MELBOURNE – Un re pronto a difendere il suo regno, ma con qualche crepa nell’armatura. Novak Djokovic si affaccia al suo ventunesimo Australian Open, il torneo che lo ha consacrato con dieci trionfi, emanando la consueta aura di fiducia, ma lasciando trapelare anche le incertezze di una condizione fisica non ottimale. In una conferenza stampa carica di attesa, il campione serbo ha lanciato il guanto di sfida ai nuovi dominatori del circuito, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, pur ammettendo le difficoltà di una battaglia che si preannuncia tanto affascinante quanto brutale.
La consapevolezza della propria forza
“So che quando sto bene in una giornata qualsiasi potrei battere chiunque, altrimenti non sarei qui, sento ancora la spinta“. Parole che risuonano come un monito per gli avversari. A 38 anni, Djokovic non ha perso un briciolo della sua autostima. La sua mente è ancora quella del cannibale che ha riscritto la storia del tennis, ma il corpo inizia a inviare segnali che non possono essere ignorati. Un piccolo problema fisico lo ha costretto a saltare il torneo di preparazione ad Adelaide, e anche le sessioni di allenamento a Melbourne Park sono state segnate da qualche intoppo, in particolare un fastidio al collo che ha destato preoccupazione tra i suoi tifosi. “Ho avuto un piccolo problema che mi ha impedito di giocare ad Adelaide, ma qui sta andando tutto bene“, ha assicurato, cercando di smorzare gli allarmi.
Sinner e Alcaraz: un livello “diverso”
Con grande onestà intellettuale, Djokovic ha riconosciuto la superiorità espressa negli ultimi tempi da Sinner e Alcaraz, vincitori degli ultimi otto Slam disputati in due. “Vedo bene come Sinner e Alcaraz stiano giocando a un altro livello rispetto a tutti gli altri“, ha ammesso. Un’investitura ufficiale da parte di chi, per anni, ha rappresentato il livello da raggiungere. Tuttavia, questa ammissione non si trasforma in resa. “Non disdegno le mie chance, in nessun torneo, specialmente qui“. Melbourne è il suo giardino di casa, un luogo dove ha sempre saputo esaltarsi, e la storia insegna a non dare mai per battuto il campione serbo, soprattutto sulla Rod Laver Arena.
La caccia al 25° Slam: una pressione gestita con filosofia
Il traguardo del 25° titolo del Grande Slam, che gli permetterebbe di staccare definitivamente Margaret Court e diventare il più decorato di sempre, è un tema ineludibile. Eppure, Djokovic sembra voler affrontare questa storica caccia con un approccio mentale rinnovato. “Si è parlato molto di questo ma io cerco di concentrarmi più su quel che ho vinto non su quel che potrei ancora conquistare“, ha dichiarato. Un modo per allentare la pressione, per evitare che l’ossessione del record diventi un fardello. “Spero arrivi ma 24 non è un brutto numero e poi voglio anche liberarmi di un po’ di inutile pressione, un approccio alla ‘ora o mai più’ non credo sia necessario né mi aiuterebbe a giocare al meglio“.
La strategia per Melbourne: gestione fisica e fame di vittoria
La chiave per competere con la freschezza atletica di Sinner e Alcaraz sarà, inevitabilmente, la gestione delle energie. Djokovic è consapevole che, per arrivare fino in fondo in un torneo al meglio dei cinque set, dovrà dosare le forze. “Per competere con loro in sede Slam mi manca un po’ di benzina nelle gambe, a essere sincero“, ha confessato con sorprendente candore. “Ma sto dando il massimo, così come fatto nel 2025, dove credo di aver dato loro del filo da torcere nella loro corsa verso quei titoli“. La strategia è chiara: “Ora la mia priorità è prendermi cura del mio fisico e giocare ogni match come fosse una finale, ma è anche mettermi in una buona posizione, non sciupare inutili energie e sperare di arrivare il più in là possibile così da avere un’altra chance per poterli sfidare“.
Il suo percorso a Melbourne inizierà contro lo spagnolo Pedro Martinez. L’Australian Open 2026 si apre quindi con un Novak Djokovic a due facce: da un lato il campione eterno, forte di dieci titoli e di una fiducia incrollabile nei propri mezzi; dall’altro l’atleta che deve fare i conti con l’avanzare dell’età e con una concorrenza giovane e spietata. La sfida è lanciata, e il mondo del tennis attende con il fiato sospeso per scoprire se il re di Melbourne saprà, ancora una volta, respingere l’assalto al suo trono.
