YANBU, Arabia Saudita – Le dune dell’Arabia Saudita hanno fatto da palcoscenico a un’altra giornata di sfide estreme per i partecipanti della Dakar Classic, la competizione di regolarità per veicoli storici che affianca il rally raid più famoso del mondo. L’undicesima tappa ha visto gli equipaggi italiani, in particolare quelli provenienti dal Trentino-Alto Adige, lottare con determinazione, portando a casa risultati significativi che ne confermano il valore in un contesto internazionale di altissimo livello.
La Sorpresa di Fellin e Gramm sulla Leggendaria Porsche 959
A distinguersi nell’ultima frazione è stato l’equipaggio composto da Paolo Fellin e Werner Gramm. A bordo della loro iconica Porsche 959 Dakar EVO, ricostruzione moderna della vettura che fece la storia negli anni ’80, il manager di Acque Plose e il titolare dell’omonima azienda di famiglia hanno siglato una prestazione di rilievo. Chiudendo la tappa al 30° posto, si sono affermati come il miglior team della spedizione regionale, un risultato che ha permesso loro di scalare una posizione nella classifica generale, assestandosi al 49° posto alla vigilia delle battute conclusive del rally. La loro gara è stata un crescendo di prestazioni, superando le difficoltà iniziali e dimostrando grande affiatamento e competitività.
Unterholzner e Gaioni: un Podio Conquistato con Tenacia
Riflettori puntati anche su Josef Unterholzner e Franco Gaioni, l’equipaggio di punta della rappresentanza italiana, che ha concluso la sua avventura alla Dakar Classic con un prestigioso terzo posto assoluto. L’ex consigliere regionale di Lana e il navigatore bolzano dell’R Team, al volante del loro Mitsubishi Pajero, hanno dimostrato una costanza impressionante per tutta la durata della competizione. Nonostante un’undicesima tappa chiusa al 31° posto, che li ha visti cedere temporaneamente la seconda posizione in classifica generale a causa di una penalità inflitta a un team avversario, sono riusciti a mantenere un posto sul podio finale. Hanno terminato la gara con 1.137 punti, alle spalle dei vincitori lituani Karolis Raisys e Christophe Marques (735 punti) e dei cechi Klymciw e Broz (1.003 punti), confermandosi come il miglior equipaggio italiano in assoluto in tutte le classifiche della Dakar di quest’anno. Un miglioramento notevole rispetto al decimo posto dell’anno precedente, che testimonia la loro crescita e preparazione.
La Sfida di Delladio e Guerrini tra Imprevisti e Determinazione
L’avventura nel deserto ha messo a dura prova anche l’equipaggio formato da Lorenzo Delladio e Guido Guerrini. Il presidente di Confindustria Trento, titolare de “La Sportiva”, e il suo esperto navigatore hanno affrontato la gara con grande spirito, nonostante alcuni problemi tecnici e un incidente che hanno complicato il loro percorso. Hanno concluso l’undicesima tappa all’89° posto, perdendo una sola posizione nella classifica generale e attestandosi all’81° posto. La loro partecipazione, a bordo di un’altra affascinante Porsche 959, ha rappresentato una sfida personale e un’importante esperienza, portata a termine con tenacia fino al traguardo di Yanbu.
Dakar Classic: Non Solo Velocità, ma Strategia e Affidabilità
È fondamentale ricordare che la Dakar Classic non è una gara di velocità pura. Come un complesso problema di fisica applicata, richiede una combinazione di variabili perfettamente bilanciate: precisione nella navigazione, rispetto delle medie orarie imposte e, soprattutto, una straordinaria affidabilità meccanica. I veicoli, che ricalcano i tracciati storici della competizione, sono messi a dura prova da un terreno implacabile, fatto di sabbia, rocce e dune. In questo scenario, la capacità di gestire il mezzo, minimizzare le penalità e mantenere la concentrazione per migliaia di chilometri diventa la vera chiave del successo. Gli equipaggi italiani hanno dimostrato di possedere queste qualità, unendo la passione per i motori a un approccio strategico e resiliente, degno dei più grandi esploratori del nostro tempo.
