rivelando di aver già avviato le discussioni con il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, prima delle festività natalizie. Il fulcro del provvedimento sarà una decisa stretta sulla criminalità giovanile e sul fenomeno delle cosiddette “baby gang”.

Una priorità discussa prima di Natale

“Ho detto in conferenza stampa di inizio anno che la sicurezza sarebbe stato uno dei miei focus di questo anno”, ha dichiarato la premier. “Quello che non vi ho detto in quell’occasione […] è che già prima di Natale avevo incontrato il ministro Piantedosi, avevo concordato con lui di lavorare a un nuovo provvedimento, ampio, con alcune priorità che ho citato, per esempio la priorità della stretta sulle baby gang”. La Presidente ha inoltre specificato di aver chiesto al Ministro dell’Interno di raccogliere e integrare nel testo anche le proposte provenienti dalla maggioranza parlamentare.

Il Ministro Piantedosi ha confermato che il pacchetto di norme è in uno stato avanzato di elaborazione e potrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri entro la fine di gennaio. Si tratterebbe di un lavoro frutto di mesi di analisi da parte dei tecnici del Viminale, che fa tesoro delle esperienze recenti in materia di ordine pubblico. Non è ancora chiaro se si tratterà di un unico decreto o se il governo opterà per due provvedimenti distinti: un decreto legge per le misure più urgenti e un disegno di legge per gli interventi più strutturali.

Le misure “anti-maranza”: cosa prevede il nuovo pacchetto

Il nuovo pacchetto sicurezza, già ribattezzato “anti-maranza”, si preannuncia come un insieme di oltre 60 norme suddivise tra decreto legge e disegno di legge. L’obiettivo è quello di dare una risposta forte e immediata ai comportamenti illegali, con un’attenzione particolare alla prevenzione e alla repressione della violenza giovanile. Ecco i punti principali emersi dalle bozze e dalle anticipazioni:

  • Stretta sulle armi da taglio: Divieto assoluto di porto di coltelli a scatto, a farfalla o con lama superiore ai cinque centimetri. Si prevede anche l’arresto facoltativo in flagranza per i minori di 18 anni trovati in possesso illecito di coltelli.
  • Responsabilizzazione dei genitori: Introduzione di sanzioni amministrative, da 200 a 1.000 euro, a carico dei genitori o di chi esercita la potestà genitoriale sui minori che commettono reati, a meno che non dimostrino di non aver potuto impedire il fatto.
  • Ampliamento dell’ammonimento del Questore: La misura di prevenzione dell’ammonimento sarà estesa anche ai minori di età compresa tra i 12 e i 14 anni per reati come lesioni personali, rissa, violenza privata e minacce, specialmente se commessi con l’uso di armi.
  • Istituzione di “zone rosse”: Si punta a rendere più strutturale la possibilità per i prefetti di istituire aree a vigilanza rafforzata, le cosiddette “zone rosse”, in luoghi segnati da ripetuti episodi di illegalità, come stazioni e zone della movida.
  • Scudo penale per le forze dell’ordine: Nel testo è prevista anche una norma sulla legittima difesa, il cosiddetto “scudo giuridico”, che mira a evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per chi agisce in situazioni di legittima difesa, una tutela estesa a tutti i cittadini.

Il contesto politico e il dibattito

L’annuncio del nuovo decreto si inserisce in un contesto politico vivace. Da un lato, il governo intende rispondere a una crescente domanda di sicurezza da parte dei cittadini, come evidenziato da recenti sondaggi che vedono la criminalità giovanile come un fenomeno in netta crescita percepita. Dall’altro, le opposizioni criticano l’operato dell’esecutivo, definendo il fronte della sicurezza un “fallimento”. Esponenti di Fratelli d’Italia, come il senatore Sergio Rastrelli, rivendicano invece la centralità del tema della sicurezza nell’agenda del governo sin dal suo insediamento.

Il nuovo pacchetto di norme si pone in continuità con il cosiddetto “decreto Caivano” (D.L. 123/2023, convertito in legge 159/2023), varato in risposta a gravi fatti di cronaca e focalizzato sul contrasto al disagio giovanile e alla criminalità minorile. Quel provvedimento aveva già introdotto misure più severe, ma secondo il governo è necessario un ulteriore cambio di passo per stroncare fenomeni come quello delle gang giovanili. Il dibattito, tuttavia, rimane aperto sull’efficacia di un approccio puramente repressivo rispetto a interventi di carattere socio-educativo.

Immigrazione e altre misure

Oltre al contrasto alla criminalità giovanile, il pacchetto sicurezza conterrà anche norme riguardanti l’immigrazione irregolare. Si parla di procedure più snelle per le espulsioni, di un rafforzamento dei centri di trattenimento e dell’introduzione nel diritto interno del concetto di “Paese terzo sicuro”, in linea con le nuove normative europee. Altri interventi riguarderanno il potenziamento degli organici delle forze di polizia e misure per contrastare le occupazioni abusive di immobili.

L’iter del provvedimento è ora atteso in Consiglio dei Ministri, dove si definirà la sua forma finale prima di approdare in Parlamento per la discussione e la conversione in legge. La Presidente Meloni ha convocato una riunione al suo rientro per fare il punto, sottolineando l’urgenza e la determinazione del governo nel portare a termine questa importante riforma.

Di veritas

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