Parigi si prepara ad accogliere uno degli eventi più attesi dagli appassionati di motori e design: la 50ª edizione del Salone Rétromobile, in programma dal 28 gennaio al 1° febbraio 2026. In questo palcoscenico di prestigio, che celebra mezzo secolo di storia automobilistica, Citroën torna protagonista con uno stand imponente di 512 m², promettendo un’immersione totale in oltre 100 anni di creatività e audacia. Fulcro dell’esposizione sarà la presentazione in anteprima al pubblico francese del concept ELO, un manifesto su ruote che non si limita a immaginare il futuro, ma lo costruisce attingendo a piene mani da un’eredità stilistica e tecnologica senza pari.

Come giornalista e fisico, osservo questa mossa del Double Chevron non come una semplice operazione nostalgica, ma come una precisa dichiarazione d’intenti. In un’era di transizione epocale per la mobilità, guardare al proprio passato non è sintomo di stasi, ma una ricerca consapevole delle costanti che hanno definito l’identità di un marchio: l’anticonformismo, l’innovazione al servizio del comfort e una concezione dell’auto come oggetto sociale, prima ancora che come mezzo di trasporto.

ELO: Il Laboratorio di Idee che Ridefinisce lo Spazio

Il concept ELO si presenta come un vero e proprio “laboratorio di idee”, una sintesi tra le esigenze del vivere contemporaneo e la filosofia Citroën. Con dimensioni esterne compatte (soli 4,10 metri di lunghezza), ELO sfida le convenzioni offrendo uno spazio interno sorprendentemente ampio e modulare, capace di accogliere fino a sei persone. Questa architettura risponde direttamente ai nuovi paradigmi dello stile di vita: non più solo un veicolo per spostarsi, ma un ambiente flessibile che si adatta a molteplici usi, dal viaggio al lavoro da remoto, dal tempo libero al relax. È la concretizzazione di un’idea di mobilità come estensione dello spazio vitale, un concetto che affonda le sue radici in alcuni dei prototipi più visionari del marchio.

Le Radici dell’Audacia: le Concept Car che Ispirano ELO

Per comprendere appieno la portata innovativa di ELO, è necessario un tuffo nel passato, analizzando le sei show-car emblematiche che lo affiancheranno nello stand. Ognuna di esse, a suo tempo, ha rappresentato una rottura, un’anticipazione dei tempi che oggi ritroviamo, decantata e rielaborata, nel DNA di ELO.

  • Karin (1980): Forse il più audace dei prototipi esposti. Con la sua forma piramidale e il tetto grande quanto un foglio A3, Karin sconvolse il Salone di Parigi del 1980. Disegnata da Trevor Fiore, introduceva una configurazione a tre posti con il guidatore in posizione centrale avanzata, una soluzione poi ripresa da supercar come la McLaren F1, pensata per massimizzare la visibilità e il controllo. Da Karin, ELO eredita l’idea di un’architettura interna non convenzionale e l’impiego di un parabrezza panoramico a 180° che favorisce l’interazione tra i passeggeri.
  • C 10 (1956): Soprannominata “goccia d’acqua” per la sua forma aerodinamica, la C 10 era il risultato di studi avanzati per creare un veicolo leggero (appena 382 kg) ed efficiente. Progettata dall’ingegnere André Lefebvre, esplorava i principi dell’aeronautica per massimizzare lo spazio interno in una carrozzeria compatta. ELO reinterpreta questa ricerca di efficienza volumetrica, dimostrando come un design intelligente possa offrire grande abitabilità in ingombri ridotti, un principio fondamentale per la mobilità urbana del futuro.
  • C-Cactus (2007): Questo concept ha introdotto un approccio eco-responsabile e minimalista, quasi un manifesto contro lo spreco. L’obiettivo era creare un’auto ecologica e accessibile, eliminando il superfluo e utilizzando materiali riciclati e riciclabili. La cabina era composta da circa la metà dei pezzi di un’auto convenzionale. ELO raccoglie questa preziosa eredità, integrandola in una visione moderna di sostenibilità che non rinuncia a stile e comfort.
  • Xanae (1994): Considerato il precursore diretto dei monovolume compatti, Xanae fu un prototipo estremamente realistico che anticipò il successo della Xsara Picasso. Con i suoi sedili anteriori girevoli, l’assenza del montante centrale sul lato destro per un accesso facilitato e un’attenzione maniacale alla convivialità e alla luce interna, Xanae ha definito un nuovo modo di vivere l’auto. ELO ne evolve il concetto di modularità e convivialità.
  • Activa 1 (1988): Un concentrato di tecnologia che esplorava l’unione tra idraulica ed elettronica. Questo prototipo introduceva le sospensioni idrattive a controllo elettronico, quattro ruote sterzanti e un sistema anti-pattinamento, anticipando tecnologie che avrebbero definito il comfort e la tenuta di strada delle Citroën future, come la Xantia Activa.
  • 2 CV A (1939): L’archetipo della mobilità accessibile e intelligente. Esposta in uno dei rarissimi esemplari sopravvissuti, rappresenta la genesi della filosofia Citroën: rispondere a un bisogno con una soluzione semplice, geniale e non convenzionale.

Un Legame Indissolubile con la Storia: La Traction Avant 15-6 Cabriolet

A completare questo straordinario spaccato di storia e futuro, ci sarà un pezzo da novanta per ogni collezionista. Il club “La Traction Universelle”, fedele partecipante sin dalla prima edizione del Salone nel 1976, esporrà sullo stand una delle autentiche e rarissime Traction Avant 15-6 Cabriolet con motore a sei cilindri. Si tratta dello stesso modello presentato proprio durante l’edizione inaugurale di Rétromobile, un cerchio che si chiude per celebrare il doppio cinquantesimo anniversario del Salone e della prima apparizione pubblica di questa icona.

L’esposizione di Citroën a Rétromobile 2026 trascende quindi la semplice parata di veicoli. È un’analisi profonda della propria evoluzione, un dialogo costante tra passato e futuro dove ogni concept non è un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso coerente. ELO non è una creazione estemporanea, ma il figlio legittimo di decenni di audacia, ricerca e, soprattutto, di una visione dell’automobile profondamente umana.

Di davinci

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